Al Salone del Mobile 2026, aperto in questi giorni a Fiera Milano Rho fino al 26 aprile, non c’è solo il consueto panorama di arredi e complementi: quest’anno debutta Salone Raritas, una sezione inedita ospitata nei padiglioni 9-11, interamente dedicata a pezzi unici, edizioni limitate, antiquariato e alta manifattura creativa.
Indice
Una nuova sezione per il design da collezione
Il concept è semplice ma potente: portare all’interno della fiera più importante del settore quegli oggetti che di solito vivono in circuiti separati – gallerie d’arte, mercati dell’antiquariato, showroom di nicchia – e metterli in dialogo con architetti, interior designer e committenze di alto profilo.
Non una mostra, ma una piattaforma con una logica curatoriale precisa, affidata ad Annalisa Rosso con l’allestimento firmato da Formafantasma, che ha immaginato lo spazio come una grande lanterna architettonica: permeabile, ritmica, capace di dare visibilità a ogni galleria senza sovrastarne l’identità.
I pezzi da non perdere
Sfogliando il press book ufficiale di questa edizione, la sezione Raritas è quella che offre forse i momenti più inaspettati. Qualche esempio: Zaha Hadid Architects porta Delta, un tavolo scolpito nel marmo di Carrara la cui superficie continua si piega in supporti integrati creando una tensione tra solidità e movimento.
Paradisoterrestre espone Margarita di Roberto Matta, riedizione limitata a 25 esemplari di una seduta/scultura in bronzo concepita nel 1971 per la collezione Ultramobile di Gavina. Mouromtsev Design Editions presenta Soft parade di Job Smeets, sei pezzi unici costruiti sul paradosso visivo della morbidezza – oggetti solidi che sembrano cedere.
Da Marta Sala Éditions arriva invece Velazquez di Herzog & de Meuron, un tavolino in legno a struttura regolabile in altezza, progettato originariamente per la Cigar Lounge del leggendario hotel Les Trois Rois di Basilea.
Antiquariato e design storico
Non mancano incursioni nell’antiquariato: Botticelli Antichità & Alessandra Di Castro espone un capitello in pietra d’Istria con delfini mostruosi tardomedievali, datato agli inizi del XVI secolo, mentre Brun Fine Art porta una credenza in stile barocco del Seicento in impiallacciatura di ebano con pietre dure – lapislazzuli, pietra calcarea – e bronzo cesellato e dorato.
Perché Salone Raritas è un segnale da tenere d’occhio
Il filo conduttore non è uno stile ma una qualità: quella degli oggetti pensati per durare, capaci di definire l’identità di uno spazio in modo che nessun arredo seriale riuscirebbe a fare. In questo senso Salone Raritas non è un angolo di fiera riservato ai collezionisti, ma un segnale preciso su dove sta andando il mercato del progetto d’interni di alto livello.