Penna tagliente, ironia affilata e basi impossibili da non ballare. Dargen D’Amico aggiunge un nuovo tassello alla sua discografia con Pianti Grassi, un nuovo singolo che anticipa la sua partecipazione come Big al Festival di Sanremo 2026 e apre a una riflessione sull’animo umano, senza sconti né filtri. Scopriamo il testo e il significato della canzone.
“Pianti Grassi”, significato del pezzo di Dargen D’Amico
Dargen D’Amico è pronto a far parlare di sé ancora una volta. L’artista, che a febbraio salirà sul palco del Teatro Ariston per la terza volta come concorrente del Festival di Sanremo, anticipa l’entusiasmo dei fan con un nuovo singolo.
Il pezzo si intitola Pianti Grassi: una riflessione che mescola sarcasmo e ironia nel raccontare un ritratto disilluso dell’umanità.
Parlando del brano, Dargen D’Amico lo racconta come una “disamina lucida e ironica della società contemporanea. Un mondo che assomiglia alla chiesa citata nella prima strofa: ‘vende l’organo, sostituisce la musica con un video su YouTube, ma poi il bluetooth non funziona davvero’. Un’immagine paradossale che racconta perfettamente un presente fatto di scorciatoie, soluzioni provvisorie e connessioni solo apparenti”.
Questa logica, spiega, “attraversa i comportamenti quotidiani: la tendenza a ridurre tutto al minimo, dall’impegno che mettiamo in ciò che facciamo all’interesse che dimostriamo verso gli altri. Un abbassamento generale dell’intensità emotiva e della responsabilità, dove tutto è più veloce, più leggero, ma anche più fragile”.
“Pianti Grassi”, il testo
Con i miei pianti grassi, con i miei pianti grassi
Con i miei pianti grassi, con i miei pianti
Io giravo nudo in casa e speravo che mi notassi
E poi giuravo che sparivo, ma ma a piccoli passi
Volevo che mi volessi o almeno che ti pungessi con i miei
Con i miei pianti grassi, con i miei pianti
Saluto quelli che mi riconoscono
Che mi hanno incorniciato al battesimo e poi messo in un angolo
La vecchia chiesa che ha venduto l’organo
E a natale usa un cane su YouTube vestito da angelo
Però il Bluetooth gracchia, suona male
Come se Dio si facesse una ritorsione personale
Sono pessimista però è una fase
Sono fallito di nuovo, lo so, voi che fatte?
Siamo nati peccatori, ricattati
Siamo destinati a dar lavoro agli avvocati
E così semplice
Io giravo nudo in casa e speravo che mi notassi
E poi giuravo che sparivo, ma ma a piccoli passi
Volevo che mi volessi o almeno che ti pungessi con i miei
Con i miei pianti grassi (Con i miei pianti)
Saluto tutti quelli che non mi conoscono, ma mi evitano e li ringrazio
Troppi corpi mi distraggono
E poi finisce che fantastico di essere sbattuto su un tavolo
Come sui treni nei giorni di sciopero
Ho perso il treno ma volevo esserci
E farti ascoltare dei gruppi che non conosci
Essere complici anche senza esserne consci
Volevo darti delle cose semplici (Cose semplici)
Io giravo nudo in casa e speravo che mi notassi
E poi giuravo che sparivo, ma ma a piccoli passi
Volevo che mi volessi o almeno che ti pungessi coi miei
Con i miei pianti grassi, con i miei pianti
Con i miei pianti grassi, con i miei pianti grassi
Con i miei pianti grassi, con i miei pianti grassi
Con i miei pianti grassi, con i miei pianti grassi
Con i miei pianti grassi, con i miei pianti grassi
Con i miei pianti grassi, con i miei pianti grassi
Con i miei pianti grassi, con i miei pianti
Siamo nati peccatori, ricattati
Siamo destinati, ah