La madre di Sempio a Quarto Grado: “Andrea è innocente. Ora ho paura”. Le parole del padre

A Quarto Grado i genitori di Andrea Sempio hanno ribadito di essere convinti dell'innocenza del figlio. Le parole affidate al programma

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Redazione

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Quarto Grado torna sul caso di Garlasco. A parlare stavolta, durante la puntata in onda il 9 ottobre su Rete4, sono stati i genitori di Andrea Sempio, Daniela Ferrari e Giuseppe Sempio convinti dell’innocenza del figlio. Il 38enne è indagato per l’omicidio di Chiara Poggi, per il quale è già stato condannato Albero Stasi.

Le parole della madre di Andrea Sempio

La madre di Andrea Sempio ha confidato a Gianluigi Nuzzi e al pubblico di Quarto Grado i suoi timori: “Io ho paura, ho paura che la verità non basti“, ha detto. La donna è fermamente convinta dell’innocenza del figlio: non è stato lui a uccidere Chiara Poggi il il 13 agosto 2007. “Per noi sarà un sollievo quando mio figlio verrà scagionato definitivamente”, ha continuato. Il dubbio della colpevolezza del figlio non la sfiora nemmeno: “Andrea è totalmente innocente, come ho sempre detto, perché io mi sono ripassata mentalmente tutta quella mattina e sia quello che ha detto Andrea, che ho detto io e che ha detto mio marito, è esclusivamente la verità”, ha aggiunto.

Intanto, nell’attesa della conclusione delle indagini, la fiducia nella giustizia inizia a scricchiolare: “Io spero in una giustizia giusta. Fiducia nella giustizia in questo momento, finché mio figlio non sarà scagionato totalmente, non posso dire di averne, perché ne sento troppe”. Né lei né suo figlio hanno intenzione di arrendersi, anche se restare a testa alta non è facile: “Lui con noi si fa vedere forte, ma io lo so che cosa ha dentro”.

Cosa ha detto il padre di Andrea Sempio

Anche Giuseppe Sempio è intervenuto nel corso di Quarto Grado. Il padre di Andrea è indagato per corruzione, in uno dei filoni dell’inchiesta sul delitto di Garlasco. Si ipotizza che abbia tentato di pagare per far archiviare le accuse contro suo figlio ma lui continua a ribadire di non aver fatto niente del genere. Ha dato sì dei soldi in nero agli avvocati, ma esclude che questi siano arrivati alla polizia giudiziaria di Pavia. “Se tornassi indietro l’unica cosa che farei è farmi fare la fattura. Solo quello. Quello che hanno fatto gli avvocati in quel periodo, secondo me, non l’hanno fatto male. Hanno fatto bene, sono stati pagati per il loro lavoro” , ha spiegato.

La posizione di Andrea Sempio

Qualche giorno fa anche Andrea Sempio aveva ribadito la propria innocenza, commentando l’impronta 33 che parrebbe collocarlo sulla scena del crimine. “Se guardiamo la 33, e l’abbiamo controllata, a noi quelle minuzie non risultano. Quindi per noi non solo non è attribuibile a me, ma non è attribuibile a nessuno in generale” aveva detto. Una questione che, per lui, non dovrebbe nemmeno esistere: “Se comunque non sarà accettata la nostra visione e verrà acclarato che quella è una mia impronta, va bene. Però è un’impronta su un muro – fa scena dire vicino al cadavere – dove ci sono altre impronte di altre persone che scendendo la scala si appoggiavano lì, quindi c’è un motivo per cui è lì. Non è che deve essere per forza legato all’omicidio”, ha aggiunto.

Al momento la sua posizione è compromessa e il rischio di rinvio a giudizio per l’omicidio di Chiara Poggi è concreto. Dopo la chiusura delle indagini a fine settembre, il pool dei suoi legali sta preparando le memorie difensive da depositare presso il Tribunale di Pavia per cercare di evitare il processo. Lui si è sempre dichiarato innocente, ammettendo di avere molta “paura del carcere” e dell’errore giudiziario.

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