Valeria Fedeli, chi era l’ex ministra dell’istruzione che lottava per la parità di genere

Scomparsa Valeria Fedeli, l’ex ministra dell’Istruzione che si è distinta per il suo impegno politico e per le sue battaglie a favore di diritti e uguaglianza

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Claudia Giordano

Content editor Lifestyle e digital strategist

Appassionata di marketing e comunicazione, li ha trasformati in lavoro e si divide tra la professione di social media strategist, scrittrice e content editor.

Nelle ultime ore c’è un nome che rimbalza tra le notizie di cronaca e politica ed è quello dell’ex ministra Valeria Fedeli, una donna che ha diviso l’opinione pubblica e che ha parlato chiaro quando il silenzio sarebbe stato più comodo. Battagliera e passionale, la storia di Valeria Fedeli è stata costellata di lotte, scelte coraggiose e anche di qualche polemica.

Il 14 gennaio, all’età di 76 anni, l’ex ministra si è spenta lasciando dietro di sé una scia di impegno politico e sociale che va ben oltre i numeri della sua carriera istituzionale. La notizia della sua morte ha scatenato un’ondata di messaggi di cordoglio arrivati trasversalmente da tutte le fazioni politiche, dal presidente del Senato Ignazio La Russa alla premier Giorgia Meloni, passando per molti esponenti delle forze politiche che le erano più vicine.

Valeria Fedeli, morta l’ex ministra dell’istruzione del Governo Gentiloni

Il mondo politico e l’Italia intera dà il suo ultimo saluto a Valeria Fedeli, ex ministra del Partito Democratico che si è spenta il 14 gennaio 2026, nota per aver lottato a lungo per la giustizia, l’uguaglianza civile e soprattutto per i diritti delle donne. Tra le sue battaglie più memorabili ci sono infatti quella per la sensibilizzazione sulle problematiche di genere e quella per garantire un accesso equo per tutti allo studio e all’educazione scolastica.

Nata a Treviglio nel 1949, la Fedeli ha iniziato la sua vita professionale proprio nel campo dell’istruzione ricoprendo il ruolo di maestra di scuola dell’infanzia a Milano.

La sua personalità e il suo desiderio di portare avanti i propri ideali l’hanno però portata ben oltre le aule scolastiche, tanto da decidere di entrare nella CGIL, uno dei più importanti sindacati italiani, andando pian piano a ricoprire incarichi importanti prima come segretaria generale della Filtea-CGIL e poi come vicepresidente di Federconsumatori, ruoli nei quali è stata interprete appassionata delle istanze di lavoratrici e lavoratori in anni di grandi trasformazioni sociali.

Nel 2013 arriva la svolta e Valeria Fedeli varca la soglia del Parlamento come senatrice per il Partito Democratico, entrando in un mondo per alcuni distante dal suo vissuto, ma non dalla sua natura battagliera. Eletta vicepresidente del Senato, l’ex ministra ha saputo farsi rispettare anche nei corridoi più austeri di Palazzo Madama, dimostrando che quella donna venuta dal sindacato sapeva tenere testa a chiunque.

Valeria Fedeli, da Ministra dell’Istruzione alle lotte come attivista

Tra i ruoli istituzionali più famosi ricoperti da Valeria Fedeli c’è senza dubbio quello come Ministra dell’Istruzione, Università e Ricerca nel Governo Gentiloni, ruolo ricoperto da dicembre 2016 a giugno 2018, anche se ciò per cui viene maggiormente ricordata è proprio la sua militanza civile e l’attivismo femminista.

Nel 2013 ad esempio, quando la politica italiana si trovò ad affrontare scandali e riflessioni sulla rappresentazione delle donne nella società, Valeria Fedeli fu tra le anime fondatrici del movimento Se non ora, quando?, una risposta collettiva per ribadire dignità, rispetto e diritti in un paese che troppo spesso sembra dimenticare l’uguaglianza di genere.

La carriera di Valeria Fedeli però è stata costellata non solo da tante battaglie, ma anche da qualche critica, come quella circa la sua nomina a ministra: all’epoca la notizia fu accolta con qualche critica mediatica, soprattutto sui titoli di studio dichiarati nel suo CV, un episodio che rivelò quanto la presenza delle donne in posti di potere sia ancora sottoposta a scrutinio più feroce rispetto agli uomini.

Eppure la Fedeli non si è mai tirata indietro, credendo fino alla fine che la scuola, la cultura e l’educazione siano leve imprescindibili per costruire una società più equa e lottando per portare avanti le proprie idee.

Nel corso della sua lunga carriera istituzionale non ha mai dimenticato le battaglie che l’hanno animata sin da giovane: quelle per i diritti dei lavoratori, ma soprattutto per le donne, per le opportunità, per il rispetto e per una partecipazione piena alla vita pubblica di tutte.

Dietro la figura pubblica c’era anche una donna con una vita privata ricca di legami profondi: sposata con Achille Passoni, anche lui figura nota nel mondo politico e sindacale, la Fedeli ha condiviso con il marito non solo una storia d’amore, ma anche tanti momenti di lotta e impegno sociale.

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