La carriera di un’atleta comporta grandi sacrifici e lo sa bene Natascia Aggio. La giovane campionessa di Rovigo conosce il dolore fisico, quello che sembra infrangere ogni sogno, e ha imparato a far sua la forza di continuare a rialzarsi. La storia di Natascia Aggio è una storia di determinazione e resilienza che, infine, l’ha portata ad indossare la maglia più importante, quella della Nazionale femminile di rugby.
Natascia Aggio, stella della Nazionale di rugby
Natascia Aggio nasce 24 anni fa a Mardimago, piccolo comune nella provincia veneta di Rovigo. Dopo aver provato diversi sport, a 13 anni arriva al rugby e lì si ferma. Esordisce nella squadra delel Birbe di Badia Polesine, assieme alla padovana Emma Stevanin e alla veronese Vittoria Vecchini. Le tre ragazze si ritroveranno di nuovo qualche anno dopo, ma prima per Aggio c’è l’esperienza nel Cus di Ferrara e nella Valsugana Padova, con la quale ottiene il titolo di campione d’Italia.
Una carriera che sembrava non doversi fermare mai, ma poi è arrivato l’infortunio al ginocchio, al quale ne è seguito un altro, ancora più grave. La campionessa d’Italia è stata costretta a fermarsi, per lungo tempo, mesi interi in cui il suo sogno sembrava svanire. Lei, però, non si è mai arresa e, dopo un’intensa terapia, è tornata in campo più forte di prima.
Oggi Aggio, assieme a Stevanin e Vecchini, è nella rosa della Nazionale femminile di rugby. “Giocare con tutte le ragazze ha avuto un significato speciale per me. – ha raccontato – All’interno di questo gruppo ci sono Emma e Vittoria, con le quali sono cresciuta, che mi hanno sempre sostenuta. Sono felice e orgogliosa di aver fatto parte di questa squadra”.
Sabato 19 settembre Natascia ha indossato per la prima volta la maglia della Nazionale, lo ha fatto all’esordio nelle WXV Global Series contro il Giappone, battuto 55 a 21. “Debuttare in maglia azzurra è stata una grande emozione. È difficile descrivere a parole ciò che ho vissuto, c’era tanta tensione positiva e gioia immensa per essere arrivata a realizzare questo mio desiderio” ha commentato.
La vittoria dopo i due anni di stop
Il successo di Natascia Aggio è stato celebrato a Rovigo, città in cui è nata e dove ha mosso i primi passi sul campo. A premiarla è stata la sindaca Valeria Cittadin, che ha ricordato come “la sua storia ci insegna che il rugby è una scuola di vita, cadere per poi rialzarsi. Questo è un grande insegnamento”.
La chiamata in Nazionale per Natascia era già arrivata nel 2020, “Purtroppo poco dopo mi sono infortunata il ginocchio destro e poi il sinistro. Sono stata ferma per circa due anni. È stato il periodo più difficile della mia carriera: ero molto demoralizzata e tante volte ho pensato di smettere”.
Per fortuna che non l’ha fatto, perché oggi di fronte a Natascia c’è un futuro radioso: “Dopo i due anni di stop, gli infortuni e tutti i sacrifici fatti per tornare a giocare, questa convocazione non è qualcosa che davo per scontato e proprio per questo me la voglio godere al massimo, cercando di dare tutto quello che posso. Sicuramente sono soddisfatta del percorso che ho svolto finora, so però che c’è ancora tanto da fare e che posso continuare a migliorare”.