C’è un luogo, a 50Km a sud di Miami, in Florida, che profuma di amore, dolore e anche mistero. È Coral Castle, un museo di pietra circondato da storie affascinanti, fatte di cuori spezzati e strane teorie sull’origine di quei blocchi di oolite calcarea scolpiti ad arte.
Ma cos’è davvero Coral Castle e perché ancora oggi è uno dei punti turistici più visitati dai curiosi di ogni paese? Il sito, come accennato, oggi è un pittoresco museo a cielo aperto, ma alla sua nascita era solo un omaggio monumentale ad un amore perduto.
Indice
Coral Castel, la storia del Taj Mahal di Florida
La storia di Coral Castle, per chi è nato e cresciuto negli anni 80, ha una colonna sonora precisa, dove spicca la canzone Sweet Sixteen di Billy Idol. Il cantante britannico ha infatti trasformato il racconto romantico di questo luogo in una delle sue ballate più dolci e famose.
Ma Coral Castle è stato ispirazione di Idol solo in tempi più recenti, visto che la costruzione risale ai primi anni ’20 del secolo scorso. L’artigiano dietro questo giardino di pietra è solo uno, Edward Leedskalnin, lettone di nascita ma statunitense di adozione, che iniziò i lavori nel 1923, proseguendoli fino al 1951, anno della sua morte.
Il sito scelto in origine fu Florida City, dove questo artigiano autodidatta iniziò a progettare e scolpire in notturna. Per timidezza o per privacy, Leedskalnin voleva infatti tenere alla larga gli sguardi indiscreti, perciò preferiva dedicarsi al suo progetto di notte e da solo.
Negli anni ’30, quando si rese conto che Florida City stava diventando troppo turistica e caotica, decise di spostare la sua opera a Homestead, dove aveva più spazio e isolamento. Qui, con infinita pazienza, dedicò ogni giorno della sua vita a rendere omaggio, attraverso sculture di roccia corallina, alla donna amata.
La musa di Edward Leedskalnin
Mai tarpare le ali ad un cuore innamorato, anche quando amore, come spesso accade, fa rima con dolore. È questo il caso. Di fatti Edward, prima di trasferirsi negli Stati Uniti per avviare la sua opera, era un giovanotto di Lejasciems, Lettonia, in odore di matrimonio.
La promessa sposa era Agnes, una fanciulla di sedici anni che, vuoi per la giovane età, vuoi perché forse non proprio convinta, era scappata via dal suo uomo e dalle responsabilità coniugali. A solo un giorno dalle nozze, la ragazza aveva fatto un passo indietro, senza alcuna possibilità di ripensamento.
L’evento scosse a tal punto il giovane da portarlo a una scelta drastica: la sua bella lo aveva lasciato senza possibilità di contraddittorio. Lui fece le valigie e si trasferì all’altro capo del mondo, non per rifarsi una vita, ma per dedicare quella rimanente a lei.
E siccome la ragazza si era meritato il soprannome di “Sweet Sixteen”, il palazzo che doveva renderle omaggio non poteva che avere il nome di Candy Castle. Il passaggio da Candy a Coral è dovuto alla roccia adoperata per la scultura, una pietra calcarea costellata da sedimenti corallini.
Coral Castel, un lavoro impossibile: le teorie sulla costruzione
Ad oggi Coral Castle occupa una superficie di 4000 metri quadrati, dove trovano casa 1200 tonnellate di rocce scolpite. In 28 anni di lavoro, fatto quasi del tutto in solitaria, Edward ha incanalato la sua delusione affettiva nella costruzione certosina del suo Taj Mahal privato.
Se ad Agra, in India, il palazzo per eccellenza che simboleggia l’amore devoto è quello costruito dall’imperatore Shah Jahan per la moglie scomparsa, negli States è il Coral Castle di Hamstead che si merita una corona analoga.
In più, se pensiamo che Leedskalnin era un omino di soli 45 chili, che ha avuto la forza di sollevare, spostare e scolpire da solo tutta la sua opera, capiamo anche perché Coral Castle sia avvolto da un alone di mistero e da teorie esoteriche e fantascientifiche.
Antigravità
La teoria più famosa sostiene che Edward avesse scoperto un metodo per annullare la gravità. Alcuni racconti popolari dicono che bambini del posto avrebbero visto i massi “fluttuare come palloncini”.
Di prove reali non ne esistono, ma questa storia è diventata parte del mito.
Magnetismo segreto
Edward era ossessionato dal magnetismo e scrisse piccoli opuscoli scientifici, tra cui uno intitolato Magnetic Current. Alcuni credono che avesse scoperto proprietà magnetiche sconosciute capaci di facilitare il movimento delle pietre.
In realtà, i suoi scritti mostravano solo idee personali sulla fisica, non formule rivoluzionarie dimostrate.
Conoscenze degli Egizi
Una volta Edward disse: “Conosco i segreti dei costruttori delle piramidi”. E da qui prese piede la teoria che il castello di corallo fosse stato costruito con i metodi usati nell’antico Egitto. Che è una spiegazione più realistica delle altre.
Ma c’è anche chi ci ha ricamato sopra, sostenendo che Leedskalnin avesse riscoperto tecniche perdute di sollevamento e bilanciamento dei massi. Un postulato affascinante della teoria, ma ancora una volta senza fondamenti.
Energie cosmiche e allineamenti astronomici
Nel castello ci sono elementi orientati verso:
il Sole;
la Stella Polare;
alcuni pianeti.
Questo ha portato alcuni appassionati di esoterismo a ritenere Coral Castle una sorta di “macchina energetica” o osservatorio con funzioni segrete.
Teorie extraterrestri
Come spesso accade con costruzioni difficili da spiegare, qualcuno ha ipotizzato aiuti alieni o conoscenze non terrestri. Non ci sono prove a sostegno, ma la teoria compare spesso in programmi TV dedicati ai misteri.
La spiegazione storica più accettata
Gli ingegneri che hanno studiato il sito ritengono che Edward non fosse né un mago, né che avesse amicizie extraterrestri. I professionisti hanno invece valutato l’uomo come intelligente, paziente, abile con leve e carrucole e anche esperto nell’equilibrio dei pesi.
Con strumenti semplici è infatti possibile spostare masse enormi con precisione, anche se in modo lento, cosa che Edward sembra avere fatto. Il vero mistero potrebbe essere la sua incredibile determinazione, più che strane tecnologie segrete.
Cosa vedere a Coral Castle
Le principali sculture di Coral Castle sono elementi architettonici e oggetti funzionali scolpiti nella roccia calcarea, che insieme formano un complesso unico nel suo genere.
La struttura più famosa è il grande cancello girevole, un masso di 9 tonnellate che, appena scolpito, riusciva a ruotare con un semplice tocco. È diventato il simbolo del mistero del sito, grazie alla sua apparente leggerezza, nonostante il peso enorme.
Il cancello fa da ingresso a un’area dove si trovano tavoli e sedie, disposti come un piccolo salotto all’aperto, realizzato in materiale megalitico. Un’altra struttura importante è la torre di pietra, che serviva sia da abitazione sia da punto di osservazione. Da lì Edward lavorava e rimirava il cielo notturno, continuando il suo progetto in isolamento.
Tra gli elementi più curiosi c’è invece il cosiddetto “telescopio polare”, un lungo tubo di pietra allineato verso la Stella Polare, che suggerisce un interesse di Leedskalnin per l’astronomia, pur non essendo uno strumento ottico vero e proprio.
A completare il complesso un orologio solare, una vasca da bagno, un letto e altri arredi, tutti ricavati dalla stessa pietra. Il degno corollario di un’opera visionaria, che ha voluto rubare un pizzico di calore al focolare domestico, per scaldare il cuore del suo ideatore.