6 trappole di marketing che ti fanno spendere (male) coi saldi

Durante i saldi il cervello cade in trappole emotive e cognitive. Capire come funzionano aiuta a comprare meglio e con meno rimpianti

Pubblicato:

Donatella Ruggeri

Psicologa

Psicologa, fondatrice di “Settimana del Cervello”. È una nomade digitale: lavora da remoto e lo fa viaggiando.

Ogni anno i saldi spingono gli italiani a spendere miliardi in acquisti di cui si pentono quasi subito. Le statistiche dicono che il 60% dei consumatori ammette di rimpiangere almeno un acquisto entro un mese, con montagne di resi e sprechi decisamente evitabili.

Ma perchè succede? Perché durante i saldi le emozioni prendono il sopravvento: l’urgenza e l’eccitazione offuscano il ragionamento e ci fanno comprare cose che non ci servono davvero.

Oggi però fare acquisti più consapevoli non è solo una questione di portafoglio. Significa anche ridurre l’impatto ambientale (i vestiti vengono buttati dopo appena 7 utilizzi, in media), preservare il nostro equilibrio finanziario e allineare le spese a ciò che conta davvero per noi.

Vediamo quindi come mantenere un approccio più equilibrato verso i saldi.

Perché perdiamo la testa con i saldi

È la finanza comportamentale a spiegarci cosa succede quando vediamo quel cartellino rosso con “-50%”: il cervello attiva il circuito della ricompensa e la dopamina invade il nucleus accumbens già 8-12 secondi prima di cliccare (o decidere) “acquista”, facendoci sperimentare un’anticipazione di piacere irresistibile.

Quando poi aggiungiamo l’urgenza, come i timer dell’offerta in scadenza che scorrono inesorabili o il messaggio “solo 2 pezzi rimasti”, la nostra capacità di ragionare si abbassa drasticamente.

Il cervello interpreta la scarsità come un segnale di alto valore e l’ansia di perdere l’occasione ci fa prendere decisioni in fretta, senza raccogliere abbastanza informazioni.

Ne usciamo con carrelli (anche virtuali) pieni di cose che, se va bene, useremo un paio di volte.

Le 6 trappole mentali da riconoscere durante i saldi

Durante i saldi, il cervello inciampa in trappole mentali studiate a tavolino dal marketing: meccanismi che i venditori sfruttano per spingere acquisti impulsivi e che, secondo studi recenti, ci portano a spendere in media il 25% in più rispetto al budget previsto.

L’effetto ancora

L’effetto ancora è il trucco più vecchio del mondo. Ti mostrano un prezzo iniziale gonfiato (199€) e poi quello scontato (99€). Il tuo cervello si “àncora” al primo numero e pensa di fare un affare, anche se il valore reale del prodotto è 80€. Molti venditori alzano i prezzi nei 30 giorni prima dei saldi proprio per amplificare questo effetto.

La paura di “perdere l’occasione”

Poi c’è la paura di “perdere”. Può sembrare paradossale, ma è dimostrato che come esseri umani temiamo più di perdere un’occasione che di guadagnare qualcosa. Ecco perché quando leggiamo “offerta valida ancora per 2 ore” ci sentiamo come se stessimo letteralmente perdendo dei soldi. E così compriamo quegli occhiali da sole che non ci servivano, pur di “non perdere” 50€ di sconto.

L’effetto scarsità

Strettamente collegato alla paura della perdita c’è l’effetto scarsità. Quando leggiamo “solo 3 maglie taglia M disponibili”, i nostri istinti più primitivi si attivano. Se qualcosa è scarso, il cervello lo interpreta automaticamente come più prezioso, un’associazione che non ha sempre senso.

Il prezzo “civetta”

Un altro classico. Netflix lo fa benissimo: piano base a 9€, piano premium a 20€ (poco conveniente), piano standard a 13€ che sembra perfetto. Il piano da 20€ serve solo a farti scegliere quello da 13€. Lo stesso vale per i bundle durante i saldi: quel pacchetto intermedio sembra sempre il migliore, anche se realmente non ti serve.

99 invece di 100, 3×2 e altri trucchetti

Hai poi notato che tutto costa 99€ invece di 100€? Non è un caso: il nostro cervello legge principalmente la prima cifra, quindi 99 sembra più vicino a 90 che a 100.

Anche il classico 3×2 nasconde un’insidia. “Tre creme al prezzo di due” sembra un affare, ma spesso finisci per spendere di più. Paghi 60€ per tre prodotti da 20€ l’uno, quando prima dei saldi costavano 25€ ciascuno e ti ritrovi con le scorte che scadono in bagno.

La falsa urgenza

Infine, i countdown e le notifiche push. Quei timer con “l’offerta che scade tra 5 minuti” o gli alert dell’app creano un’urgenza completamente falsa. L’offerta probabilmente tornerà la settimana prossima con un altro nome, ma in quel momento ti sembra davvero di essere in una corsa contro il tempo.

Come difenderti dalle trappole dei saldi

La buona notizia è che con qualche semplice strategia puoi ridurre gli acquisti impulsivi del 20-30%.

Ecco come:

Fai una lista prima dei saldi. Scrivi 5-10 cose di cui hai davvero bisogno, fissa un budget totale (tipo 300€) e distingui i bisogni reali dai desideri. Per esempio: “Scarpe da running perché le mie sono consumate, budget massimo 80€” è un bisogno. “Borsa firmata vista su Instagram” è un desiderio che può aspettare. Nello stilare la lista, in più, chiediti: lo userò almeno 20 volte? Risolve un problema concreto? Questa semplice domanda elimina il 70% degli acquisti inutili.

Aspetta 24 ore prima di completare l’acquisto. Quando vedi il prodotto il saldo hai una scarica di adrenalina; è importante che tu non agisca in questa fase. Prenditi una pausa, perchè quando l’urgenza svanisce capisci se è davvero un buon affare. Nel frattempo, controlla lo storico dei prezzi: spesso scoprirai che quel “super sconto” è più che altro una fregatura.

Tieni un diario degli acquisti, annota cosa stai per comprare, come ti senti in quel momento (eccitata? ansiosa?) e cosa ti ha spinto (una notifica? un timer?). Poi, dopo 24 ore, scrivi cosa pensi razionalmente. Per esempio: “Volevo comprare cuffie a 79€. Emozione: paura di perdere l’offerta. Trigger: notifica push. Razionale: ne ho già un paio che funziona, le userei poco”. Questo esercizio riduce le ricadute del 40%!

Calcola il valore nel tempo, in questo modo: dividi il prezzo per quanto lo userai davvero. Uno smartphone da 500€ che usi tutti i giorni per 3 anni? Circa 50 centesimi al giorno, ci sta. Un gadget da cucina da 100€ che userai 5 volte all’anno? 10€ a uso, no grazie.
Smascherare gli sconti falsi

Fatti aiutare dalla tecnologia

Molti negozi gonfiano i prezzi fino al 30% nei 30 giorni prima dei saldi, così lo “sconto” sembra più grande. La legge italiana lo vieta, ma succede comunque. Ci sono alcuni metodi per scoprire se i saldi sono reali. Anche se questi sistemi si riferiscono agli acquisti online, sono un buon metro per vedere qual è il valore di un certo oggetto, anche se lo dovessi trovare in negozio.

Keepa (per Amazon). È un’estensione gratuita del browser che mostra il grafico dei prezzi degli ultimi 6-12 mesi. Cerchi il prodotto, clicchi l’icona Keepa e vedi subito se hanno alzato il prezzo artificialmente prima dei saldi. Verde significa che è davvero conveniente, rosso che il prezzo è gonfiato.

CamelCamelCamel. Altro tracker per Amazon: inserisci il link del prodotto e ottieni lo storico completo più la possibilità di impostare alert. Quelle cuffie “scontate” a 79€ da 150€? Il grafico ti rivela che in media costavano 70€ al mese. Sconto fasullo.

Google Shopping e Wayback Machine. Il primo confronta i prezzi su più siti, il secondo ti consente di vedere com’era una pagina in passato: ti mostra screenshot vecchi e smaschera i prezzi gonfiati.

I saldi non sono il nemico ma è importante sapere come funzionano i meccanismi che ci spingono a comprare in modo impulsivo. Con un po’ di consapevolezza, una lista chiara e qualche strumento giusto, puoi fare davvero buoni affari senza riempire casa e armadio di cose inutili.

La prossima volta che vedi quel “-70%” lampeggiante, quindi, fa’ un bel respiro e chiediti: ne ho davvero bisogno? O è solo la dopamina che parla?

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