Il marito di Brigitte Bardot senza eredità e sfrattato dalla casa in cui ha vissuto per 33 anni

Dopo la morte dell'attrice francese, Bernard d'Ormale perde la sua casa. A 85 anni, senza eredità, accusa la Fondazione Brigitte Bardot di averlo sfrattato

4 min di lettura

Antonella Latilla

Giornalista, esperta di tv e lifestyle

Giornalista curiosa e determinata. Scrittura, lettura e cronaca rosa sono il suo pane quotidiano. Collabora principalmente con portali di gossip e tv.

Per oltre trent’anni La Madrague è stata il loro rifugio, un angolo di paradiso affacciato sul Mediterraneo, lontano dai riflettori e dalla mondanità. Oggi, però, Bernard d’Ormale non può più varcare la soglia della celebre residenza di Saint-Tropez dove ha condiviso la vita con Brigitte Bardot. Dopo la morte dell’attrice, scomparsa il 28 dicembre 2025 all’età di 91 anni, il suo quarto e ultimo marito si ritrova senza un’eredità e senza la casa in cui ha vissuto per oltre tre decenni. A 85 anni è stato costretto a trasferirsi in un piccolo appartamento di appena 29 metri quadrati destinato agli anziani. Una vicenda dolorosa, diventata il centro di una battaglia con la Fondazione Brigitte Bardot, che il vedovo accusa di averlo privato non soltanto della sua abitazione, ma anche di una parte fondamentale dei ricordi della moglie.

Bernard d’Ormale sfrattato da La Madrague, la casa di Brigitte Bardot

Per Brigitte Bardot, La Madrague non è mai stata una semplice residenza di lusso. L’ex casa di pescatori affacciata sulla Costa Azzurra ha rappresentato il luogo in cui l’attrice ha scelto di ritirarsi dal mondo, lasciandosi alle spalle la fama internazionale e una carriera cinematografica che l’ha trasformata in un’icona. Tra quelle mura ha costruito una nuova quotidianità, circondata da cani, gatti e numerosi animali salvati, condividendo gli ultimi 33 anni con Bernard d’Ormale.

Proprio quella casa, però, è diventata il centro di una controversia che vede contrapposti il vedovo e i vertici della Fondazione intitolata all’attrice. Secondo quanto riportato dal quotidiano francese Nice-Matin, d’Ormale è stato costretto a lasciare La Madrague e a trasferirsi in un piccolo appartamento per anziani messo a disposizione dal Comune di Saint-Tropez.

“Ho vissuto lì per 35 anni e mi stanno cacciando. È tutto disgustoso“, ha dichiarato al giornale francese, esprimendo tutta la propria amarezza per una decisione che considera ingiusta.

In realtà, però, la questioni ha radici lontane. Nel 1992 la Bardot ha donato La Madrague alla Fondazione che porta il suo nome, istituita per la tutela e il benessere degli animali. Dunque, la proprietà appartiene già da decenni all’organizzazione e non rientra nel patrimonio personale della diva al momento della sua morte.

Secondo Max Guazzini, attuale presidente della Fondazione, la decisione di chiedere a d’Ormale di lasciare l’immobile è stata presa nel rispetto delle disposizioni della stessa Bardot e della legislazione francese. L’attrice, sostiene Guazzini, non avrebbe previsto per il marito il diritto di continuare a vivere nella residenza dopo la sua scomparsa.

Una ricostruzione che il marito ha però respinto, accusando i responsabili dell’organizzazione di averlo allontanato dalla casa in cui ha trascorso gran parte della propria vita.

Il matrimonio senza riconoscimento ufficiale e la rinuncia all’eredità

A complicare ulteriormente la situazione di Bernard d’Ormale è un particolare relativo al suo matrimonio con Brigitte Bardot. I due si sono sposati nell’agosto del 1992 in Norvegia, durante una cerimonia religiosa. Ma l’unione non sarebbe mai stata ufficialmente registrata in Francia.

Una circostanza che avrebbe inciso sulla posizione dell’uomo dal punto di vista successorio. A questo si aggiunge una scelta compiuta dallo stesso d’Ormale, che avrebbe chiesto espressamente alla moglie di non inserirlo nel testamento.

Il motivo era legato al desiderio di evitare qualsiasi sospetto sulle ragioni del loro matrimonio. Bernard non voleva che qualcuno potesse accusarlo di aver sposato una delle attrici più famose del mondo per interesse economico. Una decisione presa per tutelare la propria reputazione che, a distanza di oltre trent’anni, lo avrebbe lasciato in una posizione alquanto scomoda.

Ma la perdita della casa non è l’unico motivo di amarezza. Lo scorso settembre, d’Ormale è stato anche sostituito alla presidenza della Fondazione Brigitte Bardot, incarico che ha assunto dopo la morte della moglie.

Al suo posto è arrivato Max Guazzini, ex dirigente dell’emittente radiofonica NRJ ed ex presidente della squadra di rugby Stade Français. Un cambio ai vertici che Bernard ha interpretato come una vera e propria estromissione, arrivando a denunciare l’azione come quella di una “cricca di golpisti”.

Ma, anche in questo caso, la risposta di Guazzini non si è fatta attendere. Il nuovo presidente ha sostenuto che la sostituzione sia avvenuta nel pieno rispetto dello statuto della Fondazione, respingendo le accuse del vedovo.

“È un peccato che attacchi l’opera di una vita della sua compagna. Se Brigitte lo vedesse, sarebbe furiosa. Fare la vittima non è altro che una posa: la Fondazione si limita a esaudire le volontà di Brigitte Bardot, registrate davanti a un notaio e nel rispetto della legge francese”, ha commentato.

L’asta degli oggetti di Brigitte Bardot e la battaglia per la sua memoria

Ad alimentare ulteriormente le tensioni è stata anche l’asta di centinaia di oggetti personali appartenuti a Brigitte Bardot. Il 21 settembre, a Parigi, sono stati venduti 285 beni della celebre attrice, tra cappelli, camicie da notte, fotografie, mobili e chitarre.

La vendita avrebbe fruttato quasi 954 mila euro. Una somma destinata alla Fondazione e a Nicolas-Jacques Charrier, unico figlio della star, nato dal matrimonio con l’attore Jacques Charrier.

Un’iniziativa che Bernard d’Ormale ha giudicato profondamente irrispettosa nei confronti della moglie. “Brigitte non avrebbe mai acconsentito a questa vendita. Li avrebbe mandati al diavolo”, ha ribadito. Per poi aggiungere: “È una mancanza di rispetto per la memoria di Brigitte”.

Di tutt’altro avviso i vertici della Fondazione, che rivendicano la volontà di proseguire l’attività animalista alla quale Bardot aveva dedicato gran parte della propria esistenza dopo l’addio al cinema, avvenuto nel 1973.

Lo stesso Guazzini, nel rispondere alle accuse, ha illustrato alcuni dei progetti futuri dell’organizzazione, annunciando tra l’altro l’accoglienza di oltre 50 asini abbandonati in Israele e nei Paesi limitrofi. Un intervento che rientrerebbe nella missione di protezione degli animali voluta dalla Bardot.

© Italiaonline S.p.A. 2026Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963