Batteri nelle spugne per lavare i piatti, come igienizzarle e quando occorre cambiarle

Le spugne per lavare i piatti accumulano batteri: ecco i metodi per igienizzarle al meglio e capire quando è arrivato il momento di cambiarle

Pubblicato:

Serena De Filippi

Lifestyle Editor

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Ci è mai capitato di igienizzare la spugna del lavandino? Probabilmente lo abbiamo fatto pochissime volte, anche perché la usiamo dieci volte al giorno per piatti, pentole, bicchieri, e finiamo per darla per scontata. Purtroppo, però, è proprio uno degli oggetti meno puliti di tutta la casa. Non serve buttarla via subito, ma seguire qualche accorgimento per una corretta igiene.

Perché le spugne possono accumulare batteri

La spugna è praticamente l’habitat perfetto per i batteri: resta umida quasi sempre, raccoglie residui di cibo (briciole, grassi, zuccheri, tracce di proteine), e ha una struttura con micro-cavità dove i microrganismi trovano riparo, si nascondono e proliferano.

Aggiungiamoci che dopo l’uso spesso la lasciamo lì, appoggiata sul bordo del lavandino, magari schiacciata sotto una pentola. Resta bagnata per ore, e in quelle condizioni i batteri si moltiplicano in fretta.

La maggior parte di noi convive con tutto ciò, ma è importante seguire qualche accorgimento per evitare qualsiasi problema futuro: alla fine, possiamo igienizzarla o, nei casi in cui preferiamo essere certe al 100%, cambiarla ogni settimana.

Come igienizzarle

Partiamo dal bicarbonato di sodio, che può aiutare a pulire e neutralizzare gli odori, ma non va considerato un vero disinfettante. Lo usiamo così: ne sciogliamo un paio di cucchiai in una ciotolina con poca acqua, fino a ottenere una pasta densa. Immergiamo la spugna e la muoviamo da ogni lato per qualche minuto, poi strizziamo bene e attendiamo che si asciughi completamente.

Se invece usiamo l’aceto, si rivela persino più ostile ai batteri rispetto al bicarbonato. Versiamo dell’aceto puro in un piattino o in una ciotolina, ci immergiamo la spugna e la lasciamo in ammollo per cinque minuti. Il rimedio casalingo che non sbaglia mai è la candeggina, con un’azione battericida molto alta, ma va detto però che non è una sostanza innocua, e stiamo pur sempre per trattare un oggetto che entra in contatto con piatti, posate e bicchieri. La diluizione consigliata è di circa tre quarti di tazza in quattro litri e mezzo d’acqua, con la spugna in ammollo e tantissimi risciacqui successivi. Una soluzione efficace ma da maneggiare con cautela.

Altri modi rapidi per igienizzare la spugna sono il microonde (ci basta mettere la spugna, rigorosamente senza parti metalliche, ben bagnata in un recipiente con un dito d’acqua e azionare il microonde alla massima potenza per due minuti), e l’acqua calda, quindi la spugna va fatta bollire in una pentola per qualche minuto.

Volendo, possiamo anche provare a igienizzare la spugna in lavastoviglie, dove si raggiungono alte temperature per tempi prolungati, ma consideriamo anche che lavare la spugna a mano, magari proprio con il bicarbonato o con l’aceto, ha un vantaggio in più: strizzandola ripetutamente aiuta anche a rimuovere i residui organici e tutto lo sporco intrappolato.

Quando cambiarle

Per quanto possiamo lavarla e disinfettarla, la spugna non dura comunque in eterno. La regola di base è sostituirla ogni settimana, o anche più spesso se la usiamo tantissimo e per piatti molto unti.

Ci sono dei segnali che non lasciano dubbi: se inizia a emanare un cattivo odore, è il momento. Se diventa sfilacciata, scolorita o appiccicosa al tatto, non dobbiamo avere titubanze: è da cambiare. Disinfettare ogni tanto va benissimo, ma non illudiamoci di poter usare la stessa spugna per mesi solo perché la igienizziamo nel microonde. La cosa più sensata resta cambiarla con regolarità.

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