Festival di Cannes 2026, date e film in gara: Italia fuori

Cannes 2026 senza Italia né Hollywood dominante: meno star, più autori e nuove voci. Un Festival che cambia pelle e punta su libertà creativa e scoperte

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Antonella Latilla

Giornalista, esperta di tv e lifestyle

Giornalista curiosa e determinata. Scrittura, lettura e cronaca rosa sono il suo pane quotidiano. Collabora principalmente con portali di gossip e tv.

Fuori dai Mondiali e pure dalla Croisette: l’Italia resta (di nuovo) a casa. Il Festival di Cannes ha svelato il cartellone ufficiale della sua 79esima edizione (in programma dal 12 al 23 maggio 2026) e, per la prima volta dopo anni, il nostro Paese è rimasto lontano dai giochi che contano.

Niente film in concorso, nessuna corsa alla Palma, nessuna delegazione pronta a sfilare sul red carpet francese con l’orgoglio di chi spera di riportare a casa il premio più ambito. Un’assenza che pesa, soprattutto in un momento in cui il nostro cinema sembrava aver ritrovato una certa centralità internazionale.

L’unico legame con il Bel Paese è indiretto: Roma Elastica di Bertrand Mandico, girato nel Lazio e con un cast che parla fluentemente italiano – composto da Ornella Muti, Isabella Ferrari, Franco Nero e Maurizio Lombardi – ma che italiano, tecnicamente, non è. Sfuma anche l’ipotesi di vedere in gara Nanni Moretti, sempre di casa a Cannes: il suo nuovo film, a questo punto, potrebbe trovare rifugio a Venezia.

Una presenza italiana, seppur fugace, resta: Erri De Luca appare nel film francese La vie d’une femme con Léa Drucker. Un cameo simbolico, quasi a ricordare che il cinema italiano, anche quando non c’è, lascia comunque una traccia.

Festival di Cannes 2026 senza Italia e poca Hollywood

Se l’Italia manca, anche Hollywood non domina. Cannes 2026 sembra segnare una svolta: meno studios, meno star system, più cinema d’autore. Lo ha confermato il delegato generale Thierry Frémaux: “Gli Stati Uniti saranno presenti, gli studios meno”. Tradotto: meno tappeti rossi affollati di blockbuster, più spazio a storie e linguaggi.

Tra le presenze statunitensi spiccano John Travolta, che debutta alla regia con Propeller One-Way Night Coach, e due documentari firmati da Steven Soderbergh (The Last Interview) e Ron Howard (Avedon), entrambi in Special Screening. Ma in concorso nessuna produzione a stelle e strisce.

A salvare il glamour ci pensano due icone assolute: la Palma d’oro d’onore va a Peter Jackson e Barbra Streisand. Il resto è una dichiarazione d’intenti: Cannes cambia pelle e lo fa consapevolmente.

La presidente Iris Knobloch ha parlato di “libertà di scrivere, creare, raccontare”, ribadendo il ruolo centrale della sala cinematografica e la necessità di sostenere concretamente le registe. In concorso sono il 25%: non abbastanza, ma comunque un record per il Festival. E poi i documentari, sempre più centrali, e una sezione Un Certain Regard che guarda con decisione ai giovani cineasti.

I film in gara al Festival di Cannes 2026

Se il red carpet si fa più sobrio, lo schermo sembra promettere scintille. Tra i titoli in concorso, impossibile ignorare Amarga Navidad, che segna il ritorno a Cannes di Pedro Almodóvar, e Her Private Hell di Nicolas Winding Refn, assente dal Festival da nove anni.

Il presente e le sue tensioni attraversano opere come Minotaur di Andrey Zvyagintsev e 1949 di Paweł Pawlikowski. Mentre Ryusuke Hamaguchi promette dibattito con All of a Sudden, e Hirokazu Kore-eda affronta il tema più contemporaneo di tutti – l’intelligenza artificiale – con Sheep in the Box.

Curiosità anche per Fjord, primo film in lingua inglese di Cristian Mungiu, e per le nuove voci che emergono nelle sezioni parallele. Tra gli Special Screenings spicca Les Matins Merveilleux di Avril Besson, mentre Un Certain Regard accoglie l’esordio del Costa Rica con Everytime.

Qui la lista dei film in concorso a Cannes:

Minotaur di Andrey Zvyagintsev
El Ser Querido di Rodrigo Sorogoyen
The Man I Love di Ira Sachs
Fatherland di Pawel Pawlikowski
Moulin di Laszlo Nemes
Histoire de la nuit di Lea Mysius
Fjord di Cristian Mungiu
Notre Salut di Emmanuel Marre
Gentle Monster di Marie Kreutzer
Nagi Notes di Koji Fukada
Hope di Na Hong-jin
Sheep in the Box di Hirokazu Kore-eda
Garance di Jeanne Herry
The Unknown di Arthur Harari
All of a Sudden di Ryusuke Hamaguchi
The Dreamed Adventure di Valeska Grisebach
Coward di Lukas Dhont
La bola negra di Javier Ambrossi e Javier Calvo
A Woman’s Life di Charline Bourgeois-Taquet
Parallel Tales di Asghar Farhadi
Amarga Navidad di Pedro Almodóvar

Saranno invece presentati fuori concorso:

La Vénus électrique di Pierre Salvadori
Diamond di Andy Garcia
Her Private Hell di Nicolas Winding Refn
L’Abandon di Vincent Garenq
Karma di Guillaume Canet
L’Objet du Delit di Agnes Jaoui
L’Âge de fer di Antonin Baudry

Eye Haidara, la madrina del Festival di Cannes 2026

Sarà l’attrice francese di origini maliane Eye Haidara a ricoprire il prestigiosissimo ruolo di Madrina del Festival di Cannes 2026, che si terrà nella cittadina della Costa Azzurra dal 12 al 23 maggio. All’artista il compito di aprire e chiudere la kermesse nelle due cerimonie che danno il via e poi segnano l’epilogo della competizione cinematografica.

Classe 1983, ha lavorato per tanti anni in teatro prima di diventare popolare sul grande schermo grazie al film C’est la vie – Prendila come viene, con il quale ha vinto il prestigioso Premio Cesar, l’Oscar francese.

Per un lungo periodo è stata legato al collega Omar Sy, che ha presto il volto all’iconico personaggio di Lupin nella serie Netflix.

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