A Windsor la bufera non accenna a placarsi. La posizione dell’ex Principe Andrea si fa sempre più pesante: secondo gli ultimi aggiornamenti diffusi dalla Thames Valley Police in un comunicato stampa, le autorità britanniche hanno deciso di ampliare le proprie indagini, valutando formalmente l’ipotesi di presunti reati sessuali a carico del fratello di Re Carlo.
Svolta nelle indagini su Andrea
Andrea Mountbatten-Windsor, com’è noto oggi una volta spogliato da ogni titolo, era stato arrestato e interrogato per ore lo scorso 19 febbraio, proprio nel giorno del suo sessantaseiesimo compleanno. L’accusa iniziale parlava di abuso d’ufficio (misconduct in public office, per essere esatti), legata al sospetto che l’ex Duca di York avesse condiviso documenti governativi e informazioni commerciali riservate con il finanziere Jeffrey Epstein nel 2010, quando rivestiva il ruolo di inviato speciale per il commercio britannico.
Il 22 maggio è arrivata, però, una svolta. In un comunicato stampa, la polizia della Thames Valley ha spiegato che “oltre all’indagine sulla cattiva condotta nell’esercizio delle funzioni pubbliche, è in corso la valutazione delle segnalazioni secondo cui una donna sarebbe stata portata in un indirizzo di Windsor nel 2010 a scopo sessuale”.
Il reato di abuso d’ufficio non si limiterebbe, dunque, ai soli illeciti finanziari o alla fuga di notizie, ma si estenderebbe alla grave condotta di chi sfrutta la propria posizione pubblica per scopi di natura sessuale. Così gli investigatori, sempre nel comunicato, hanno rivolto un appello pubblico a potenziali testimoni finora rimasti in silenzio, presupponendo che alcune vittime abbiano finora evitato di farsi avanti pensando erroneamente che l’inchiesta riguardasse solo la fuga di documenti riservati.
“L’indagine sta esaminando una serie di aspetti di presunte condotte illecite a seguito della pubblicazione dei documenti ai sensi dell’Epstein Files Transparency Act negli Stati Uniti. Stiamo inoltre parlando con diversi testimoni, tuttavia, in conformità con le direttive nazionali, non possiamo confermare né smentire l’identità di queste persone”, si legge ancora.
Il caso Epstein e la reazione di Re Carlo
Al centro di questo nuovo e doloroso capitolo c’è la testimonianza di una donna residente negli Stati Uniti, assistita dal noto avvocato Brad Edwards. La donna sostiene di essere stata mandata nel Regno Unito da Epstein nel 2010, all’età di vent’anni, con lo scopo specifico di avere un incontro sessuale con Andrea nella sua allora residenza di Windsor.
La polizia di Thames Valley ha confermato di essere in contatto con i legali della donna e, con una nota ufficiale, ha tenuto a rassicurarla pubblicamente: qualora decidesse di formalizzare una denuncia, questa “sarà presa sul serio e gestita con cura, sensibilità e rispetto per la sua privacy”.
Per Andrea tramonta definitivamente ogni speranza di riabilitazione. Re Carlo ha scelto da tempo la linea della fermezza, privandolo di tutti i suoi titoli reali e onorificenze connesse alla fine dello scorso anno. Tutto per proteggere la Corona dall’onda dello scandalo.
Confinato in un alloggio privato nella tenuta di Sandringham, l’ex Principe assiste in solitudine al crollo della sua vecchia vita, mentre dal Sovrano è giunto un unico commento: “La legge deve fare il suo corso”.