Morta Yayoi Kusama, le opere più famose della “regina dei pois”: così ha cambiato la storia dell’arte

Yayoy Kusama, artista dell'avanguardia giapponese, è morta a Tokyo il 14 agosto a 97 anni: con le sue opere a poi rappresentava l'infinito, dando forma alle proprie allucinazioni

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Redazione

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Yayoi Kusama è morta il 14 agosto in un ospedale di Tokyo, all’età di 97 anni a causa di un’insufficienza multiorgano. Tra le più celebri artiste contemporanee, aveva saputo trasformare le sue allucinazioni in opere dai colori vivaci ricoperte da punti: una caratterista che le è valsa il nome di “regina dei pois”.

La sua scomparsa è stata annunciata il 27 agosto dalla David Zwirner Gallery, che rappresentava l’artista, e dallo studio che porta il suo nome. Fino ai suoi ultimi giorni, secondo quanto riferito dal suo studio, non ha mai smesso di dipingere.

Chi era Yayoi Kusama

Yayoi Kusama è nata il 22 marzo 1929 a Matsumoto, nella prefettura di Nagano, in Giappone, in una famiglia che gestiva un vivaio di piante. L’infanzia non fu semplice: l’ambiente familiare in cui crebbe era segnato da tensioni, e già da bambina iniziò a soffrire di allucinazioni visive e uditive che l’avrebbero accompagnata per tutta la vita.

Cominciò a disegnare i primi motivi a pois e a reticolo intorno ai dieci anni trasformando le proprie visioni in un linguaggio artistico. Dopo aver studiato pittura a Kyoto, nel 1957 si trasferì negli Stati Uniti, prima a Seattle e poi a New York, dove entrò in contatto con la scena d’avanguardia della città, frequentando artisti come Andy Warhol, Donald Judd, Claes Oldenburg e Joseph Cornell.

Tornò in Giappone nel 1973 e si stabilì a Tokyo; quattro anni dopo scelse volontariamente di vivere in un ospedale psichiatrico della città, dove è rimasta per il resto della sua vita, continuando a lavorare ogni giorno in uno studio poco distante.

L’arte di Yayoi Kusama e gli iconici pois

Non è semplice inquadrare l’arte di Yayoi Kusama, la cui pratica attraversava pittura, scultura, installazione, performance, moda e scrittura. Il suo lavoro partiva dal bisogno di dare forma alle ossessioni e alle allucinazioni che la accompagnavano fin da bambina. I motivi ripetuti, i reticoli e soprattutto i pois che hanno reso iconiche le sue opere erano per lei un modo per rappresentare e insieme contenere pensieri che altrimenti la sopraffacevano.

Attraverso i pois rappresentava l’infinito e la dissoluzione dell’individuo in un insieme più grande. Ogni punto, ripetuto un numero incalcolabile di volte, cancellava i confini tra il corpo e lo spazio circostante, tra il singolo e l’universo. Questo concetto, insieme al tema della ripetizione ossessiva, è rimasto al centro della sua ricerca per oltre settant’anni, declinato attraverso reti, zucche, fiori, specchi e luci.

Da Infinity Mirror Rooms a Narcissus Garden, le opere più famose di Yayoi Kusama

Il concetto di infinito si ritrova anche nelle Infinity Mirror Rooms, tra le opere più conosciute di Yayoi Kusama. Sono ambienti chiusi rivestiti di specchi che, grazie a giochi di luce e riflessi, creano l’illusione di uno spazio che si estende senza orizzonte. Installazioni come questa sono state esposte in alcune delle sedi più importanti del mondo come la Tate Modern di Londra, il Broad di Los Angeles e l’Hirshhorn Museum di Washington.

Nel 1966 Kusama si presentò senza invito alla Biennale di Venezia con Narcissus Garden, disseminando davanti al padiglione italiano centinaia di sfere riflettenti che offrì in vendita ai passanti, un gesto insieme artistico e provocatorio contro la mercificazione dell’arte.

Altrettanto note sono le sue sculture di zucche ricoperte di pois, diventate uno dei simboli più riconoscibili del suo lavoro, e i dipinti della serie Infinity Nets, reticoli fitti realizzati con pennellate ripetute all’infinito: uno di questi è stato venduto nel 2019 per quasi otto milioni di dollari.

Kusama negli ultimi anni ha portato il suo linguaggio anche fuori dai musei, prestandolo alla moda. Ha collaborato con Louis Vuitton per installazioni e collezioni a pois esposte nelle boutique del marchio in diverse città del mondo, tra cui Milano. Nel 2017 a Tokyo è sorto il Yayoi Kusama Museum, un museo interamente dedicato alla sua opera. “Amate le mie opere, anche dopo la mia morte”, aveva detto all’inaugurazione. Un desiderio che, sicuramente, verrà esaudito.

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