C’è un errore che fanno in tanti che alza la temperatura della casa (e ti fa consumare di più)

È un errore molto comune che rischia di rendere la casa più calda proprio nelle ore in cui cerchiamo di rinfrescarla: cosa evitare

Pubblicato:

Claudia D'Alessandro

Giornalista, esperta di Spettacolo e Content Editor

Giornalista e content creator, si nutre da sempre di cultura e spettacolo. Scrive, legge e fugge al mare, quando ha bisogno di riconciliarsi col mondo.

Quando arriva l’estate, il primo pensiero è quasi sempre lo stesso: accendere il condizionatore per sopravvivere alle ondate di calore. E quando i muri di casa continuano a sembrare roventi, la reazione più comune è abbassare ulteriormente la temperatura impostata, facendo lavorare l’impianto più a lungo. Il problema, però, potrebbe non essere soltanto il caldo che arriva dall’esterno.

C’è infatti un errore molto comune che rischia di rendere la casa più calda proprio nelle ore in cui cerchiamo di rinfrescarla: continuare a produrre calore all’interno degli ambienti senza rendercene conto.

L’errore che rende più difficile raffreddare la casa

Il collegamento può non essere immediato ma forno, fornelli, elettrodomestici, dispositivi elettronici e illuminazione possono trasformarsi in piccole fonti di calore domestiche. Prese singolarmente possono sembrare insignificanti, ma sommate tra loro contribuiscono ad aumentare il cosiddetto “carico termico” della casa. Il risultato è semplice: il condizionatore deve lavorare di più per raggiungere e mantenere la temperatura desiderata, con un possibile aumento dei consumi elettrici.

Di solito in estate siamo abituati a concentrarci soprattutto sul calore proveniente dall’esterno. Finestre esposte al sole, pareti e tetti accumulano energia durante il giorno e la rilasciano negli ambienti. Ma esiste anche il calore prodotto direttamente dentro casa. L’esempio più evidente? La cucina. Accendere il forno nelle ore più calde significa introdurre una potente fonte di calore proprio nell’ambiente che stiamo cercando di mantenere fresco. E anche dopo averlo spento il forno e le superfici circostanti possono continuare a cedere calore.

Lo stesso, in misura diversa, avviene con i fornelli. Per questo durante le giornate più torride può essere utile concentrare le preparazioni che richiedono lunghe cotture nelle ore più fresche oppure scegliere piatti che necessitano di poca cottura. Questo non significa rinunciare a cucinare, ma evitare, quando possibile, di farlo nelle ore più calde della giornata.

Attenzione agli elettrodomestici che producono calore

La cucina non è l’unica responsabile: anche diversi elettrodomestici producono calore durante il funzionamento. Lavastoviglie, lavatrice e soprattutto asciugatrice possono contribuire a riscaldare l’ambiente circostante. Una strategia semplice consiste quindi nel programmarne l’utilizzo la sera, la notte o nelle prime ore del mattino, compatibilmente con le proprie abitudini e con le eventuali fasce tariffarie previste dal contratto dell’energia elettrica.

C’è poi una categoria spesso dimenticata: l’elettronica. Computer potenti, console da gioco, televisori, decoder, monitor e altri apparecchi trasformano parte dell’energia elettrica utilizzata in calore. Basta avvicinare una mano alle prese d’aria di un computer sotto sforzo per rendersene conto. Se alcuni dispositivi non servono, quindi, lasciarli accesi mentre il condizionatore cerca di raffreddare la stanza è un piccolo controsenso energetico.

Spegnere ciò che non serve

Naturalmente non è necessario trasformare la casa in un ambiente privo di tecnologia, ma basta adottare qualche piccolo accorgimento nelle giornate più calde, come evitare di tenere in funzione contemporaneamente apparecchi che non stiamo realmente utilizzando.

Anche l’illuminazione ha un ruolo. Le moderne lampadine LED producono molto meno calore rispetto alle vecchie lampade a incandescenza, ma spegnere le luci inutili resta una buona abitudine, sia per ridurre i consumi sia per limitare ogni apporto termico superfluo. Il principio da seguire è quello di non costringere il climatizzatore a combattere contemporaneamente contro il caldo proveniente dall’esterno e quello che produciamo noi stessi all’interno.

Il secondo errore: far entrare il caldo nelle ore sbagliate

Ridurre le fonti interne di calore non ha molto senso se contemporaneamente lasciamo entrare aria rovente dall’esterno. Durante le giornate molto calde, aprire completamente le finestre nelle ore centrali può essere controproducente: meglio sfruttare le ore più fresche per cambiare l’aria, come per esempio al mattino presto e, quando le condizioni lo consentono, la sera o durante la notte.

Nelle ore di maggiore irraggiamento può invece essere utile schermare le finestre più esposte utilizzando persiane, tapparelle, tende esterne o altri sistemi ombreggianti. L’obiettivo non è soltanto raffreddare una casa già calda, ma impedire che accumuli troppo calore durante il giorno.

Come dormire meglio quando fa caldo

La notte può rappresentare il momento più difficile nelle giornate estive. Con una camera da letto surriscaldata addormentarsi può essere complicato, senza dimenticare i risvegli frequenti. Anche in questo caso la strategia migliore comincia diverse ore prima di andare a letto.

Se possibile, durante il giorno è utile tenere la camera protetta dal sole, soprattutto quando le finestre sono esposte nelle ore più calde. Quando la temperatura esterna scende al di sotto di quella interna, invece, si possono aprire le finestre per favorire il ricambio d’aria.

Un ventilatore può aiutare perché il movimento dell’aria favorisce la dispersione del calore corporeo e l’evaporazione del sudore. Non abbassa realmente la temperatura della stanza, ma può migliorare sensibilmente la sensazione di comfort quando è presente una persona. Per questo non ha molto senso lasciare un ventilatore acceso per ore in una stanza vuota: il suo principale effetto utile riguarda chi si trova davanti al flusso d’aria.

Lenzuola, doccia e dispositivi: i piccoli trucchi per la notte

Anche ciò che utilizziamo a letto può fare la differenza. Nei periodi più caldi sono generalmente preferibili lenzuola e indumenti da notte leggeri e traspiranti, evitando tessuti e coperte che trattengono troppo il calore, come le fibre sintetiche. Prima di coricarsi può aiutare anche una doccia fresca o tiepida. Non è necessario utilizzare acqua gelida: l’obiettivo è favorire una sensazione di comfort e ridurre il calore accumulato durante la giornata.

Meglio inoltre limitare le fonti di calore presenti nella camera da letto. Un computer lasciato acceso, una console, un grande televisore o altri apparecchi elettronici in funzione continuano infatti a disperdere energia nell’ambiente.

Se si utilizza il climatizzatore durante la notte, infine, non è necessario trasformare la stanza in una cella frigorifera. Una temperatura confortevole, insieme alla deumidificazione quando l’umidità è elevata e alla corretta circolazione dell’aria, può essere più efficace di una condizione termica estrema.

La strategia più efficace parte prima del condizionatore

È fondamentale cambiare il modo di pensare in estate non bisogna pensare soltanto a come togliere calore dalla casa, ma anche a come evitare di introdurlo o produrlo inutilmente. Usare il forno nelle ore meno calde, spostare l’uso di alcuni elettrodomestici alla sera, spegnere i dispositivi inutilizzati, schermare le finestre esposte al sole e arieggiare quando fuori è più fresco sono interventi semplici che possono contribuire a mantenere gli ambienti più confortevoli.

E una casa che accumula meno calore richiede anche meno lavoro al climatizzatore. Prima di abbassare ancora di un grado il condizionatore, quindi, vale la pena guardarsi intorno: una parte del caldo contro cui stiamo combattendo potrebbe essere prodotta proprio dentro casa.

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