Gli animali domestici sono considerati parte integrante della famiglia, lo dimostra l’attenzione con cui i proprietari se ne prendono cura. La pet economy in Italia continua a crescere e si conferma uno dei settori più dinamici dei consumi delle famiglie. Secondo un’analisi di Confartigianato, la spesa per gli animali domestici ha raggiunto 6,7 miliardi di euro, registrando un aumento del 76% negli ultimi dieci anni. Questo è un dato che evidenzia come cani, gatti e altri animali da compagnia siano sempre più parte integrante della vita degli italiani e delle loro scelte di consumo.
A sostenere questo trend è l’aumento delle famiglie con animali domestici e una maggiore attenzione al loro benessere. Oggi nel nostro Paese si contano oltre 10 milioni di famiglie con almeno un animale domestico, pari a circa il 37,7% del totale, per un numero complessivo di circa 25 milioni di animali da compagnia tra cani, gatti e altre specie.
Indice
Cosa si compra in Italia per cani, gatti (e non solo)
Quando si tratta di prendersi cura degli animali domestici, la spesa delle famiglie si concentra soprattutto sui prodotti: sono loro a muovere la pet economy in Italia. Oltre l’80% della spesa complessiva è destinato all’acquisto di alimenti, farmaci veterinari, accessori e prodotti per la cura degli animali. La parte restante riguarda invece i servizi, come visite veterinarie, toelettatura, pensioni per animali, addestramento e attività di pet sitting.
Proprio il comparto dei servizi rappresenta uno dei motori più interessanti della crescita del settore. Nel nostro Paese operano 5.826 imprese specializzate nei servizi per animali domestici, di cui 3.440 sono imprese artigiane, pari a circa il 59% del totale.
Queste attività impiegano oltre 4.200 addetti e hanno registrato una crescita significativa nel tempo: negli ultimi dieci anni il numero di imprese artigiane del settore è aumentato di oltre il 92%, mentre nel 2025 la crescita è stata del 5,2%, un ritmo superiore alla media dell’artigianato nel complesso.
I costi sono aumentati: il lusso di amare gli animali
Accanto alla crescita del mercato emerge, però, anche il tema dell’aumento dei costi per i proprietari. Secondo un’analisi di Facile.it commissionata all’istituto di ricerca EMG Different*, mantenere un animale domestico è diventato più oneroso negli ultimi anni a causa dell’incremento dei prezzi di alimenti, cure veterinarie e servizi dedicati. Il cosiddetto carovita a quattro zampe pesa sempre di più sui bilanci familiari, soprattutto per chi possiede cani di taglia grande o più di un animale domestico.
Tra le voci di spesa più rilevanti figurano l’alimentazione, le visite periodiche, i vaccini, i farmaci, ma anche servizi come toelettatura, pensione per animali durante le vacanze e assicurazioni sanitarie. Nonostante l’aumento dei costi, la domanda rimane sostenuta, segno che gli italiani continuano a considerare gli animali da compagnia come membri della famiglia e sono disposti a investire nel loro benessere.
Dove si spende di più
Dal punto di vista territoriale, sempre secondo l’analisi di Confartigianato, la spesa si concentra soprattutto nelle regioni più popolose e con redditi medi più elevati. Lombardia, Lazio, Veneto, Emilia-Romagna, Piemonte e Toscana rappresentano – insieme – oltre il 70% della spesa nazionale per la pet economy, con città come Roma, Milano e Torino in cima alla classifica per consumi legati agli animali domestici.
Nel complesso, il settore si sta trasformando in una vera e propria filiera economica che coinvolge produzione, commercio e servizi specializzati. L’evoluzione degli stili di vita, la crescente attenzione al benessere animale e la diffusione di nuovi servizi dedicati suggeriscono che il settore continuerà a espandersi anche nei prossimi anni, offrendo opportunità di crescita per imprese e professionisti.
Fonti bibliografiche
Corre la pet economy: spesa a 6,7 miliardi (+76% in 10 anni). 3.440 artigiani nei servizi per animali. Su Tg1 e GR RadioRai – Confartigianato;
Caro vita… a 4 zampe! – Facile.it