Ellen Burstyn sarà tra le grandi protagoniste della Mostra di Venezia 2026. L’attrice americana riceverà il Leone d’Oro alla carriera nel corso dell’83esima edizione del Festival cinematografico più atteso dell’anno, prevista dal 2 al 12 settembre. Un tributo che riconosce il peso di una filmografia costruita attraverso personaggi complessi, donne vulnerabili e insieme determinate, diventate nel tempo parte dell’immaginario collettivo.
Ellen Burstyn riceve il Leone d’Oro alla Mostra di Venezia
La decisione è arrivata dal consiglio di amministrazione della Biennale su indicazione del direttore artistico Alberto Barbera. Per Ellen Burstyn sarà anche l’occasione di tornare in una città alla quale è particolarmente legata. L’attrice ha accolto l’annuncio con entusiasmo, raccontando la propria felicità per un riconoscimento che arriva dopo decenni trascorsi tra cinema, teatro e televisione.
Nonostante una carriera già ricchissima di premi, Burstyn non ha nascosto l’emozione. “Mi sento così onorata, così felice, così piena di gratitudine”, ha dichiarato. Una reazione sincera che racconta la gioia per un omaggio che la porterà nuovamente sotto i riflettori internazionali.
La cerimonia sarà legata alla presentazione di Flesh Impact, cortometraggio firmato da Maggie Gyllenhaal. Il progetto, realizzato nel centenario della nascita di Marilyn Monroe, offrirà un ritratto insolito dell’icona hollywoodiana.
Dakota Johnson interpreterà Monroe nel periodo di maggiore successo, mentre proprio Ellen Burstyn darà corpo a un’immagine più matura e immaginata della star. Nel cast compaiono anche Peter Sarsgaard e Sepideh Moafi e il titolo del corto richiama il fascino quasi tangibile, concreto, che Marilyn riusciva a trasmettere sullo schermo, come se la sua presenza potesse superare la distanza tra attrice e pubblico.
Ellen Burstyn, dall’Esorcista ad Alice non abita più qui
Per molte generazioni Ellen Burstyn è stata il volto di Chris MacNeil, la madre di Regan in L’Esorcista. Nel film diretto da William Friedkin, la sua interpretazione non si limita alla paura: al centro c’è soprattutto la disperazione di una donna pronta a tutto per proteggere la figlia. Una prova che ha contribuito a rendere il titolo un classico del cinema horror.
Il successo internazionale era arrivato poco prima con L’ultimo spettacolo di Peter Bogdanovich, che le aveva procurato una nomination all’Oscar. Ma l’ambita statuetta sarebbe giunta nel 1974 con Alice non abita più qui, diretto da Martin Scorsese, nel quale Burstyn interpreta una donna costretta a ricominciare e a ripensare il proprio futuro.
Negli anni l’attrice ha saputo alternare grandi produzioni e film più intimi. Tra i suoi ruoli più ricordati resta quello di Sara Goldfarb in Requiem for a Dream, personaggio fragile e doloroso che le regalò un’altra candidatura agli Academy Awards. Più recentemente il grande pubblico l’ha ritrovata anche in Interstellar di Christopher Nolan, dove interpreta la figlia di Matthew McConaughey da anziana.
Alla sua carriera cinematografica si aggiungono i successi ottenuti a teatro e in televisione, con Tony ed Emmy che hanno completato la prestigiosa Triple Crown of Acting. Oggi Burstyn continua inoltre il proprio lavoro all’Actors Studio, contribuendo alla formazione di nuove generazioni di interpreti. Il Leone d’Oro della Mostra di Venezia 2026 avrà quindi un valore doppio: celebrerà una star del cinema, ma anche una professionista che ha trasformato ogni personaggio in un incontro umano, credibile e spesso indimenticabile.