Il caso Garlasco a Morning News, le dichiarazioni dell’avvocata di Andrea Sempio

Angela Taccia torna sul caso della bottiglietta d'acqua che Andrea Sempio avrebbe consumato a Vigevano la mattina in cui è morta Chiara Poggi

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Martina Dessì

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Chiara Poggi, uccisa barbaramente nella sua abitazione di Via Pascoli il 13 agosto 2007 e unica vera vittima del caso, fatica ancora a trovare pace. Il delitto di Garlasco è di certo una ferita ancora aperta e, da tempo, è tornato prepotentemente al centro del dibattito televisivo. Durante la puntata di Morning News su Canale 5 del 29 luglio, l’attenzione si è rivolta ancora una volta sulle indagini e su un dettaglio, prima ignorato, che sta facendo parecchio discutere.

A parlare, con i toni fermi richiesti dal suo ruolo ma lasciando trasparire anche l’umana stanchezza per un circo mediatico che dura da anni, è stata l’avvocata Angela Taccia, che insieme a Liborio Cataliotti difende Andrea Sempio, l’uomo attualmente indagato dalla Procura di Pavia per l’omicidio di Chiara Poggi. La discussione si è concentrata su un elemento che per l’accusa sembra essere un tassello del puzzle, ma che per la difesa è il simbolo di un’indagine che rischia di aggrapparsi al nulla.

Omicidio Chiara Poggi: il “mistero” della bottiglietta d’acqua a Vigevano

Tutto ruota attorno a un dettaglio apparentemente insignificante risalente alla mattina del 13 agosto 2007, il giorno in cui la vita di Chiara venne tragicamente spezzata. Si tratta di una semplice bottiglietta d’acqua che Sempio avrebbe acquistato in un bar di Vigevano. Nelle ultime settimane, giornali e salotti televisivi hanno vivisezionato questo particolare, creando un vero e proprio “giallo nel giallo” a causa di alcune discrepanze tra i ricordi offuscati dal tempo dell’indagato e le memorie più nitide di sua madre.

Davanti alle telecamere del programma Mediaset, l’avvocata Angela Taccia ha voluto smontare con forza questa narrazione. La legale ha sottolineato un dettaglio molto particolare: la madre di Sempio ricordava perfettamente che la bottiglietta le fu consegnata senza tappo. Un’invenzione? Assolutamente no. Come ricordato dalla difesa, in quel periodo vigeva a Vigevano una precisa ordinanza prefettizia che vietava ai bar la vendita di bottiglie con il tappo per questioni di sicurezza e ordine pubblico.

Un riscontro oggettivo che, molto lontano dall’essere una prova di colpevolezza, secondo la difesa conferma l’attendibilità dei racconti della famiglia. Sempio stesso ha ammesso con onestà di non ricordare quel momento della giornata, affidandosi però ciecamente alla memoria della madre Daniela Ferrari.

Andrea Sempio sotto i riflettori: la critica della difesa al circo mediatico

“Se passiamo una settimana a parlare di una bottiglietta d’acqua senza tappo non siamo messi benissimo”, ha chiosato la legale, opponendosi ancora una volta a un sistema che spesso trasforma i dettagli più irrilevanti in indizi schiaccianti pur di riempire i palinsesti. Secondo Taccia, l’assenza di una vera “pistola fumante” spinge a ingigantire particolari privi di peso giuridico.

Tra le teorie circolate di recente, c’è anche quella secondo cui Sempio, avendo bevuto molta acqua quella mattina e avendo saltato il pasto, fosse in preda all’agitazione e al senso di colpa per aver compiuto il delitto di Garlasco. Un’illazione che l’avvocata ha respinto fermamente e con la sicurezza di chi conosce il proprio assistito soprattutto come persona. L’avvocata ha raccontato un tratto molto quotidiano di Andrea Sempio: quando beve molti liquidi, che sia acqua o birra, tende naturalmente a lasciare il cibo nel piatto.

È una confidenza, “una curiosità d’amica” come l’ha definita lei stessa, che non può comunque avere valore nelle aule di tribunale, ma che serve a riportare la vicenda su un piano di normalità. Perché, come ha ricordato a tutti coloro che seguono il caso dal divano di casa, non è che se una persona salta il pranzo significa per forza che nasconda un segreto inconfessabile. Fino a prova contraria.

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