L’acqua frizzante aiuta a dimagrire, parola di esperti

A sostenerlo è uno studio giapponese che ha acceso un vivace confronto anche fra esperti italiani. Cosa c’è di vero

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Eleonora Lorusso

Giornalista, esperta di salute e benessere

Milanese di nascita, ligure di adozione, ha vissuto negli USA. Scrive di salute, benessere e scienza. Nel tempo libero ama correre, nuotare, leggere e viaggiare

Per dimagrire potrebbe non essere necessario seguire diete ferree o sessioni di fitness ad alto impatto: potrebbe essere sufficiente bere acqua, purché frizzante. A occuparsi del contributo dell’acqua con le bollicine sono stati gli autori di uno studio giapponese, che ha attirato le attenzioni anche degli esperti in Italia. Tra questi l’infettivologo Matteo Bassetti, che ha citato la ricerca, pubblicata sulla rivista medica British Medical Journal Nutrition. Ecco cosa dice.

Cosa dice lo studio giapponese

Secondo i ricercatori nipponici ci sarebbe un nesso tra l’anidride carbonica (CO2) e il miglioramento del metabolismo del glucosio. Bere acqua frizzante, quindi, potrebbe giovare proprio a chi mira a perdere peso. A citare e commentare il lavoro, però, sono stati anche alcuni medici italiani, tra i quali Matteo Bassetti, direttore della Clinica Malattie Infettive dell’Ospedale Policlinico San Martino di Genova, che dalle pagine del Corriere della Sera ha cercato di fare chiarezza.

Non esiste la bacchetta magica né la pozione miracolosa

Il punto di partenza della riflessione di Bassetti è che non esistono né bacchette magiche, né pozioni magiche che possano permettere da sole di dimagrire al punto e nel modo giusto. Piuttosto, l’infettivologo sottolinea come esistano pur sempre dei benefici attribuibili all’acqua frizzante: il primo è il senso di sazietà che sarebbe in grado di indurre, non appena ingerita. Grazie alla CO2 presente in uno o più bicchieri di acqua gassata, infatti, si eserciterebbe una leggera pressione sulle pareti dello stomaco. Questo comporta l’invio di un messaggio al cervello, che dunque ridurrebbe il senso di fame.

Le bollicine riducono il senso di fame

Come spiega Bassetti, dunque, “Se bevo acqua frizzante prima di un pasto, potrei sentirmi sazio prima e mangiare meno. Non vale per tutti, ma può aiutare”. Ma è sul funzionamento del metabolismo che si concentrano le attenzioni degli esperti. L’acqua frizzante, infatti, migliorerebbe il metabolismo del glucosio, il che significa che si gestirebbero meglio gli zuccheri, evitando picchi glicemici e dunque anche la voglia di introdurre glucosio tramite altre fonti, come snack e dolciumi vari.

Un invito alla cautela

Ma un invito alla cautela arriva dall’immunologo Mauro Minelli, docente di Nutrizione umana alla Lum, che ad Adnkronos Salute spiega: “L’entusiasmo per i potenziali benefici metabolici dell’acqua frizzante merita, a mio avviso, una riflessione più ampia che consideri la complessità dell’ecosistema intestinale e la letteratura scientifica preesistente, spesso di segno opposto rispetto al singolo studio citato”. Per Minelli, “Affermare che l’anidride carbonica sia un alleato universale del metabolismo appare rischioso, specialmente se ignoriamo i meccanismi biochimici che legano la distensione gassosa alla salute della barriera intestinale”.

Gli effetti sul stomaco e intestino

Proprio il meccanismo tramite il quale le bollicine, esercitando pressione sulle pareti dello stomaco, ridurrebbero l’appetito potrebbe avere, per Minelli, effetti anche potenzialmente negativi: “L’introduzione costante di gas esogeno può esacerbare quadri di sovracrescita batterica nel tenue (Sibo) – spiega l’immunologo – La pressione meccanica sulle pareti intestinali non è un evento neutro: in presenza di squilibri del microbiota, favorisce la fermentazione e può contribuire al peggioramento della permeabilità intestinale (leaky gut), alterando le giunzioni serrate della mucosa”.

Cosa c’entrano gli ormoni

Ad essere chiamati in causa, inoltre, sono anche gli ormoni e alla loro risposta in presenza di acqua frizzante: “Esistono evidenze (come quelle pubblicate su Obesity Research & Clinical Practice) che indicano come la CO2 possa stimolare la secrezione di grelina, l’ormone dell’appetito, inducendo potenzialmente un effetto contrario alla perdita di peso nel lungo periodo”, spiega ancora Minelli. Tutto falso, dunque? Non proprio. Come sottolinea l’esperto, “l’acqua frizzante potrebbe essere utilizzata, in modo sporadico e mirato, come stimolo temporaneo per la secrezione gastrica in soggetti con documentata ipocloridria o difficoltà digestive meccaniche, laddove una lieve stimolazione delle pareti dello stomaco possa favorire l’avvio del processo digestivo”. In altre parole, a piccole dosi mirate, l’acqua gassata potrebbe aiutare la digestione in alcuni soggetti che hanno proprio problemi di questa natura.

Attenzione all’intestino irritabile

Particolare cautela, però, va sempre riservata a quelle persone che possono avere altro tipo di problematiche, come per chi soffre di colon irritabile: “Generalizzarne il consumo come ‘elisir di salute’ rischia di sottovalutare l’impatto che la distensione addominale ha su milioni di persone affette da sindrome dell’intestino irritabile o infiammazioni croniche di basso grado”, conclude l’immunologo.

Perché preferire l’acqua naturale

Un ultimo aspetto preso in considerazione nel dibattito italiano riguarda anche l’impatto sull’ambiente. Come ricorda ancora Bassetti, infatti, sarebbe meglio preferire l’acqua di rubinetto, che è più “green”. Se proprio non si riesce a rinunciare alle bollicine, si può ricorrere a un gasatore domestico, che consente comunque di risparmiare plastica, bevendo acqua fresca, ma controllata. “Partiamo da un punto chiaro – sottolinea comunque Bassetti – “Non stiamo parlando di una bacchetta magica. L’acqua frizzante non fa dimagrire da sola. Però può essere un piccolo supporto dentro uno stile di vita sano”, conclude.

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