Illuminare la scrivania senza affaticare gli occhi, dai LED alle lampade icona del design

Luce bianca tra 3000 e 4000 Kelvin, la regola delle due fonti contro l'affaticamento visivo e icone del design come Tolomeo, Snoopy e Poldina

4 min di lettura

Alessandra Vigna

Esperta in architettura

Ora al Politecnico di Milano per la magistrale in Architettura, porta nei suoi pezzi la curiosità di chi guarda gli spazi non solo per come sono, ma per come potrebbero essere.

Che si tratti dell’angolo smart working in soggiorno, del tavolo per gli esami universitari o della postazione per il bricolage, la scrivania è un elemento chiave della produttività domestica. Nell’arredarla, molta attenzione va all’illuminazione, oltre che all’ergonomia della sedia e alla finitura del ripiano: la qualità della luce incide direttamente su concentrazione, umore e benessere visivo.

La temperatura della luce giusta

Zafferano
Senza cavi e con controllo touch sulla testa, si sposta dalla scrivania al balcone seguendo le ore della giornata

Negli ultimi anni l’illuminotecnica ha fatto passi da gigante. Le vecchie lampadine energivore e poco flessibili lasciano il posto a tecnologie LED integrate e a sistemi intelligenti, che permettono di regolare potenza, colore della luce e orientamento del fascio. Per studiare o lavorare al computer conviene una luce bianca naturale, tra i 3000 e i 4000 Kelvin: le tonalità troppo calde conciliano il sonno, mentre i toni troppo freddi sull’azzurro risultano aggressivi per la retina sul lungo periodo.

Dove posizionare la lampada

Antonio Citterio
Il profilo sottile nasconde un sensore sulla testa: tre livelli di intensità e temperatura del colore regolabile

La lampada perfetta si sceglie anche in base a come è disposta la scrivania e alle proprie abitudini. Per evitare che la mano proietti ombre fastidiose su fogli e tastiera mentre si scrive, la fonte di luce va messa a destra per i mancini e a sinistra per i destrimani.

La lampada da tavolo, poi, non deve mai restare l’unica accesa: il contrasto tra un punto luminoso e il resto della stanza al buio affatica molto la vista, quindi va sempre abbinata a una sorgente diffusa, come una piantana o un lampadario. Se il piano è stretto o pieno di oggetti, le soluzioni a morsetto o i corpi illuminanti sottili a braccio snodabile sostituiscono quelle da appoggio e lasciano libera la superficie.

Le lampade di design che fanno la stanza

Flos
La testa a visiera si ruota per dirigere il fascio sul foglio, senza illuminare lo schermo

Quando si parla di illuminazione da tavolo, Flos è un punto di riferimento. La Kelvin Edge Base di Antonio Citterio unisce una struttura all’apparenza semplice a un’innovazione tecnologica avanzata: profilo sottile e minimalista, tecnologia LED Edge Lighting per un fascio bilanciato e una testa con sensore che regola intensità (su tre livelli) e temperatura del colore. La Tab T di Barber e Osgerby sintetizza estetica e funzione, con la testa a visiera regolabile e orientabile che dirige il flusso dove serve. E la mitica Snoopy, creata da Achille e Pier Giacomo Castiglioni nel 1967, con calotta in metallo smaltato e base in marmo di Carrara, dimostra come una lampada da scrivania possa diventare il vero arredo della stanza.

Dal catalogo Artemide arriva la celebre Tolomeo di Michele De Lucchi e Giancarlo Fassina, la lampada a braccio orientabile per eccellenza e icona del design industriale italiano. Il sistema di bilanciamento a cavetti d’acciaio permette di spostare il punto luce con un dito e tenerlo stabile nella posizione voluta. Nelle versioni Mini e Micro, o con attacco a morsetto, offre la massima flessibilità.

Disegnata da Federico de Majo, la Poldina di Zafferano ha rivoluzionato l’illuminazione da appoggio eliminando i vincoli dei cavi. Portatile e ricaricabile, con batteria a lunga durata e protezione per esterni, passa dal tavolo del soggiorno allo scrittoio della camera fino al balcone nelle sere d’estate. Il controllo touch sulla testa gestisce accensione e regolazione, per una luce calda e avvolgente adatta a ogni ambiente.

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