Mette-Marit di Norvegia, la richiesta “troppo imbarazzante” di Epstein

Rivelato l'episodio più oscuro dell'amicizia tra la Principessa Mette-Marit ed Epstein: "Le chiese di chiamare una ragazza di 17 anni"

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Antonella Latilla

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Nuovi elementi riaccendono l’attenzione sul rapporto tra Mette-Marit di Norvegia e Jeffrey Epstein. L’emittente norvegese TV2 ha infatti reso noti alcuni dettagli emersi dall’analisi di documenti del Dipartimento di Giustizia statunitense, portando alla luce uno scambio di email finora inedito.

Secondo quanto riportato, durante un soggiorno nella villa di Epstein a Palm Beach, il finanziere avrebbe chiesto alla Principessa di contattare telefonicamente una ragazza di 17 anni, definita “figlioccia”.

L’episodio risalirebbe al 7 gennaio 2013. Le email, pur non chiarendo le motivazioni della richiesta — anche a causa della mancata pubblicazione completa dei file — consentono di ricostruire la dinamica dello scambio e, soprattutto, il rifiuto finale della norvegese. Un dettaglio che si inserisce in un quadro più ampio, già oggetto di discussione nelle settimane precedenti.

Mette-Marit di Norvegia e l’episodio imbarazzante con Epstein

Le nuove rivelazioni arrivano a breve distanza dall’intervista rilasciata da Mette-Marit all’emittente pubblica NRK, nella quale aveva accennato a un episodio spiacevole vissuto proprio durante la permanenza in Florida, senza però entrare nei dettagli.

Nel colloquio, la Principessa ha respinto con decisione qualsiasi coinvolgimento in situazioni illecite, sottolineando di non essere mai stata a conoscenza delle attività criminali di Epstein.

“Tutte le persone che ho incontrato erano adulte. Non ho mai visto nulla di illegale”, ha dichiarato la moglie dell’erede al trono Haakon, ammettendo tuttavia un disagio personale nei confronti del comportamento del finanziere.

Un momento in particolare, ha raccontato, l’avrebbe spinta a sentirsi insicura: “Mi ha messa in una situazione che mi ha fatto sentire così a disagio da chiamare a casa per parlare con Haakon”. I contatti con Epstein sarebbero però proseguiti per un certo periodo, anche per via di alcune conoscenze comuni.

Lo scambio di email con Epstein e il rifiuto finale di Mette-Marit di Norvegia

Le email analizzate da TV2 offrono uno spaccato più preciso di quanto accaduto. Alla richiesta di Epstein di telefonare alla ragazza, Mette-Marit avrebbe inizialmente risposto con esitazione: “È troppo imbarazzante, sono timida”. Di fronte all’insistenza — “Per favore, è per la mia figlioccia” — avrebbe lasciato intendere una possibile apertura, rimandando la decisione.

Nel corso della giornata, però, Mette-Marit avrebbe cambiato posizione, comunicando chiaramente il proprio rifiuto: “Non la chiamerò. Mi mette a disagio. Preferisco prepararle un regalo”. Una presa di distanza netta, a cui Epstein avrebbe replicato ridimensionando la richiesta e assicurando di non voler creare imbarazzo.

Nello scambio compare anche il riferimento a “Boris”, identificato dai media norvegesi come Boris Nikolic, consulente legato a Bill Gates. Un dettaglio che contribuisce a delineare il contesto delle frequentazioni del finanziere.

Interpellata sull’episodio, la Casa Reale norvegese ha scelto la linea della prudenza, ribadendo che la Principessa non intende aggiungere ulteriori commenti rispetto a quanto già dichiarato. Una vicenda che, pur riferendosi a fatti risalenti nel tempo, continua a sollevare interrogativi e a mantenere alta l’attenzione pubblica.

A complicare ulteriormente la posizione di Mette-Marit di Norvegia è il procedimento giudiziario che coinvolge il figlio, Marius Borg Høiby. Per lui, l’accusa ha richiesto una condanna a sette anni di carcere per diversi capi d’imputazione, tra cui violenza sessuale, maltrattamenti, possesso di droga, aggressione e violazione di un ordine restrittivo.

Un quadro che, secondo alcuni media norvegesi — tra cui la rivista Se og Hør — starebbe alimentando riflessioni all’interno della famiglia reale. Tra le ipotesi riportate, anche quella di una possibile separazione tra Mette-Marit e il Principe Haakon, come misura estrema per tutelare l’immagine e la credibilità della Corona.

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