A tutti, anche in città, piace avere un piccolo angolo verde dove rigenerarsi tra la bellezza delle piante e il loro potere rilassante. Ma i loft moderni spesso sono luoghi bui, dove la luce fatica ad accedere e in cui i balconi sono spesso assenti.
In questi casi si deve per forza rinunciare al giardinaggio domestico? No, basta scegliere quelle piante che resistono alla scarsità di illuminazione, esemplari che non hanno bisogno di stare all’aperto o vicino alle finestre per prosperare in salute.
Va detto, poca luce non significa totale assenza di irraggiamento solare o artificiale: la fotosintesi va comunque soddisfatta. In natura però esistono arbusti che si sono adattati a vivere in condizioni di estrema filtrazione dei raggi solari.
Anzi, per queste piante la penombra è addirittura consigliata per evitare danni a foglie e fusti. Di seguito vedremo quali esemplari rientrano nella categoria, ma anche come prendercene cura per mantenerle in condizioni ottimali.
Indice
Quali piante resistono a poca luce: la nostra top 5
Lo abbiamo accennato, non esistono piante capaci di vivere in totale assenza di luce, però alcune hanno sviluppato un’elevata tolleranza agli ambienti bui. Ci sono infatti specie che prosperano nel sottobosco o comunque in habitat con illuminazione scarsa o super filtrata.
Di solito queste condizioni influiscono anche sulle altre necessità botaniche, come terreno, ma anche modalità e tempi delle irrigazioni. Se però non trascuriamo questi bisogni, ecco le migliori 5 piante che resistono anche in ambienti senza finestre.
Aglaonema
Non è un caso che sia definita come la “pianta del buio”, grazie alla sua capacità di vivere con poca luce. L’arbusto è noto anche col nome di Sempreverde cinese ed è un esemplare da appartamento perenne di origine orientale.
Il suo aspetto è spettacolare, visto che vanta foglie lunghe e lucide, con sfumature che vanno dal verde scuro all’argento, fino a rosso e rosa per alcune varietà specifiche. In più, rientra tra gli esemplari in grado di migliorare la qualità dell’aria, filtrandola da alcune sostanze tossiche.
Ma occhio, perché ha anche bisogno di un clima stabile in casa, con temperature mai al di sotto dei 18 °C. L’umidità ambientale è la seconda variabile fondamentale: niente aria troppo secca nella stanza dove la alloggiamo, per evitare sofferenza.
No anche a correnti d’aria dirette, o vicinanza a bocchette di ventilazione, termosifoni e condizionatori.
Sansevieria
La conosciamo anche col nome di Lingua di suocera e, vista la sua alta resistenza alle scarse condizioni di luce, è una delle piante da interno più scelte. Il Feng Shui ci suggerisce di lasciare la Sansevieria sul pianerottolo, sfruttando le sue foglie a forma di lama per proteggere l’ingresso di casa dalle vibrazioni negative.
Ma come reagisce quando i raggi solari non la raggiungono? La sua crescita rallenta o si blocca, ma la pianta continua a vivere in “stand by”. Se vogliamo risvegliarla, l’ideale è tenerla in zone con illuminazione filtrata, anche minima, ma comunque presente.
Zamioculcas
La pianta tollera alla grande la scarsità di luce, ma cresce meglio in ambienti con illuminazione indiretta e diffusa. Per questo è uno degli arbusti più scelti per arredare ingressi, disimpegni e corridoi, dove i raggi del sole arrivano in modo leggero e quasi impercettibile.
Se però notiamo che le foglie perdono vigore, significa che l’ambiente è troppo buio e che la pianta necessita di maggiore irraggiamento. Una questione da ricordare: la Zamioculcas teme i marciumi radicali e in assenza di luce, visto che la terra si asciuga in modo più lento, è importante non eccedere con le irrigazioni.
Aspidistra
L’Aspidistra si è meritato l’appellativo di “pianta di ferro”, o “pianta indistruttibile”, grazie alle sue doti riconosciute di resistenza negli ambienti bui. La si può alloggiare in corridoi, bagni senza finestre e ingressi poco illuminati senza temere che possa soffrire.
Se però vogliamo che la sua crescita si velocizzi o che le foglie siano più grandi, la dovremo tenere dove un minimo di luce arriva. Le basta un’illuminazione soffusa per dare il meglio, mentre evitiamole il sole diretto, causa di pericolose bruciature fogliari.
Begonia Rex
Una pianta di solito meno citata è la Begonia Rex, dal fogliame maestoso e colorato, ma meno semplice da coltivare rispetto alle altre. L’arbusto è originario dell’India e si può trovare da noi in una miriade di varietà con variegature fogliari e colori per tutti i gusti.
Non teme gli ambienti poco illuminati, si adatta anche in stanze con luce indiretta o solo artificiale, ma è piuttosto esigente per quanto riguarda le innaffiature. Il terreno deve essere sempre umido, ma mai zuppo, l’aria non deve essere secca, ma neppure causare condensa sulle foglie.
Se non ci dispiace avere a che fare con una piccola principessa verde da interni, questa begoniacea è quello che fa per noi. Se la sapremo curare come si deve, a dispetto della scarsità di luce della nostra casa, ci saprà regalare tutta la sua bellezza.
Piante da interno che hanno bisogno di poca luce: come curarle
Di piante che si adattano a stanze poco illuminate ne abbiamo viste una buona cinquina. Ma non sono le uniche che si prestano a condizioni di luce non ottimali. In vivai e serre possiamo infatti trovare le specie migliori, facendoci consigliare dai professionisti del settore.
Il punto è sapere come trattare questi esemplari una volta portati in casa, affinché crescano forti e sani. Già, il fatto che si accontentino di un’illuminazione scarsa non significa che possano essere lasciati a sé stessi per quanto riguarda le altre cure.
In linea generale, queste piante hanno spesso caratteristiche simili e quindi anche bisogni che le accomunano. Come prima cosa, ricordiamoci che in assenza di luce la terra si asciuga in modo più lento, quindi vanno innaffiate solo quando gli strati superficiali appaiono secchi.
Per lo stesso motivo, evitiamo i concimi, salvo parere contrastante del vivaista che ci ha venduto l’esemplare. Se la luce non c’è la crescita infatti tende a rallentare, quindi la pianta non saprebbe come impiegare i nutrienti.
Un altro consiglio: se dovessimo notare patimento fogliare, segno che forse l’illuminazione è davvero troppo poca, nessuna paura. In commercio si trovano lampade LED che sopperiscono alla mancanza di raggi solari. Ci basta scegliere i modelli giusti, impostando accensione e spegnimento in modo oculato, a seconda dei bisogni delle nostre piante.