Azmeri Haque Badhon è arrivata alla Mostra del Cinema di Venezia per presentare The Difficult Bride, film della regista bangladese Rubaiyat Hossain inserito nella sezione Orizzonti di Venezia 83. Si aspettava il red carpet, i flash, le strette di mano. Forse poteva aver messo in conto pure qualche fischio, ma di certo non l’aggressione che ha subito il 7 settembre, mentre si trovava a Mestre con il fratello e la sua famiglia.
L’attrice ha raccontato di essere stata presa di mira da un gruppo di suoi connazionali a causa del suo sostegno alle proteste del luglio e agosto 2024 in Bangladesh.
Chi è Azmeri Haque Badhon
Nata a Dacca il 28 ottobre 1983, Azmeri Haque Badhon non è arrivata in maniera lineare alla recitazione. Prima studiava odontoiatria al Bangladesh Dental College, decisa a fare di quello la sua professione. La sua vita ha preso una piega diversa nel 2006, quando ha partecipato al concorso Lux Channel I Superstar, un concorso televisivo di bellezza e talenti. Da quella esperienza sono arrivati i primi lavori tra televisione, pubblicità e cinema. Lei stessa ha raccontato di provenire da una famiglia conservatrice e di aver inizialmente incontrato resistenze rispetto alla scelta di lavorare nel mondo dello spettacolo.
Dopo alcuni anni vissuti senza considerare la recitazione come una professione a tempo pieno, nel 2017 ha finalmente lasciato cadere gli indugi, per dedicarsi a tempo pieno al set. La svolta è arrivata con Rehana Maryam Noor di Abdullah Mohammad Saad, presentato nel 2021 al Festival di Cannes. Un’interpretazione che le è valsa numerosi riconoscimenti, tra cui l’Asia Pacific Screen Award come miglior attrice e il National Film Award del Bangladesh.
Badhon ha una figlia, Michele Amani Sayera, nata dal matrimonio con Mashrur Siddique. Nel 2018 ha inoltre ottenuto la tutela di Saira. La sua esperienza personale l’ha portata negli anni a esporsi pubblicamente su temi come i diritti delle donne, la salute mentale e la violenza all’interno del matrimonio. Ha partecipato alle iniziative del British Council dedicate al cambiamento sociale e, nell’ambito delle attività di UN Women, ha parlato anche di violenza sessuale coniugale.
L’aggressione a Venezia 83
Proprio a seguito del suo impegno pubblico, Azmeri Haque Badhon è stata aggredita a Mestre. Secondo il suo racconto, alcune persone l’avevano già raggiunta nell’albergo dove soggiornava e in seguito l’hanno affrontata nuovamente in un parco, mentre era insieme al fratello e alla sua famiglia. Badhon ha raccontato di essere stata colpita al volto, insultata con espressioni sessiste e bagnata con acqua e bevande. Gli aggressori avrebbero inoltre ripreso la scena con i telefoni.
Secondo la ricostruzione fornita dalla stessa attrice, l’episodio sarebbe legato alla sua posizione sulle proteste studentesche e popolari del luglio e agosto 2024, il movimento che portò alla fine del governo di Sheikh Hasina. Gli aggressori infatti si sarebbero identificati come sostenitori di Bangabandhu e l’avrebbero definita una “July fighter”, espressione riferita a chi aveva sostenuto il movimento. Sull’accaduto sono in corso gli accertamenti della Digos di Venezia.
The Difficult Bride, il film presentato a Venezia
Al Lido Badhon è arrivata per presentare The Difficult Bride, diretto da Rubaiyat Hossain. Il film segue Zaineen, una giovane donna di Dacca alle prese con i preparativi per il matrimonio. I rituali di bellezza e le aspettative familiari diventano progressivamente qualcosa di più inquietante, mentre il corpo della protagonista sembra ribellarsi alle imposizioni che la circondano.
Il film utilizza il linguaggio del body horror e del soprannaturale per parlare di controllo del corpo femminile, bellezza e conformismo sociale. Un opera che affronta proprio alcune delle pressioni esercitate sulla vita delle donne: temi che, al Lido, si sono intrecciati con la vita personale dell’attrice.