Dimentica il finish specchiato della glass skin: la nuova ossessione beauty che arriva dal Giappone punta su qualcosa di completamente diverso. Si tratta della mochi skin e prende il nome dal celebre dolce di riso giapponese, elastico, liscio ed incredibilmente soffice al tatto. Un’ispirazione culinaria che non è casuale. Se la glass skin coreana prometteva una pelle luminosa, la mochi skin punta tutto sull’elasticità e su un aspetto naturale che fa sembrare la pelle sana dall’interno. Ne abbiamo parlato con Camilla Gentili, visagista e cosmetologa laureata in Medicina Estetica.
Indice
Cos’è la mochi skin
Partiamo dalle basi: che cos’è la mochi skin di cui tutti parlano?
“Prima di tutto va chiarito che non è un semplice effetto estetico, piuttosto una condizione della pelle” – ci spiega l’esperta – “si tratta di quel naturale senso di compattezza che si ottiene quando la pelle è profondamente idratata, ben nutrita ed equilibrata, senza eccessi di sebo né zone secche. Non è una pelle che brilla artificialmente, ma morbida e vellutata al tatto. Proprio come il mochi”.
A differenza della glass skin, che punta tutto sulla lucentezza, o della dewy skin, che enfatizza la luminosità, dunque la mochi skin punta su morbidezza ed elasticità. L’obiettivo non è trasformare la pelle, ma mantenerla in salute nel tempo.
Come si ottiene la mochi skin
L’idea di avere una mochi skin ti stuzzica? Allora sappi che per ottenere una pelle super vellutata, idratata e morbida non è necessario fare magie, basterà modificare la tua skincare, come ci racconta Camilla Gentili.
“Il bello della mochi skin” – ci svela – “è che non serve una routine infinita in dieci step: bastano quattro passaggi, scelti con cura. Si inizia con la doppia detersione. Prima un olio detergente per sciogliere make-up e protezione solare, poi un detergente delicato in mousse o gel per rimuovere le impurità residue senza aggredire il film idrolipidico. La delicatezza è tutto: la sensazione finale deve essere di comfort, mai di tensione”.
Lo step successivo è l’uso di un toner o lozione idratante, che nella tradizione giapponese ha un ruolo molto differente da quello Occidente. “Non serve infatti a rimuovere residui” – racconta l’esperta – “ma a bilanciare il pH della pelle e a prepararla ai passaggi successivi, con una prima dose di idratazione immediata. Il segreto è applicarlo tamponando delicatamente con i palmi delle mani, senza mai strofinare”.
Il terzo passaggio è il siero, l’ideale per donare elasticità e compattezza. “Sieri ed emulsioni aiutano a trattenere l’umidità e a rinforzare la barriera cutanea, donando quell’effetto tonico tipico dei dolci di riso”.
“Si chiude con una crema leggera, meglio se in formato gel-crema per sigillare l’idratazione senza creare un film pesante sulla pelle. Quando la usiamo al mattino è fondamentale che contenga anche una protezione solare SPF 30”.
I prodotti migliori per la mochi skin
“Non servono prodotti difficili da trovare. Quello che conta è scegliere formule con gli ingredienti giusti, che lavorino in sinergia per idratare in profondità e rinforzare la barriera cutanea”, racconta Camilla Gentili. “L’acido ialuronico è il punto di partenza, meglio se a basso peso molecolare. In questo modo penetrerà negli strati più profondi della pelle, idratando davvero, non solo in superficie. Ancora meglio se il prodotto ne contiene più tipologie a peso molecolare differente, per un’azione a più livelli”.
Il booster all’acido ialuronico di Vicky, ad esempio, rimpolpa e rinforza la barriera cutanea, donando l’effetto vellutato tipico della mochi skin. Arricchito con acqua vulcanica e 15 minerali, rende la pelle luminosa e sana.
Rimpolpante e con un effetto filler, il siero viso L’Oréal Paris all’acido ialuronico, invece, dona un effetto pieno e sodo sin dal primo utilizzo. Bastano poche gocce per ottenere una mochi skin favolosa.
“Le ceramidi, invece, sono i veri mattoni della barriera cutanea: aiutano la pelle a trattenere l’umidità e a mantenere quella compattezza elastica che è il cuore della mochi skin. Sceglietele come ingredienti nelle creme serali” spiega l’esperta.
Formulata con la tecnologia Ceramide Skin Complex e ceramidi derivate dalla soia, la crema di Illiyoon rafforza e lenisce la barriera cutanea. Contiene capsule che sono ricche di ceramide e si assorbe rapidamente, lasciando la pelle liscia e morbida.
La crema idratante Ceramidin Skin Barrier è una crema nutriente che permette di idratare in profondità la pelle. Contiene una formula speciale con una combinazione di ceramidi che rafforza la barriera protettiva della pelle. L’estratto di alghe, il burro di karité e l’acido ialuronico donano morbidezza e idratazione.
“Tra gli ingredienti migliori per una mochi skin ci sono i fermentati di riso o di soia” – spiega Camilla Gentili – “sono ricchi di aminoacidi e vitamine che nutrono la pelle in profondità e ne migliorano luminosità ed elasticità nel tempo. Per chi cerca soluzioni più accessibili, glicerina e urea sono due umettanti potenti e versatili, capaci di richiamare l’acqua e trattenerla nella pelle con ottimi risultati anche nei prodotti di fascia media”.
“Infine per le pelli più reattive, con rossori o tendenza alla sensibilità” – conclude l’esperta – “consiglio prodotti a base di centella asiatica e niacinamide, due alleati preziosi che calmano, uniformano il tono e rinforzano la barriera senza appesantire”.
In ogni caso il segreto è il layering. Sovrapporre prodotti leggeri in più strati, con gesti lenti e pressioni delicate, assicurandosi che ogni attivo venga davvero assorbito prima di procedere al passaggio successivo.