Barbie 2 a rischio, bufera sui cachet troppo alti: quando lo vedremo

Il sequel di “Barbie” potrebbe non realizzarsi mai a causa di controversie tra gli attori protagonisti e la casa di produzione, in gioco c’è l’aumento dei cachet

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Maria Francesca Moro

Giornalista e Lifestyle Editor

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È stato il fenomeno cinematografico degli ultimi anni. Ha preso il simbolo delle infanzie passate trasformandolo in uno stendardo del femminismo odierno. Il film dedicato a Barbie continua a far discutere e, negli ultimi tempi, si è fatta sempre più insistente l’ipotesi di un possibile sequel. Barbie 2, però, potrebbe restare un sogno nel cassetto. A bloccarlo sarebbero le esose richieste dei protagonisti Margot Robbie e Ryan Gosling, alla ricerca di un aumento di cachet già stellari.

L’idea per Barbie 2 è pronta, i contratti no

La regista Greta Gerwig e lo sceneggiatore Noah Baumbach avrebbero già pronta un’idea per far proseguire le avventure di Barbie a Barbieland, ma la tengono per sé. I cineasti si sarebbero rifiutati di condivedere il progetto per il sequel con la casa di produzione, non prima che le trattative vengano concluse. Warner Bros ingaggiò infatti l’intero cast di Barbie con un singolo contratto legato esclusivamente al primo film, senza alcun clausola che legasse chiunque ad eventuali progetti futuri. Così, le trattative ripartono da zero e procedono a rilento.

“Abbiamo presentato una serie di offerte molto importanti nel tentativo di finalizzare gli accordi per realizzare il prossimo film di Barbie. Purtroppo, finora non siamo riusciti a raggiungere un’intesa” hanno dichiarato Pam Abdy e Michael De Luca, i co-presidenti di Warner Bros. Pictures. Fonti ben informate rivelano che tra le sei offerte avanzate negli ultimi tre anni, ci sia stata anche la proposta più consistente mai presentata per un singolo progetto.

Eppure, a Margot Robbie e Ryan Gosling non basta. Tra i nodi ancora da sciogliere vi è quello dei cachet. I due attori protagonisti sembrano intenzionati a far fruttare il successo raggiunto, provando a strappare alla casa cinematografica un cachet ancora più elevato del precedente. Gosling, che per Barbie ha ricevuto anche una candidatura agli Oscar, non si accontenterebbe di niente di meno di 20 milioni di dollari.

La corsa contro il tempo di Warner Bros

Il tempo stringe. Warner Bros. Pictures ha ottenuto i diritti da Mattel per un tempo limitato. A dicembre 2026, la proprietà intellettuale di Barbie tornerà a essere possesso esclusivo della nota azienda di giocattoli che, a quel punto, potrebbe scegliere di creare un proprio sequel, che non dovrà necessariamente essere legato al precedente. Libera da qualsiasi impegno, Mattel potrebbe pensare a una pellicola totalmente diversa e, chissà, scegliere anche protagonisti diversi.

Il sucesso planetario del primo film

Non stupisce che Warner Bros sia disposta a tutto, chissà persino a sborsare 20 milioni di dollari ad attore, pur di riuscire a lanciare nelle sale Barbie 2. La prima pellicola dedicata alla bambola più famosa del mondo incassò 1,447 miliardi a livello globale, 636 milioni negli Stati Uniti e oltre 800 milioni nel resto del mondo. Si tratta del 18esimo film con i maggiori incassi nella storia del cinema, quello con più incassi di sempre se si restringe il campo alle opere dirette da una donna.

A guadagnarci fu anche il brand Barbie che, dopo l’uscita del film, vide aumentare il proprio valore a 700 milioni di dollari, quasi il doppio delle cifre registrate appena due anni prima.

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