«Siamo vecchie signore, ma salviamo il pianeta»: le incredibili Old Ladies che ripuliscono i fondali

Si chiamano Old Ladies Against Underwater Garbage, un gruppo 30 donne tra i 65 e gli 86 anni che raccolgono rifiuti sott'acqua. La fondatrice Susan ci racconta come è nata la loro missione e perché l'età non deve essere un limite per provare a fare la differenza

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Alessandra Del Re

Giornalista esperta di Costume&Società

Scrive per necessità e passione. Ama le storie degli altri, famosi e non, leggerle e raccontarle

C’è chi, superati i 65 anni, si immagina una vita “da pensionate”. E chi, invece, decide di tuffarsi -nel vero senso della parola- in una nuova avventura. È il caso delle Old Ladies Against Underwater Garbage, un gruppo di donne che ha scelto di combattere l’inquinamento delle acque recuperando i rifiuti. Una missione che è un messaggio di speranza e una risposta concreta da parte chi la natura la vuole proteggere davvero. E anche un modo di mostrare al mondo il valore delle persone anziane. Susan Baur, la fondatrice del movimento, è l’esempio vivente che non è mai troppo tardi per fare la differenza: OLAUG dimostra che le donne anziane, lavorando in squadra, possono fare molto più di quanto si pensi. L’abbiamo intervistata, per per farci raccontare come tutto è iniziato.

Susan, come è nato il movimento Old Ladies Against Underwater Garbage? Ti ha ispirato un episodio in particolare?
La maggior parte delle persone pensa che la mia missione di rimuovere lattine e bottiglie dagli stagni sia nata dall’indignazione nel vedere i rifiuti abbandonati. Non è andata così. All’inizio, ero persino contenta di trovare una sedia da giardino sommersa o lo scafo spettrale di una barca sul fondo dello stagno: per me erano dei punti di riferimento. Quando nuotavo per uno o due chilometri intorno a uno stagno, la sedia o la barca mi indicavano esattamente quanta strada avessi percorso. Poi ho stretto amicizia con alcune tartarughe e ho desiderato aiutarle a vivere bene. Mi sono resa conto, però, che le amministrazioni comunali erano troppo impegnate per darmi una mano. Non avevano tempo di installare cartelli per invitare le persone a tutelare gli stagni. Ho provato diversi modi per rendermi utile, ma l’unico che ha funzionato è stato rimuovere i rifiuti.

Qual è l’oggetto più sorprendente che avete recuperato sott’acqua?
Un wc blu, la parte posteriore di un’auto sportiva, una moto, solo per citarne alcuni. Personalmente, adoro gli oggetti più strani, come un grande alligatore di gomma o le teste di vecchie bambole i cui corpi di stoffa si sono ormai decomposti.

Nel corso degli anni, avete notato un miglioramento o un peggioramento dell’inquinamento subacqueo?
Siamo diventate piuttosto brave a prevedere dove troveremo i rifiuti. Se vicino a uno stagno c’è un campo da golf o un campo estivo, sarà pieno di palline, occhialini, giocattoli e involucri di cibo. Se invece lo stagno si trova nel cuore della foresta, troveremo esche da pesca e lattine di birra. A volte dobbiamo tornare a pulire uno stagno dopo tre o quattro anni, ma di solito gli specchi d’acqua rimangono piuttosto puliti.

C’è un oggetto che trovate quasi a ogni immersione e che racconta molto delle nostre abitudini e del nostro stile di vita?
Penso che la lattina di birra sia l’oggetto più comune che troviamo. I pescatori bevono mentre aspettano che i pesci abbocchino e, a volte, giocano a quello che chiamano “drink and sink”: riempiono d’acqua le lattine vuote e vedono quanto lontano riescono a lanciarle nello stagno. Questo ci dice che molte persone considerano la natura un parco giochi, invece di un ecosistema in cui vivono pesci e animali.

Oltre a ripulire i fondali dai rifiuti, vi occupate anche di educazione ambientale e sensibilizzazione?
Le Old Ladies Against Underwater Garbage girano per la parte orientale del Massachusetts, tenendo presentazioni per numerosi gruppi. Mostriamo le fotografie dei rifiuti e video subacquei in cui ci vedete lottare per riportare in superficie enormi pneumatici. Le persone adorano questi incontri e imparano moltissimo sulle sostanze chimiche rilasciate dalle palline da golf e dai giocattoli per cani. Alcune, dopo averci ascoltate, iniziano a raccogliere i rifiuti a loro volta.

Chi sono le donne che compongono il gruppo?
OLAUG è formato da 30 donne di età compresa tra i 65 e gli 86 anni. La maggior parte sono nuotatrici: ogni primavera devono nuotare per due chilometri a grande velocità per dimostrare di essere pronte per la stagione. Le altre sono kayakiste, raccolgono i rifiuti e tengono d’occhio le nuotatrici. Sono tutte donne sicure di sé e attive, che si rifiutano di passare in secondo piano con l’avanzare dell’età.

Ci racconti qualcosa del documentario dedicato alle Old Ladies Against Underwater Garbage?
Ha vinto premi in tutto il mondo come “più ispirazionale”. Come le donne del gruppo, anche il documentario dà voce alle donne anziane.

https://olaug-ma.com/
Uno scatto delle Old Ladies Against Underwater Garbage in azione

Già, perché il vostro progetto si occupa di proteggere l’ambiente, ma promuove anche l’invecchiamento attivo. Pensi che la società sottovaluti ancora le capacità e il potenziale delle persone anziane?
La celebre antropologa Margaret Mead ha detto: «Non esiste al mondo una forza paragonabile alla vitalità di una donna in post-menopausa». Aveva ragione. Le donne over 65 sono il più grande tesoro inutilizzato del mondo.

Quale messaggio vorresti trasmettere alle future generazioni?
La natura non è una raccolta di cose messe sulla Terra a tua disposizione, da usare o con cui giocare. È invece un unico, miracoloso ecosistema, composto da esseri con cui puoi entrare in relazione. Ama e proteggi te stesso rispettando il pianeta Terra.

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