La Biennale 2026, che si svolge dal 9 maggio al 22 novembre nelle sedi istituzionali dei Giardini, all’Arsenale e in vari luoghi di Venezia, è l’occasione perfetta non solo per ammirare le opere che partecipano alla 61 edizione dell’Esposizione d’Arte Internazionale, ma anche per scoprire e riscoprire i magnifici palazzi della città lagunare, come il Londra Palace Venezia.
L’hotel dalle cento finestre
Affacciato sulla Riva degli Schiavoni, il Londra Palace Venezia è conosciuto anche come “l’hotel delle cento finestre”, appellativo che restituisce la sua relazione diretta con la luce e con il paesaggio lagunare.
La sua storia è lunga oltre 170 anni che ha inizio nel 1853 quando l’avvento della ferrovia, collegando la città lagunare alla terraferma, fa crescere la domanda di alloggi. È così che si aprono le porte dell’Hotel d’Angleterre et Pension che fin da subito diventa un luogo prediletto da scrittori, artisti e viaggiatori internazionali, un punto di riferimento per intellettuali e visitatori che qui si sentono accolti nella loro casa veneziana.
Nel 1865 viene aperto l’Hotel Beau Rivage, in prossimità dell’Hotel d’Angleterre et Pension. A separarli, solamente un sottile passaggio. Tra i frequentatori di entrambi gli hotel ci sono il compositore russo Pyotr Ilyich Tchaikovsky, Jules Verne, Gabriele D’Annunzio.
Nel 1900 l’Hotel Angleterre e Beau Rivage sono finalmente un’unica realtà, dando vita all’ “hotel dalle cento finestre”, che prende il nome di Hotel Londres et Beau Rivage. Nel 1950 vengono fatti importanti lavori e il palazzo acquisisce l’aspetto esterno che conosciamo oggi. Mentre è solo nel 1973 che adotta il nome attuale Londra Palace Venezia.
Oggi con le sue 100 finestre su San Marco e sulla laguna, offre un’ospitalità dal carattere unico, dove il fascino della storia si fonde con un’eleganza senza tempo. Membro di Relais & Châteaux, l’hotel è parte della collezione The Hospitality Experience, che ne guida l’evoluzione nel rispetto della sua anima storica.
Tra ospitalità e arte
All’interno dell’hotel, il Salotto Zecchin custodisce la collezione della famiglia Babini, nucleo che restituisce un frammento significativo della Venezia del Novecento attraverso opere e oggetti che ne raccontano il clima artistico.
La dimensione gastronomica si inserisce nello stesso orizzonte: lo chef Daniele Galliazzo lavora su una cucina che riprende matrici veneziane con una forte attenzione alla stagionalità, mentre il LPV Bar, guidato da Marino Lucchetti, sviluppa una cultura del cocktail che ha radici nella tradizione cittadina.
Nel periodo della Biennale, il Londra Palace Venezia si conferma così un punto di riferimento naturale per chi desidera vivere Venezia oltre gli appuntamenti espositivi, offrendo un punto di osservazione privilegiato sulla Laguna.