Perdere un animale domestico è un lutto reale: la nuova frontiera scientifica

Cane e gatto fanno parte della famiglia. Perdere un animale domestico è un lutto a tutti gli effetti e va affrontato

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Marta Ruggiero

Giornalista pubblicista e videoreporter

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Per molte persone, cani e gatti non sono “solo animali”: sono compagni di vita, fonti di affetto quotidiano e membri della famiglia a tutti gli effetti: ecco perché perdere un animale domestico può provocare un lutto prolungato, con tutte le fasi tipiche del distacco.

Sino a poco tempo fa, la classificazione ufficiale del Disturbo da Lutto Prolungato – il PGD, che in inglese corrisponde al Prolonged Grief Disorder – nei principali manuali diagnostici internazionali (il ICD-11 dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e il DSM-5-TR*dell’American Psychiatric Association) si riferivano alla perdita di una persona. La diagnosi, dunque, escludeva automaticamente chi vive un dolore intenso dopo la morte di un quattro zampe.

Un nuovo studio scientifico pubblicato su Plos One rompe questo schema consolidato, offrendo la prima prova solida che il lutto per la dipartita di un pet può manifestarsi in modo clinicamente significativo, esattamente come avviene quando viene a mancare una persona cara.

Il lutto per gli animali domestici: i numeri che rivoluzionano le teorie tradizionali

La ricerca incentrata su cosa significhi perdere un animale domestico, condotta da Philip Hyland e colleghi su un campione rappresentativo di 975 adulti nel Regno Unito, rivela dati sorprendenti. Oltre un terzo degli intervistati  – precisamente il 32,6% – ha dichiarato di aver perso un animale che considerava molto importante nella propria vita. Tra questi, un sorprendente 21% ha parlato dell’esperienza di lutto più dolorosa mai vissuta, superiore persino alla morte di un familiare umano.

Ancora più rivelatrice è la stima del tasso di Disturbo da Lutto Prolungato associato alla morte di un cane o un gatto. Il 7,5% degli intervistati soddisfaceva i criteri clinici per PGD in seguito alla perdita dell’animale. Questo tasso non è solo reale, ma comparabile a quello osservato in termini di perdita umana e più elevato di numerose altre tipologie di lutti tradizionali, come la morte di un amico o di un parente più lontano.

Cosa è il Disturbo da Lutto Prolungato

Il Disturbo da Lutto Prolungato si prova anche quando ci si ritrova, proprio malgrado, a perdere un animale domestico. È una condizione psicologica caratterizzata da dolore persistente e intensa difficoltà nell’accettare il distacco, con sintomi come costante ruminazione sul defunto, incapacità di riprendere la normale routine, intensa tristezza, senso di inutilità o sgomento. Perché un esperto possa diagnosticarlo, devono persistere per oltre sei mesi e interferire significativamente con la vita quotidiana.

Fino a oggi, la concezione prevalente nel mondo clinico era che il lutto per un animale fosse “meno serio” di quello per una persona. Questo studio sfida tale pregiudizio, dimostrando che l’attaccamento emotivo alle creature con cui condividiamo casa, affetti e abitudini quotidiane è reale e biologicamente rilevante.

Gli autori sottolineano che escludere dalla diagnosi di PGD le persone che soffrono per la perdita di un animale domestico può portare a una mancata identificazione di soggetti in difficoltà psicologica reale, privandoli dell’accesso a supporto clinico adeguato.

Cambiano i legami e i dolori: le implicazioni future

La ricerca apre la strada a una possibile revisione dei criteri diagnostici internazionali, in linea con una società in cui gli animali domestici svolgono un ruolo affettivo sempre più centrale. Inoltre invita medici, psicologi e caregiver a considerare il dolore legato alla perdita di un cane o un gatto come una vera e propria forma di lutto clinico, meritevole di attenzione e intervento terapeutico.

In un mondo in cui oltre il 60% delle famiglie possiede almeno un animale domestico, questi risultati non solo sono scientificamente innovativi, ma hanno anche un impatto sociale significativo sulla comprensione del dolore e della sofferenza umani.

Fonti bibliografiche

No pets allowed: Evidence that prolonged grief disorder can occur following the death of a pet Plos One

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