Annalisa, pioggia di critiche e accuse di “blasfemia”: “Non me lo aspettavo”

Annalisa risponde alle critiche e alle accuse di cui è diventata bersaglio dopo il rilascio del singolo Canzone estiva e del relativo videoclip

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Nicoletta Fersini

Giornalista, Content Editor, SEO Copywriter

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Con i suoi capelli rosso fuoco e quello sguardo che buca lo schermo, Annalisa è ormai la regina indiscussa del pop italiano.  Successo, croce e delizia di ogni star. Non mancano i giudizi affilati e le etichette che cercano di cucirle addosso a ogni esibizione, a ogni nuovo progetto. L’ultimo? Il singolo Canzone estiva, rilasciato col relativo videoclip che ha scatenato un polverone mediatico, trascinandola al centro di una polemica decisamente forte. Tanto da arrivare a vere e proprie accuse di “blasfemia”.

“Suora o pornodiva?”

Canzone estiva gioca tra il sacro e il profano, con il suo motivetto “acchiappone” e le immagini di un videoclip che vede protagonista la stessa Annalisa, alle prese con questa dualità. “Mi vuoi più suora o pornodiva?”, recita il testo. Non è difficile immaginare come la polizia della moralità l’abbia attaccata senza esclusione di colpi.

“È stata una scelta usare queste due parole per sollevare un tema e aprire un dibattito – ha spiegato nella sua ultima intervista al Corriere della Sera -. Se avessi detto ‘casta’ e ‘provocante’ l’effetto sarebbe stato diverso. Ho estremizzato il concetto con due definizioni che, io come tante, mi sono sentita attribuire. Non c’è nulla di offensivo nel dire suora o pornodiva, sono due estremi – di eleganza uno e di spudoratezza l’altro – citati con grande rispetto. Ho usato il termine pornodiva e non quello meno edulcorato che si sentono dire molte”.

Le critiche spietate

Ciò che ha scatenato l’ira funesta degli utenti è l’uso di un’iconografia che alcuni hanno giudicato troppo audace. Le critiche sono arrivate da più fronti, dai militanti cattolici di Elia Catholic – che hanno definito il suo lavoro “banale e demoniaco” – fino all’ex senatore Simone Pillon, che ha accusato la cantante di voler rilanciare le vendite attraverso un “patetico dileggio” del sacro.

Di fronte a questa ondata di odio digitale, Annalisa ha risposto con compostezza, senza però nascondere l’amarezza: “C’è chi vorrebbe le donne disinibite a casa e pudiche e diligenti fuori. Ho attinto un po’ dalla mia esperienza per dire che noi donne siamo sempre sottoposte a grandi giudizi. (…) Ci faccio su un sorriso. E se ci scrivo una canzone non c’è vittimismo, ma mi interessa che se ne parli e penso stia accadendo. Quando sei di fronte a tante persone, ognuno ha il suo punto di vista. Io sono semplicemente una persona che cresce, si evolve”.

E sulle accuse di “blasfemia”: “Non me lo aspettavo, anche perché non vedo nulla di offensivo in quello che ho fatto. Era lontanissimo dalle mie intenzioni: ho grande rispetto per chi vive la fede, per le persone che credono in qualcosa, in generale. Non mi aspettavo queste osservazioni. Forse a volte ascoltiamo le canzoni velocemente… ma la religione fa parte della mia vita, mi affascina. E poi è pop, nel senso di popolare: attingere a parole di quel mondo è un modo per farle arrivare a tutti”.

Un brano sul sentirsi giudicati

Di fatto, quanto narrato nel testo di Canzone estiva si traduce nelle reazioni e nelle critiche di cui Annalisa è diventata bersaglio. Una canzone che parla proprio del giudizio a cui le donne sono costantemente sottoposte per via delle loro scelte o anche per il semplice fatto di sentirsi libere di essere ciò che vogliono, al di là di ogni giudizio morale.

“Suora o pornodiva? Io rispetto entrambe. Sono una che lotta con la dieta, che ha le sue imperfezioni”, ha detto nell’intervista, cogliendo l’occasione “per ribadire che io stessa non sono una marionetta nelle mani di qualcuno che mi fa fare cose in cui non credo. Sono una cantautrice, non ho iniziato ieri, il mio lavoro è farina del mio sacco, come capita a tanti miei colleghi maschi a cui non viene chiesto di ribadirlo continuamente”.

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