Emilio Fede, scontro tra le figlie per l’eredità: il caso finisce in tribunale

Ville a Napoli e Capri, gioielli, conti e una fondazione: l'eredità di Emilio Fede divide le figlie Simona e Sveva. La vicenda è ora al centro di una battaglia legale

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Antonella Latilla

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A quasi un anno dalla scomparsa di Emilio Fede, il patrimonio dell’ex direttore del Tg4 è al centro di una complessa disputa familiare che vede contrapposte le figlie Simona e Sveva. Una vicenda che intreccia immobili di pregio, gioielli, conti correnti e questioni testamentarie e che ora si è spostata nelle aule giudiziarie.

L’eredità riguarda non soltanto i beni appartenuti al giornalista, morto il 2 settembre 2025 all’età di 94 anni, ma anche quelli della moglie Diana De Feo, deceduta nel 2021. Sullo sfondo restano interrogativi sugli ultimi anni di vita della coppia e sulle decisioni patrimoniali adottate prima della loro morte.

L’eredità di Emilio Fede contesa tra le figlie

Come riporta La Repubblica, Simona Fede ha annunciato l’intenzione di opporsi alla richiesta di archiviazione della Procura di Roma e di avviare parallelamente un’azione civile con l’obiettivo di ottenere il ripristino delle quote di legittima che, a suo giudizio, sarebbero state compromesse.

Al centro della contesa c’è un patrimonio milionario composto da immobili di pregio, gioielli, cassette di sicurezza e rapporti bancari. Tra i beni più rilevanti figurano una villa ad Anacapri, alcuni immobili ai Castelli Romani e soprattutto Villa Lucia, storica residenza affacciata sul Golfo di Napoli.

Simona assicura di aver avviato negli ultimi mesi una serie di verifiche patrimoniali, catastali e bancarie, oltre ad accertamenti affidati a consulenti specializzati. La documentazione raccolta dovrebbe essere depositata nel corso dell’udienza relativa all’opposizione all’archiviazione, mentre la causa civile sarà presentata nelle prossime settimane.

A quanto pare, il punto di rottura tra le due sorelle risalirebbe agli anni successivi alla morte di Diana De Feo. Simona ritiene che alcune operazioni effettuate dopo la scomparsa della madre abbiano modificato in modo sostanziale l’assetto patrimoniale delineato nel testamento.

Tra gli aspetti contestati figurano l’apertura di una cassetta di sicurezza presso una banca romana, la gestione di gioielli e beni di valore e alcuni movimenti finanziari successivi al decesso della giornalista.

Uno dei nodi principali riguarda inoltre la villa di Anacapri. A detta di Simona, la quota appartenente a Emilio Fede sarebbe confluita nella Fondazione Emilio Fede, costituita nel luglio del 2021, determinando così una situazione diversa rispetto a quanto previsto dalle disposizioni testamentarie della madre.

Ma il cuore della disputa resta Villa Lucia, la storica dimora di famiglia situata nel parco della Floridiana a Napoli. Simona la considera il simbolo stesso della controversia ereditaria e sostiene che il valore e le caratteristiche dell’immobile sarebbero stati sottostimati rispetto alla reale consistenza del patrimonio, che dovrebbe aggirarsi attorno ai sette milioni di euro.

Le accuse sugli ultimi anni di Emilio Fede

Sul fronte delle accuse pesa infine anche il tema delle condizioni di salute di Emilio Fede negli ultimi anni della sua vita. Nella documentazione acquisita vengono richiamati alcuni accertamenti che avrebbero evidenziato le difficoltà del giornalista nel gestire con precisione e autonomia la propria situazione patrimoniale. Elementi che, secondo la figlia maggiore, meriterebbero ulteriori approfondimenti.

Simona Fede sostiene inoltre di essere stata progressivamente allontanata dal padre e di non aver avuto la possibilità di ricostruire il rapporto negli ultimi anni. Tanto da non presenziare neppure al suo funerale.

Mentre la procura sembra orientata a escludere profili di rilevanza penale, la partita sull’eredità dell’ex direttore del Tg4 è destinata a proseguire davanti al giudice civile, dove si deciderà il futuro di un’eredità che continua a dividere la famiglia Fede.

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