Valentino e la nobiltà: l’alta moda delle principesse

I suoi abiti da sogno hanno incantato regine e principesse che si sono affidate a Valentino per vestire l’eleganza nei momenti più importanti della loro vita

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Gilda Faleri

Giornalista e Royal editor

Royal Watcher toscana laureata in comunicazione. Scrive principalmente di famiglie reali e ha fondato uno dei primi blog italiani a tema royals.

Ci sono stilisti capaci di interpretare il gusto di principesse e regine. Poi c’è stato Valentino Garavani, che è riuscito a trasformare ogni donna in una regina.

Si racconta che sia stata proprio una figura femminile della nobiltà la prima ispirazione che portò Valentino a intraprendere il suo percorso nel mondo della moda. A sei anni ascoltò alla radio di casa l’annuncio del fidanzamento di Maria Francesca di Savoia, ultima figlia di Vittorio Emanuele III, con il Principe Luigi di Borbone Parma. Un dettaglio lo colpì subito: lei avrebbe indossato un abito di lamé verde.

Da quel momento la sua fantasia e la sua immaginazione iniziarono a prendere forma. Valentino trascorse sempre più tempo tra le stoffe francesi nel negozio della zia, disegnando e seguendo corsi, dando spazio a una passione che cominciò a delineare il suo futuro.

Il legame tra Valentino Garavani e la nobiltà nacque in modo naturale, senza mai trasformarsi in un’operazione d’immagine. Valentino e il sangue blu condividevano la stessa visione: eleganza misurata, rispetto del ruolo, rifiuto dell’eccesso. Nel corso dei decenni, il couturier, nato a Voghera ma adottato da Roma, divenne un punto di riferimento per le corti reali proprio perché capace di coniugare alta moda e senso dell’istituzione.

Le clienti di Valentino: regine e principesse

Non a caso, tra le sue clienti più fedeli c’era la Regina Sofia di Spagna. Il nome di Valentino Garavani è quello più legato alla sua immagine pubblica: la Regina emerita è considerata una delle più grandi collezioniste di haute couture firmata dalla maison che porta il suo nome. Si racconta che fossero circa cinquecento gli abiti custoditi nel suo guardaroba al palazzo della Zarzuela, a Madrid.

Sofia di Spagna

Dal 1975, anno dell’ascesa al trono di Juan Carlos, la Regina Sofia fu una cliente assidua di Valentino, al quale commissionava abiti per tutte le occasioni: visite ufficiali, ricevimenti di Stato, cerimonie solenni. La Sovrana, prima ancora della Principessa di Galles e della nuora, la Regina Letizia, riutilizzava spesso i propri abiti, talvolta cambiando gli accessori.

Durante questo lungo sodalizio, Valentino, come fanno oggi molti brand, era solito riadattare i modelli delle sue sfilate per renderli adatti all’etichetta di corte e alla personalità di chi li avrebbe indossati. Spesso aggiungeva centimetri di stoffa, maniche o interveniva sulle scollature per renderle più sobrie.

Valentino conosceva da sempre le regole non scritte della regalità. Sapeva che una Regina non doveva essere “alla moda”, ma sempre appropriata, portatrice di un’eleganza senza tempo. Ed è anche per questo che le sue creazioni hanno funzionato così bene all’interno delle corti europee.

La Principessa Diana

La Principessa Diana rimase affascinata dal couturier della bellezza e, sebbene il suo nome sia stato spesso legato a quello di Gianni Versace, sono diverse le occasioni in cui indossò abiti firmati Valentino.

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La Principessa Diana in abito Valentino nel 1992

Carolina di Monaco

Carolina di Monaco, da sempre fedele a Karl Lagerfeld e a Chanel, si concesse negli anni di indossare anche alcune creazioni di Valentino e, insieme alla figlia Charlotte, prese parte ai grandi festeggiamenti organizzati a Roma per il 45° anniversario della maison, nel 2007.

Farah Diba

Anche Farah Diba, ex Imperatrice di Persia, arrivò a Roma per i festeggiamenti indossando un abito disegnato per lei dallo stilista agli inizi della sua carriera. Un legame di lunga data, confermato anche in uno dei momenti più drammatici della storia del suo Paese: nel 1979, durante la fuga dall’Iran in seguito alla rivoluzione islamica di Khomeini, l’Imperatrice scelse di indossare un cappotto firmato Valentino. Terza moglie di Mohammad Reza Pahlavi e ultima Imperatrice dell’Iran, lasciò il Paese mantenendo quell’eleganza che l’ha sempre contraddistinta.

Valentino ebbe anche diverse muse tra le nobildonne europee, tra cui Rosario Nadal, ex moglie del Principe Kyril di Bulgaria, che grazie anche al sodalizio con lo stilista è stata una delle figure più ammirate dell’alta società internazionale.

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Valentino Garavani insieme a Rosario Nadal

Le spose reali di Valentino

Il couturier è stato inoltre tra i più amati dalle spose reali. Nel 1994 Sibilla Weiller, figlia di Paul-Annik Weiller e della nobildonna italiana Olimpia Torlonia di Civitella-Cesi, scelse Valentino per il suo abito da sposa nel matrimonio con il Principe Guillaume di Lussemburgo.

Marie-Chantal di Grecia

Nel 1995 Marie-Chantal Miller indossò Valentino per le nozze con il Principe Pavlos di Grecia. Il suo abito in seta e pizzo, con un lungo strascico, divenne uno dei wedding dress reali più iconici degli anni Novanta.

Maxima dei Paesi Bassi

Nel 2002 fu la volta di Maxima Zorreguieta. Per il matrimonio con l’allora Principe ereditario dei Paesi Bassi, Willem-Alexander, scelse un abito Valentino in seta mikado color avorio, con maniche a tre quarti e uno strascico di cinque metri: uno degli abiti da sposa più eleganti tra quelli indossati da principesse e nobili negli ultimi cinquant’anni.

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Maxima dei Paesi Bassi in Valentino il giorno delle nozze

L’anno successivo l’attrice francese Clotilde Courau indossò un abito Valentino per sposare a Roma Emanuele Filiberto di Savoia.

Madeleine di Svezia

Anche la Principessa Madeleine di Svezia si affidò al couturier per il suo matrimonio nel 2013. Il vestito, in organza di seta e pizzo Chantilly, era l’emblema dell’eleganza targata Valentino: romantico e importante, senza essere ridondante. “Lavorare con la Principessa Madeleine è stato semplicissimo. È una ragazza davvero adorabile. È moderna, divertente, piena di energia ed entusiasmo, ed è così bella! È stato un piacere e un onore”, dichiarò Valentino Garavani.

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La Principessa Madeleine di Svezia nel giorno delle nozze indossa un abito di Valentino

Tatiana Santo Domingo

A Monaco, infine, anche Tatiana Santo Domingo e Beatrice Borromeo scelsero la maison per il giorno del sì, sebbene gli abiti fossero firmati dai direttori creativi successivi a Valentino, Pierpaolo Piccioli e Maria Grazia Chiuri.

Beatrice Borromeo

Nel febbraio 2014 Tatiana Santo Domingo indossò un abito Valentino Haute Couture per la cerimonia religiosa del matrimonio con Andrea Casiraghi. L’anno successivo Beatrice Borromeo, che in passato aveva collaborato con lo stilista, scelse per le nozze con Pierre Casiraghi un abito estivo in chiffon di seta e pizzo rosa pallido e oro.

La lista delle nobili che hanno scelto di indossare un abito Valentino per il giorno del sì è lunga: da Gloria Schönburg-Glauchau, oggi Principessa Thurn und Taxis, a Maria-Anunciata del Liechtenstein, fino a Elisabetta Maria Rosboch von Wolkenstein.

Jacqueline Kennedy

Anche Jacqueline Kennedy, icona assoluta di stile del Novecento, scelse Valentino per uno dei momenti più importanti della sua vita. Per le seconde nozze con Aristotele Onassis, nel 1968, fu proprio lo stilista a firmare l’abito che l’ex First Lady indossò il giorno del matrimonio, confermando un sodalizio destinato a durare nel tempo.

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Jacqueline Kennedy in abito Valentino per le sue nozze con Aristotele Onassis

Valentino in Oriente

Nelle monarchie d’Oriente, Valentino non è mai passato inosservato: nel 2012 il marchio venne acquisito da un fondo qatariota legato alla famiglia reale, e la Sheikha Moza, oltre a esserne oggi proprietaria, è da anni una grande ammiratrice e collezionista delle sue creazioni.

Negli anni, il suo nome è diventato sinonimo di raffinatezza assoluta. Valentino non ha mai inseguito le tendenze né cercato di stupire a ogni costo. Ha preferito costruire uno stile riconoscibile, fatto di eleganza, misura e bellezza senza tempo. Ed è forse per questo che, per decenni, è stato amato tanto dall’aristocrazia quanto dal jet set internazionale: perché sapeva rendere ogni donna impeccabile senza toglierle personalità.

A raccontarlo meglio di chiunque altro è stata Marella Agnelli, elegante moglie dell’Avvocato, che dello stile di Valentino disse: “Esistono due tipi di stilisti: quelli che disegnano un abito come se fosse un’opera d’arte e quelli come Valentino, che creano modelli pensando alla donna e cercando di renderla ancora più bella. Non ho mai avuto un’amica che non avesse perso la testa per un Valentino”.

In un mondo della moda sempre più veloce e rumoroso, Valentino è rimasto una figura fuori dal tempo. L’ultimo vero imperatore dell’eleganza.

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