Non supera la scomparsa della compagna e muore due mesi dopo a 39 anni: la storia commovente

Un amore così forte da non poter esistere in una sola persona vivente. Salvatore muore due mesi dopo la sua Nadia, venuta a mancare a luglio 2026

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Martina Dessì

Lifestyle Specialist

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Proprio in questi giorni, a Villadose, una bambina torna sui banchi per cominciare la quinta elementare. Zaino nuovo, compagni ritrovati dopo le vacanze, e alle spalle un’estate che nessuno dovrebbe mai vivere. In appena due mesi ha perso la mamma e il papà: prima Nadia Santinon, portata via il 5 luglio da una malattia che non le aveva dato tregua, poi Salvatore Giannottamorto a 39 anni giovedì, senza alcun preavviso.

In paese, in provincia di Rovigo, è difficile non leggere queste due morti come un’unica storia. Da quando Nadia si era spenta nella loro casa di via Rizzo, Salvatore aveva stretto i denti per la figlia, cercando di tenere in piedi tutto. Ma quel vuoto, a quanto pare, pesava molto più di quanto lasciasse vedere.

Nadia Santinon e Salvatore Giannotta: un amore lungo quasi 19 anni

Salvatore, originario del Sud, e Nadia stavano insieme da quasi 19 anni. Una decina di anni fa avevano lasciato Camposampiero, nel Padovano, per trasferirsi a Villadose, in una casetta che li aveva fatti innamorare al primo sguardo: il posto giusto per far crescere la loro figlia. Solo lo scorso maggio la piccola aveva ricevuto la prima comunione.

In paese li conoscevano in tanti. Erano lontani dalle rispettive famiglie, ma avevano saputo costruirsi una rete di amicizie sincere grazie a un modo di fare semplice e genuino. Nadia, in particolare, è quella che tutti ricordano col sorriso: disponibile, solare, sempre pronta a vedere il lato positivo. Era lei il vero pilastro di casa, quella che teneva insieme ogni cosa, dalle faccende quotidiane alla crescita della bambina.

Quando la malattia si è presentata, Nadia l’ha affrontata a testa alta. Le prime cure sembravano funzionare e lei non ha mai smesso di combattere, tanto da scegliere un leone come immagine del suo profilo Facebook. Poi, purtroppo, tutto è precipitato: negli ultimi quattro giorni erano iniziate le cure palliative.

Il lutto di Villadose e l’ultimo saluto a Salvatore Giannotta

Dopo la scomparsa della compagna, Salvatore aveva voluto raccontare la sua Nadia in una lunga intervista resa a un quotidiano locale. Aveva ricordato quell’ultima domenica: lei che gli stirava le camicie perché ci teneva a vederlo in ordine, che dopo pranzo rimetteva a posto i bicchieri, e poi quel desiderio di riposare un attimo in poltrona. Non ci è mai arrivata. Si è accasciata tra le sue braccia e, nonostante i tentativi disperati di rianimarla fatti da lui e da sua madre, all’arrivo dei soccorsi non c’era più nulla da fare.

Per lei aveva voluto la camera ardente in casa, tra le cose che amava, e una veglia di preghiera in chiesa prima del funerale. Di Nadia diceva che aveva una forza enorme e che, nonostante il dolore, non si era mai arresa. Nelle settimane successive si era dedicato completamente alla figlia, cercando di esserci per lei in ogni modo.

Oggi a piangerlo, oltre alla bambina, ci sono mamma Concetta e papà Giuseppe, rientrati in Sicilia da pochi giorni, e i fratelli Antonio e Daniele. Il funerale si è svolto nella chiesa parrocchiale di San Leonardo Abate, con un’intera comunità stretta attorno a una famiglia colpita due volte nella stessa estate. Ci rimane l’immagine di una coppia che, in fondo, non ha saputo stare separata. E il pensiero di tutti, adesso, va alla loro bambina.

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