Mette-Marit di Norvegia è sparita, “molto malata, sono iniziati i preparativi per il trapianto”

Dov'è finita Mette-Marit di Norvegia? Dopo lo scandalo Epstein la Principessa si è ritirata dalla vita pubblica e le sue condizioni di salute sono peggiorate ulteriormente

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Antonella Latilla

Giornalista, esperta di tv e lifestyle

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Che fine ha fatto la Principessa Mette-Marit di Norvegia? Non l’abbiamo vista alla celebrazione dell’89esimo compleanno di suo suocero, Re Harald. Non era al ricevimento per gli atleti olimpici a Oslo e neppure a Milano a sostenere gli sportivi norvegesi ai Giochi invernali. Dal 28 gennaio, da quando ha visitato la Biblioteca di Fredrikstad con il marito, il Principe Ereditario Haakon, non c’è traccia di lei nell’agenda ufficiale della Corona.

Come sta Mette-Marit di Norvegia e perché è sparita

Dal suo matrimonio nel 2001, Mette-Marit è stata una delle figure più amate e seguite del Paese. Nonostante un passato travagliato, è riuscita a conquistare sia i suoi compatrioti sia la stampa. Ma il legame con Jeffrey Epstein ha danneggiato la sua reputazione. E la situazione del figlio Marius Borg, sotto processo per 38 reati gravi, non ha di certo aiutato.

A detta di alcuni, la Principessa avrebbe abbandonato la vita pubblica per imbarazzo ma da Palazzo hanno recentemente fatto sapere che in realtà la 52enne è molto malata. Le sue condizioni di salute sono peggiorate ancora di più.

Secondo una dichiarazione rilasciata dalla famiglia reale in risposta a una richiesta della rete televisiva norvegese TV2, la malattia polmonare cronica di cui soffre Mette-Marit è peggiorata negli ultimi mesi, rendendo necessario un monitoraggio medico intensificato e l’avvio di preparativi per valutare un trapianto di polmone.

“Come già noto, la Principessa Ereditaria soffre di fibrosi polmonare cronica. Come abbiamo riportato a dicembre, la sua salute è peggiorata significativamente di recente e sono iniziati i preparativi per valutare un trapianto di polmone. La Principessa Ereditaria ha un crescente bisogno di allenamento personalizzato, riposo e recupero, e il suo programma ufficiale è adattato alle sue condizioni di salute”

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Haakon e Mette-Marit di Norvegia

La fibrosi polmonare provoca la cicatrizzazione del tessuto polmonare e riduce progressivamente la capacità respiratoria. La patologia è stata diagnostica a Mette-Marit dal 2018 e da allora ha cercato di mantenere il più possibile i suoi doveri ufficiali, sebbene la malattia sia degenerativa.

Il figlio di Mette-Marit di Norvegia resta in prigione

Mentre Mette-Marit tenta di riprendersi, il processo contro suo figlio Marius Borg Høiby continua a Oslo ed è destinato a diventare uno dei più lunghi e discussi nella storia recente del tribunale distrettuale della capitale.

Il procedimento, iniziato il 3 febbraio e ormai giunto alla sesta settimana, ha scosso profondamente la famiglia reale norvegese per la gravità delle accuse e per il ruolo pubblico dell’imputato.

Marius è accusato di 38 capi d’imputazione, tra cui dieci reati sessuali e uno legato al traffico di droga. Gran parte del caso ruota attorno alla sua relazione con una giovane donna, soprannominata “la ragazza di Frogner”, con cui aveva una relazione nell’agosto 2014. Fu proprio lei a contattare la polizia, dando il via a un’indagine che ha portato alla raccolta di messaggi, fotografie, registrazioni e testimonianze ora analizzate in aula.

Il 2 febbraio, poche ore prima dell’inizio del processo, il ragazzo è stato arrestato, con accuse di aggressione, minacce con un coltello e violazione di un ordine restrittivo. Da quel momento si trova in custodia cautelare. In passato era già stato detenuto per una settimana nel novembre 2024, quando gli investigatori temevano potesse distruggere prove.

IPA
Marius Borg Høiby

Il tribunale distrettuale di Oslo ha stabilito che l’imputato non verrà rilasciato, respingendo la richiesta della difesa. Secondo i giudici, la proroga della detenzione è giustificata dalla gravità delle accuse e dall’alto rischio di recidiva. In base alla legge norvegese, chi è detenuto durante un processo può rimanere in carcere fino a diverse settimane dopo la conclusione del procedimento, fino alla pronuncia della sentenza.

Il processo dovrebbe concludersi il 19 marzo, ma l’enorme quantità di materiale probatorio – tra file, video, registrazioni audio e documenti – potrebbe rallentare i tempi. Parte delle prove deriva dai contenuti trovati dalla polizia sul telefono di Borg durante le indagini su un episodio avvenuto il 4 agosto in un appartamento nel quartiere Frogner di Oslo.

L’imputato si è dichiarato colpevole di 24 accuse, ma ha respinto le più gravi, tra cui quattro capi d’imputazione per stupro. Il caso resta uno dei più delicati e mediaticamente rilevanti per la monarchia norvegese.

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