San Carlos, in California, si è guadagnata negli anni il soprannome di City of Good Living: sta a metà strada tra San Francisco e San Jose, respira da vicino il fermento della Silicon Valley, ma ha conservato l’anima di una piccola città. Merito anche di un distretto scolastico tra i più ambiti della zona, che negli anni ha attirato famiglie giovani, spesso disposte a rimettere mano a case datate pur di restare nel raggio della scuola giusta.
È quello che è successo a una coppia con due bambini piccoli, che ha trovato casa su una delle strade più iconiche della città, a pochi passi da una delle elementari più ambite. Non una casa qualunque: la villa in stile Tudor più riconoscibile di San Carlos, con siepi di bosso tagliate con precisione quasi chirurgica e rami di glicine che scendono lungo la facciata in mattoni, in una scena che ricorda certe cartoline di paese europeo.
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La facciata da fiaba, la casa da decifrare
Dietro quella facciata, però, la famiglia si è trovata davanti a un puzzle. Soffitti bassi e angoli storti, quasi da tana di hobbit. Una porta scorrevole così stretta da lasciar passare a stento un bambino. E, proprio al centro della cucina, una spessa colonna in mattoni portante, piazzata lì senza alcuna logica funzionale se non quella di intralciare chiunque cucinasse. A complicare il quadro, le linee del tetto non erano nemmeno allineate tra loro.
I proprietari cercavano una casa più funzionale, con una cucina aperta e pensata per ricevere. Hanno chiamato lo studio Bynn Esmond Designs, specializzato in architettura d’interni, affidando loro una ristrutturazione che è finita per toccare quasi ogni stanza: modifiche alla pianta, soffitti rialzati, l’involucro della casa squadrato per eliminare le stranezze strutturali che rendevano la vita quotidiana più complicata del necessario.
Il soggiorno diventa “da adulti”
Il salotto principale era il primo, grande nodo da sciogliere. Camino e pareti rivestiti in pietra grigia lo rendevano scuro e troppo informale per una famiglia che, raccontano dallo studio, voleva finalmente uno spazio adatto anche a ricevere ospiti. Il camino a legna è stato ridisegnato, la vecchia piastrella nera sostituita con mattoni rossi, e il focolare rialzato a un’altezza più sicura: prima si rischiava di inciamparci.
Tre nuove finestre ad arco, più alte delle precedenti, lasciano entrare molta più luce e collegano visivamente l’interno al muro di mattoni del giardino. Sono spariti i vecchi mobili d’angolo, sostituiti da porte vetrate più ampie che aprono la stanza verso l’esterno, mentre una libreria su misura, con un motivo a losanghe ispirato allo stile Tudor originale, ospita ora televisore e oggetti decorativi.
Una sala da pranzo scura e romantica
Superato il soggiorno, la casa cambia registro. Nella sala da pranzo, la carta da parati in grasscloth di Mark Alexander riveste le pareti creando un’atmosfera scura e romantica, resa ancora più profonda dalle sfumature di verde e blu tessute nella trama. Un nuovo rivestimento boiserie e un camino su misura completano l’ambiente, mentre un lampadario dalle forme organiche, in vetro soffiato dalle sfumature che ricordano nuvole in movimento, illumina la tavola dall’alto. Alle pareti, opere selezionate dalla Dolby Chadwick Gallery di San Francisco aggiungono un ultimo tocco curatoriale.
Accanto, nel den di famiglia, un divano in pelle color cammello invita a fermarsi per un film, mentre il soffitto a cattedrale, bianco e luminoso, controbilancia il blu intenso delle pareti, in dialogo con i toni scuri della sala da pranzo con cui condivide il camino.
La cucina, dalla colonna portante al fornello La Cornue
La sfida più grande restava però la zona cucina e colazione. I soffitti bassi e gli angoli irregolari non si sposavano con le esigenze quotidiane della famiglia, e in più punti il soffitto scendeva ad angoli improbabili. La colonna in mattoni, larga una sessantina di centimetri e strutturalmente portante, ha richiesto un intervento tecnico non banale per essere rimossa, così come il riallineamento delle linee del tetto necessario per alzare i soffitti.
Squadrando l’estremità della casa, lo studio è riuscito a ricavare una dispensa a vista chiusa da una porta. Il resto della cucina ha avuto un rifacimento completo, dai pavimenti alla rubinetteria: ante scure con sottotono verde e piano in quarzo bianco da un lato, rovere bianco e piano in porcellana grigio marmorizzata sull’isola a tre posti dall’altro. Una piccola postazione bar con cantinetta trova posto accanto alla dispensa. Al centro di tutto, un fornello La Cornue nero e ottone, statement piece che detta il tono cromatico dell’intera casa, abbinato a una cappa e a un camino in intonaco di calce lavorato con effetto bruciato a mano, mentre due disegni di piastrelle craquelé fatte a mano rivestono il backsplash.
I dettagli che restano impressi
All’ingresso, un lampadario smerigliato a forma di ramo in fiore accoglie chi arriva, primo indizio del legame tra interno e giardino che si ritrova in tutta la casa. Bynn Esmond racconta di progettare ogni ambiente tenendo insieme stile di vita, funzione ed estetica, e considera questo progetto rappresentativo del modo di abitare della Peninsula: la zona di mezzo tra la sofisticatezza di San Francisco e quella della Silicon Valley, con un’idea di lusso rilassato e una forte connessione tra dentro e fuori.
Non è un caso isolato. Sempre nella Bay Area, poco più a nord, un’altra famiglia ha ripensato da capo una villa in stile spagnolo a San Mateo Park, segno di quanto in quest’area il rinnovamento delle case datate sia ormai una consuetudine diffusa.
Il risultato, a San Carlos, è una casa che vista da fuori resta la stessa villa da fiaba che ha fatto innamorare la famiglia al primo sguardo. Vista da dentro, invece, è tutta un’altra storia: più ariosa, più logica, pensata per una vita quotidiana fatta di bambini, ospiti e mattine in cucina.