Corde vocali, scoperto come si diffonde il tumore: i consigli per proteggere la voce

Scoperto il meccanismo che favorisce la diffusione del tumore delle corde vocali. I fattori di rischio e come proteggere la voce

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Federico Mereta

Giornalista Scientifico

Laureato in medicina e Chirurgia ha da subito abbracciato la sfida della divulgazione scientifica: raccontare la scienza e la salute è la sua passione. Ha collaborato e ancora scrive per diverse testate, on e offline.

La scienza non si ferma. Così si è arrivati a scoprire il programma molecolare che, nel cancro delle corde vocali, determina la transizione dei tessuti da uno stato solido e protettivo a uno fluido e invasivo.

Questa sorta di “trasformazione”, che favorisce la diffusione della malattia, è stata mostrata da un nuovo studio dell’IFOM, l’Istituto di Oncologia Molecolare di Fondazione AIRC, e del Dipartimento di Oncologia ed Emato-Oncologia (DIPO) della Statale di Milano: gli esperti, come spiega la ricerca apparsa su Advanced Science, fa vedere come avviene questa trasformazione e ha identificato alcune delle molecole che la controllano.

Ogni giorno le cellule del nostro corpo sono sottoposte a continue forze meccaniche, che per esempio agiscono sui movimenti necessari alla respirazione, alla fonazione, al battito cardiaco. I tessuti sani sono in grado di adattarsi e resistere a tali forze, senza perdere la propria integrità. Nei tumori epiteliali, invece, tale capacità di adattamento può favorire la progressione. Un tessuto che impara a rendersi un po’ “fluido” può permettere alle cellule tumorali di muoversi, invadere e diffondersi.

Cosa dice lo studio

Lo studio, reso possibile da sostegno di AIRC a un programma AIRC “5 per mille” coordinato da Stefano Piccolo e dell’Unione europea a un progetto ERC-Synergy., sostanzialmente mostra come e perché i tumori epiteliali – tra cui i carcinomi squamocellulari e il cancro delle corde vocali – diventino pericolosi soprattutto quando le cellule maligne acquisiscono la capacità di muoversi, invadere i tessuti circostanti e dare origine a metastasi.

Il cancro delle corde vocali origina dagli strati epiteliali che rivestono tali strutture, soggette a sollecitazioni meccaniche continue, e la sua aggressività è strettamente legata all’alterazione delle proprietà fisiche del tessuto.

“Era già noto – spiega Giorgio Scita, Direttore del Laboratorio IFOM Meccanismi di migrazione delle cellule tumorali e Professore Ordinario di Patologia Generale al DIPO della Statale di Milano – che i tessuti epiteliali tendono normalmente a evolversi verso uno stato ‘solido’, in cui le cellule sono serrate le une alle altre e scarsamente mobili.

Per mutuare una metafora del traffico automobilistico, lo stato è anche detto jammed, o bloccato. Tale stato esercita peraltro una funzione protettiva per il resto dell’organismo e dunque per il paziente, dato che impedisce alle cellule tumorali di muoversi e diffondersi. Per diventare invasive, le cellule devono superare questo ostacolo, transitando verso uno stato più ‘fluido’ – che in gergo chiamiamo unjammed – capace di movimenti collettivi coordinati. In fisica della materia il fenomeno è noto come transizione di fase”.

La ricerca ha consentito di dimostrare che la transizione verso uno stato fluido e invasivo richiede l’attivazione di geni specifici. Si sono in particolare scoperte le azioni di alcuni fattori di crescita  EGF e AREG, normalmente prodotti dall’organismo in risposta a stimoli come le lesioni dei tessuti o la proliferazione cellulare, e spesso espressi in eccesso nei tumori.

“L’EGF funziona come un interruttore – spiega Hind Abdo, prima autrice dell’articolo –. Legandosi alla superficie cellulare, avvia una catena di segnali che porta alla produzione di due connessine specifiche, Cx26 e Cx31». Quando questi canali si moltiplicano, le cellule iniziano a scambiarsi fluidi in modo sincronizzato, gonfiandosi e sgonfiandosi in sequenza. Per dare l’idea, si può pensare a un’onda che percorre una tribuna allo stadio o, più precisamente, ai movimenti coordinati di uno stormo di uccelli.

“Ciò che rende questa scoperta concettualmente rilevante è che abbiamo identificato un programma molecolare preciso e non una risposta passiva a sollecitazioni fisiche. Tale programma consente la transizione del tessuto da uno stato solido e immobile a uno fluido e invasivo. Un livello di controllo molecolare di questo tipo non era ancora stato dimostrato in questo contesto – conclude Scita”.

Come preservare la voce

La voce è importante. E purtroppo, pur senza giungere a patologie come quella finora descritta, una disfunzione dell’apparato fonatorio può essere davvero limitante. Tanti sono gli elementi che entrano in gioco: bruschi mutamenti delle condizioni metereologiche, allergie, infezioni respiratorie, fumo o alcol, stress psicologico, problemi alla tiroide, uso improprio della voce e abuso vocale.

Il sintomo principale della disfonia o alterazione vocale è la raucedine, causata da malattie infiammatorie di natura batterica o virale alla laringe. Essa provoca un’alterazione qualitativa e quantitativa dalla voce e, in alcuni casi, un’afonia ovvero la perdita totale della voce.

Per tutti questi motivi è importante proteggere la voce ricordando che, oltre ai rimedi più noti, come coprire il collo dal freddo con sciarpe e indumenti, vi sono altri modi per proteggere l’organo di fonazione. La regola da tenere a mente è assicurarsi una opportuna e costante idratazione, con acqua a temperatura ambiente, preferibilmente naturale. In caso di sintomi specifici, le tisane con miele sono particolarmente idonee contro la raucedine e l’afonia.

Anche l’alimentazione è tra le forme di prevenzione più efficaci che un esperto della voce può consigliare a un paziente. Infatti, gli alimenti da evitare, in particolare prima di una esibizione o di una esposizione orale, sono quelli che favoriscono l’acidità di stomaco come caffè o cioccolato ma anche latticini, bevande gassate, succhi di pomodoro, spezie e tutti gli alcolici. Da evitare anche caramelle alla menta che causano tosse secca.

Il semaforo è invece verde per i cibi che contengono vitamina A, come frutta e verdura. Infine, meglio prestare attenzione al microclima. Durante l’inverno sarebbe opportuno riporre sui termosifoni dei diffusori per regolare il tasso di umidità e, al contrario, con il calco sarebbe da vietare per la voce un uso spropositato dell’aria condizionata che secca la gola ed espone a malanni a carico dell’apparato respiratorio.

Le indicazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a scopo informativo e divulgativo e non intendono in alcun modo sostituire la consulenza medica con figure professionali specializzate. Si raccomanda quindi di rivolgersi al proprio medico curante prima di mettere in pratica qualsiasi indicazione riportata e/o per la prescrizione di terapie personalizzate.

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