Torna su Canale 5 Chi vuol essere milionario – Il Torneo, il quiz show di Gerry Scotti che appassiona ogni domenica milioni di spettatori. Dopo le domande iniziali, a contendersi la scalata al milione solo tre concorrenti: Gabriele, Giacomo, Adalisa.
Gabriele, il campione mancato. Voto 7
Chi l’ha detto che la Gen Z è distratta e impreparata? Gabriele, 23 anni, studente di Giornalismo, a Chi vuol essere milionario ribalta ogni cliché. Davanti a Gerry Scotti, proprio nell’anno in cui la Repubblica italiana compie 80 anni, snocciola uno dopo l’altro tutti i Presidenti: anno per anno, nome per nome. Preparazione impeccabile e memoria d’acciaio.
A fare la differenza non è solo la cultura, ma anche la dolcezza nei modi e una caparbietà che conquista il pubblico. Poi lo scivolone inatteso: cade su The Big Bang Theory, paradossalmente una delle sue serie preferite. Quando si dice ironia della sorte.
Un errore anche di strategia: paracadute fissato a 150 mila euro, ma la domanda fatale ne vale 100 mila. Risultato? Rientro a mani vuote. Un peccato, sì. Ma la stoffa del campione c’è tutta.
Giacomo, chi si accontenta gode. Voto 8
Freddo, lucido, stratega. Giacomo, trentenne avvocato, gioca la sua partita con intelligenza e porta a casa 200mila euro. Non solo preparazione, ma anche sangue freddo: indovina il soprannome della Regina Elisabetta, azzecca i gusti cinematografici del Papa e dimostra di sapersi muovere con sicurezza tra cultura pop e storia contemporanea.
Arrivato alla domanda sull’oggetto che Kennedy teneva nello Studio Ovale, sceglie la prudenza. Prova l’aiuto dell’amica Francesca, che però non scioglie il dubbio e, anzi, lo invita a fermarsi. Consiglio saggio.
Perché a volte il vero talento non è rischiare tutto, ma capire quando è il momento di dire basta. Soprattutto quando si gioca a Chi vuol essere milionario. E Giacomo lo capisce benissimo: 200mila euro in tasca e applausi meritati.
Adalisa, la fretta è una cattiva consigliera. Voto 6
Insegnante precaria di Storia e Geografia, Adalisa gioca in casa quando le domande virano sul suo terreno. Troppi quesiti storici, va detto, che sono indubbiamente alla sua portata. Rischia sull’invenzione del pasticciere Gian Battista Pezziol – il liquore all’uovo – e lì arriva il soccorso provvidenziale del padre.
Anche Gerry Scotti, con garbo, sembra accompagnarla passo dopo passo verso la risposta giusta. Lo stop arriva su Ian Fleming: per celebrare il successo del romanzo di Casino Royale (1952) si regalò una macchina da scrivere placcata in oro. Questa volta, niente lieto fine. Preparata e simpatica, ma non infallibile. E forse ragionarci un po’ di più avrebbe fatto la differenza.
Sbaglia la domanda decisiva per vincere la puntata °(e 200mila euro), di conseguenza regala a Giacomo la vittoria.
Tirata d’orecchie a Gerry Scotti. Voto 7.5
Spumeggiante, ironico, come sempre perfettamente a suo agio a Chi vuol essere milionario. Gerry Scotti anima la puntata con battute sul Decameron di Boccaccio e confessa la sua passione per il vino, regalando leggerezza senza mai perdere il controllo del gioco. Il suo stile resta ritmato, coinvolgente, capace di tenere alta la tensione e insieme strappare un sorriso.
Unica nota stonata, il finale: nella corsa conclusiva sembra premere un po’ troppo sull’acceleratore, sacrificando parte del fascino e della suspense che rendono il format così avvincente. Rimane saldo al timone, ma con un filo di fretta di troppo.