Si chiamava Maria Carmela D’Angelo, ma tutti conoscevano Le Delizie di Maria, la sua pasticceria a Roccadaspide, nel Cilento. Con la sua attività la pasticcera era diventata famosa ben oltre i confini nazionali: era considerata la custode della tradizione dolciaria più autentica, quella legata ai matrimoni e alle feste di paese. A lei è dovuto il ritorno in auge dell’usanza tutta meridionale del “cartoccio delle spose”, regalo che sostituiva la bomboniera al termine della festa con un piccolo cabaret di dolci secchi.
Chi era Maria Carmela D’Angelo
La storia di Maria Carmela D’Angelo era legata a quella della sua famiglia. Nel 2002 aveva raccolto la preziosa eredità della nonna paterna, Maria Maucione, e della zia, Maria Sinforosa Francione, “dolciere” di riferimento sin dagli inizi del Novecento per la maggior parte dei borghi alle falde del monte Vesole.
Insieme al marito Carmine aveva avviato il suo laboratorio di pasticceria perché voleva essere più vicina alla famiglia, sostenuta dagli amici, dal fratello Luciano e soprattutto dal marito, che aveva creduto in lei nei momenti più difficili. Aveva lavorato duramente quattro anni in un noto ristorante della zona prima di aprire la sua attività, frequentando anche corsi serali e aggiornamenti dopo il lavoro.
Poi prese in affitto un fabbricato a Roccadaspide. Da lì iniziò una crescita imprenditoriale che fu esponenziale: nacque così “Le Delizie di Maria”, pasticceria tipica artigianale nata per riportare alla luce i vecchi sapori, le tradizioni e i dolci che preparavano le nonne.
A lei si deve il ritorno in auge dell’usanza tutta meridionale del “cartoccio delle spose”, un piccolo cadeau a base di pasticceria secca che una volta sostituiva la bomboniera. Oltre a vendere nel territorio, Maria Carmela D’Angelo aveva preso contatti anche con la Germania, facendosi conoscere ben oltre i confini locali. Aveva creato un’azienda familiare moderna, destinata a passare progressivamente nelle mani dei figli, Gennaro e Anita.
L’incidente e la morte tragica
La sua attività si è interrotta bruscamente il 21 maggio all’interno del laboratorio di pasticceria in via Carpine a Roccadaspide. La pasticcera è rimasta vittima di un grave incidente sul lavoro: è stata investita da una fiammata e da olio bollente mentre era intenta alle attività di produzione.
A causa delle severe ustioni riportate su diverse parti del corpo, si era reso necessario l’immediato trasferimento e il ricovero presso il Centro Grandi Ustionati dell’ospedale Cardarelli di Napoli per ricevere le cure specialistiche del caso. Maria Carmela D’Angelo era stata dichiarata fuori pericolo, ma proprio il giorno in cui sarebbe dovuta essere trasferita nel reparto di Chirurgia plastica, ha approfittato di un momento in bagno – l’unico spazio di maggiore privacy nel reparto – si è tolta la vita lanciandosi dal terzo piano.
A nulla erano valse le valutazioni psicologiche previste dal protocollo ospedaliero. Il Cardarelli ha precisato che i pazienti della Terapia Intensiva Grandi Ustionati sono monitorati h24 e seguiti con attenzione anche sul piano psicologico, ma probabilmente la prospettiva di un lungo percorso di chirurgia plastica ricostruttiva le è risultato insostenibile.
Lascia il marito, i figli Gennaro e Anita e il fratello Luciano, con cui condivideva l’attività aperta nel 2002 e molto apprezzata in tutto il Salernitano.