Nel mezzo dello scandalo che travolge la monarchia britannica, emerge un dettaglio apparentemente minore, ma che aggiunge un ulteriore elemento al controverso ritratto di Andrew Mountbatten-Windsor, l’ex Principe nonché fratello di Re Carlo. Mentre l’attenzione pubblica resta concentrata sugli interrogatori e sulle ricadute politiche legate ai suoi scandali, un’ex dipendente ha rivelato una delle stravaganze del figlio della Regina Elisabetta: la cura meticolosa di una collezione di 72 orsacchiotti di peluche.
I 72 orsacchiotti di peluche dell’ex Principe Andrea
Charlotte Briggs, ex assistente reale, ha raccontato al Sun che, all’inizio del suo incarico, ha ricevuto un’istruzione insolita: doveva imparare a sistemare correttamente gli animali di peluche dell’allora Duca di York.
“Dedicarono un’intera giornata ad addestrarmi”, ha spiegato. Non si trattava di uno scherzo di famiglia o di un capriccio passeggero. Era, per usare le sue parole, “qualcosa di sacro”.
Tutti gli orsacchiotti erano dell’azienda tedesca Steiff e indossavano minuscole uniformi e cappelli da marinaio. Dovevano essere sistemati in base alle dimensioni con una precisione quasi chirurgica. Qualsiasi variazione avrebbe compromesso l’equilibrio visivo richiesto dal loro proprietario.
Briggs ha raccontato di aver impiegato esattamente mezz’ora per sistemarli tutti. Settantadue figure allineate come un piccolo esercito di peluche. “È il lavoro più strano per cui mi abbiano mai pagato”, ha confidato.
A ogni orsacchiotto era assegnato un posto sul letto a baldacchino, dove venivano sistemati in file, il più grande sul retro e il più piccolo davanti, e di notte dovevano essere spostati in un’altra parte della stanza in modo che Andrea potesse andare a dormire.
Alcuni tra i più piccoli erano appoggiati sulla mensola di un camino inutilizzato, sempre disposti in un ordine specifico per “fare bella figura”, mentre altri erano sul pavimento ai piedi del letto. Solo i due favoriti di Andrea occupavano un posto d’onore, seduti su due troni di mogano ai lati della testiera del letto.
Tra i peluche dell’ex marito di Sarah Ferguson anche due ippopotami e una pantera. “Si arrabbiava molto se non erano disposti correttamente”, ha precisato la fonte.
Dove sono finiti i peluche dopo l’arresto di Andrea
Lo stesso Andrea ha confessato nel 2010 di collezionare orsacchiotti: “Ovunque andassi in Marina, compravo sempre un orsacchiotto, quindi ho una collezione molto vasta“. E pare che ora, in isolamento e costantemente sorvegliato, stia soffrendo parecchio: dopo l’arresto non può più contare sul suo piccolo grande tesoro.
La sua amata collezione di orsacchiotti, oggetto di cura meticolosa, è attualmente custodita in deposito e non è nella sua nuova residenza. “Andrew è in uno stato emotivo terribile – ha spifferato un insider alla stampa britannica – Le piccole cose diventano catastrofi e lui è ossessionato dal fatto che la maggior parte dei suoi orsacchiotti sia ora chiusa in magazzino, anziché con lui”.
Al di là di tutto, questo aneddoto, riemerso in un periodo di forte tensione mediatica, assume una risonanza angosciante se confrontato con gli episodi più oscuri della sua vita pubblica, tra cui la causa civile con Virginia Giuffré.
In un’epoca in cui ogni azione passata viene reinterpretata sotto una nuova luce, l’immagine di un uomo adulto ossessionato dalla precisa disposizione dei suoi animali di peluche è, a dir poco, inquietante.