Londra celebra lo stile di Maria Antonietta

Al Victoria and Albert Museum di Londra la mostra evento che racconta la regina che rivoluzionò moda, lifestyle e immagine diventando la prima icona moderna

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Gilda Faleri

Giornalista e Royal editor

Royal Watcher toscana laureata in comunicazione. Scrive principalmente di famiglie reali e ha fondato uno dei primi blog italiani a tema royals.

Di personaggi, soprattutto femminili, che hanno influenzato la moda, il design, gli interni, i giardini e le arti decorative ce ne sono pochi e la regina Maria Antonietta è una di questi. Ma lei è andata oltre, continuando a esercitare un’influenza e un fascino per oltre due secoli e mezzo sulle arti grafiche e decorative, la moda, la fotografia e il cinema.

Londra celebra per la prima volta la regina francese con una mostra al Victoria and Albert Museum aperta fino al 22 marzo 2026, sold out da tempo.

Sarah Grant, curatrice della mostra, ha dichiarato: “Maria Antonietta è stata la regina più alla moda, più discussa e controversa della storia. Il nome di Maria Antonietta evoca sia immagini di eccessi che oggetti e interni di grande bellezza. L’arciduchessa austriaca diventata regina di Francia ha avuto un enorme impatto sul gusto e sulla moda europei del suo tempo, creando uno stile distintivo che oggi ha un fascino e un’applicazione universali. Questa mostra esplora quello stile e la figura della sovrana. Si tratta dell’eredità stilistica di una celebrità dell’inizio dell’era moderna e della storia di una donna il cui potere di affascinare non è mai venuto meno”.

La storia di Maria Antonietta

Sposata a quattordici anni, regina a diciotto e ghigliottinata a trentasette, Maria Antonietta continua, a oltre due secoli dalla sua morte, a esercitare un potere raro: quello di essere immediatamente riconoscibile. Non solo come figura storica, ma come simbolo. Di stile, prima di tutto.

È proprio questo il cuore della grande mostra che il museo londinese dedica alla sovrana francese, riunendo circa 250 oggetti – tra cui oltre 50 appartenuti direttamente a lei – in un racconto che va ben oltre la biografia. È la storia di una ragazza straniera, catapultata a Versailles molto giovane e troppo osservata, che trasformò gli abiti in linguaggio e l’immagine in potere.

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Mostra Marie Antoinette Style al V&A di Londra

Era una regina tanto amata quanto criticata, come racconta Grant: “La storia di Maria Antonietta è stata raccontata e reinterpretata da ogni generazione per i propri scopi. La rara combinazione di glamour, spettacolo e tragedia che rappresenta rimane oggi seducente come lo era nel XVIII secolo”.

La mostra che racconta la regina di Francia

La mostra Marie Antoinette Style si sviluppa come un racconto cronologico che accompagna il visitatore dalle origini dello stile della sovrana fino alla sua eredità contemporanea, dimostrando come Maria Antonietta non sia stata solo una regina, ma un’icona di stile.

La prima parte del percorso si apre nel 1770, quando la giovanissima delfina di Francia, già arciduchessa d’Austria, arriva a Versailles, e si chiude con la sua esecuzione nel 1793, ricostruendo gli anni di Maria Antonietta alla corte francese. Attraverso mobili, abiti, gioielli, porcellane e oggetti personali emerge il ritratto di una regina che fece del gusto una forma di espressione, ma anche uno strumento di influenza, sostenendo le manifatture francesi, una vera ambasciatrice della moda ante litteram.

Gilda Faleri
Una scarpa di Maria Antonietta e un pezzo di stoffa animalier di un abito dell’epoca

Tra i pezzi più suggestivi spiccano la replica della celebre collana dello scandalo che contribuì a distruggere la sua reputazione, il raffinato servizio da tavola arrivato direttamente dal Petit Trianon, l’edificio più caro a Maria Antonietta all’interno della Reggia di Versailles, la poltrona con il suo monogramma e la famosa coppa in porcellana di Sèvres a forma di seno legata a uno dei miti più persistenti sulla sua figura.

Il guardaroba di Maria Antonietta

La mostra londinese restituisce tutta la bellezza del guardaroba di Maria Antonietta, che superava i cento abiti nuovi all’anno, suddivisi tra grands habits di corte, abiti di rappresentanza e abiti informali. Del suo armadio personale, disperso durante la Rivoluzione, sopravvivono pochissimi capi: nessun abito, ma solo frammenti di stoffe, tra cui una animalier, fatta eccezione per una semplice camicia di lino risalente agli anni della prigionia, sopravvissuta alla Rivoluzione.

Gilda Faleri
La camicia di Maria Antonietta e la riproduzione della collana dello scandalo

Nel 1785, il suo guardaroba raggiunse una spesa record di 258.002 lire, equivalenti a circa 6,6 milioni di euro odierni. Una cifra impressionante, ma non così distante da quella di altri membri della famiglia reale, anche se fu soprattutto la regina a essere criticata. Nel 1777, ad esempio, suo cognato, il conte d’Artois, futuro Carlo X, ordinò 365 paia di scarpe, uno per ogni giorno dell’anno, senza che questo provocasse lo stesso scandalo.

La prima ambasciatrice della moda francese

Alla regina non era richiesto di governare, ma di rappresentare. Il suo compito era sostenere le manifatture francesi, in particolare la seta di Lione, uno dei pilastri dell’economia nazionale. Le sue scelte avevano un impatto diretto sulla produzione e sul commercio. Non a caso, quando l’industria serica entrò in crisi negli anni Ottanta del Settecento, Maria Antonietta aumentò i suoi ordini per sostenerla.

La regina fu protagonista di una vera rivoluzione estetica visibile nelle sale della mostra. In un’epoca dominata da abiti rigidi, broccati pesanti e strutture imponenti, introdusse tessuti più leggeri, come cotoni stampati e mussoline. I colori si fecero più chiari, dominati da tonalità pastello, mentre i motivi floreali naturalistici sostituirono le decorazioni più pesanti del passato.

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Una sedia di Maria Antonietta e alcuni abiti della sua epoca esposti al V&A

Anche le acconciature cambiarono. Le elaborate costruzioni incipriate lasciarono il posto a capelli più morbidi e naturali. Era una nuova idea di femminilità: più intima, più moderna. Come osservò il politico inglese Horace Walpole durante un ballo a Versailles nel 1775, “era impossibile vedere altro che la Regina”.

La corte più profumata d’Europa

Tra gli elementi più sorprendenti della mostra c’è anche il percorso olfattivo, che permette di scoprire una dimensione meno conosciuta della vita della sovrana. Sono state ricreate le fragranze della corte e l’essenza preferita da Maria Antonietta, ma anche, in netto contrasto, l’odore degli ambienti della prigionia in cui fu rinchiusa dopo la caduta della monarchia.

E poi, dopo un passaggio sugli anni della Rivoluzione, quasi a chiudere il cerchio, l’ultima nota scritta dalla regina prima della morte, una testimonianza intima che restituisce la dimensione umana di questa donna salita al patibolo a soli 37 anni. Proseguendo nel percorso, la mostra racconta soprattutto ciò che accadde dopo.

Maria Antonietta, la prima icona di stile

Nell’Ottocento, grazie all’imperatrice Eugénie, moglie di Napoleone III, nacque un vero culto di Maria Antonietta e il suo stile tornò a vivere, trasformandosi in un modello estetico imitato in tutta Europa, mentre abiti, fotografie e oggetti contribuirono a costruire l’immagine romantica e malinconica arrivata fino a oggi. Tutti i personaggi più in voga dell’epoca si vestivano da Maria Antonietta per le feste in maschera.

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Un abito di John Galliano per la collezione Christian Dior 1998 ispirato a Maria Antonietta

Alla fine del secolo, la regina divenne addirittura una figura sospesa tra realtà e fantasia, protagonista di un immaginario fatto di eleganza, evasione e teatralità, celebrato dagli stilisti e dagli illustratori dell’epoca. Un’eredità che arriva fino a oggi e che l’ultima sezione della mostra rende evidente: creazioni di Dior, Chanel, Vivienne Westwood e Valentino dialogano con fotografie, costumi cinematografici e le celebri scarpe disegnate da Manolo Blahnik, sponsor ufficiale della mostra, per il film di Sofia Coppola, dimostrando come Maria Antonietta continui a essere una fonte inesauribile di ispirazione.

“Tutti gli occhi saranno su di te”

La mostra del Victoria and Albert Museum dimostra con chiarezza che Maria Antonietta fu molto più di una regina. Fu la prima icona moderna della moda, trasformando sé stessa in simbolo.

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Maria Antonietta, Delfina di Francia, ritratto del 1771

Quando sua madre, Maria Teresa d’Austria, le scrisse “Tutti gli occhi saranno su di te”, forse non immaginava quanto quelle parole sarebbero state vere e per quanto a lungo. Oltre due secoli dopo, lo sono ancora. Maria Antonietta continua ad affascinare intere generazioni.

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