Come ogni autunno torna puntuale lo stesso rito, quello di spostare di nuovo le lancette. Quest’anno però, mentre si avvicina il ritorno all’ora solare, si parla sempre più insistentemente della possibilità di dire addio al cambio d’ora. Ma niente rivoluzioni, almeno per il momento: nell’ottobre 2026 l’ora cambia regolarmente. Nella notte tra sabato 24 e domenica 25 ottobre torneremo all’ora solare e guadagneremo un’ora di sonno. Nel frattempo, però, il Parlamento ha riaperto il dossier sull’opportunità di continuare a spostare le lancette due volte l’anno.
L’ora cambia? La proposta
La novità arriva dalla Camera, dove la Commissione Attività produttive ha concluso un’indagine dedicata proprio agli effetti dell’ora legale permanente. Dopo mesi di audizioni con esperti, associazioni, sindacati e rappresentanti dei settori produttivi, è emersa una sostanziale convergenza su un punto: il doppio cambio stagionale potrebbe essere superato. Più complicato invece decidere quale orario mantenere tutto l’anno.
Le possibilità sul tavolo sono due: scegliere l’ora legale permanente, conservando quindi più luce nel pomeriggio e alla sera, oppure mantenere sempre l’ora solare, considerata da una parte della comunità scientifica maggiormente in sintonia con i naturali ritmi circadiani. La Commissione non ha indicato una soluzione definitiva e tra le ipotesi c’è anche quella di sperimentare l’ora legale per un intero ciclo stagionale, monitorandone gli effetti su consumi, salute, sicurezza, lavoro e attività economiche.
A favore dell’ora legale permanente giocano soprattutto la maggiore disponibilità di luce nelle ore pomeridiane e serali e i possibili vantaggi per turismo, commercio e consumi energetici. Dall’altra parte c’è il problema delle mattine invernali più buie, con possibili conseguenze sull’organizzazione della scuola e del lavoro e sui ritmi biologici. L’idea di non cambiare più l’orologio raccoglie consensi, ma la scelta tra ora solare e ora legale è ancora tutta da prendere.
Comunque al momento non cambia nulla nella nostra routine, perché la questione deve fare i conti anche con il coordinamento europeo: qualsiasi modifica stabile del sistema italiano richiederebbe un percorso normativo e un confronto con gli altri Paesi dell’Unione.
Ora solare 2026, quando spostare le lancette
Segniamo quindi la data sul calendario: il cambio dell’ora è previsto nella notte tra sabato 24 e domenica 25 ottobre 2026. Alle 3 del mattino bisognerà riportare le lancette indietro di 60 minuti, tornando alle 2, dormendo un’ora in più.
Per smartphone, tablet, computer e smartwatch collegati alla rete non sarà necessario fare nulla, l’aggiornamento infatti avverrà in modo automatico. Bisognerà invece ricordarsi di sistemare manualmente gli orologi analogici e gli altri dispositivi che non effettuano il cambio in autonomia. L’ora solare resterà poi in vigore fino all’ultimo weekend di marzo 2027.
Il vantaggio dell’ora di sonno in più ha però il suo rovescio della medaglia: farà buio prima. Le giornate sembreranno improvvisamente più corte e la luce naturale si concentrerà maggiormente nelle ore del mattino, modificando anche qualche piccola abitudine quotidiana, dalla passeggiata pomeridiana all’orario delle attività all’aperto.
Gli effetti del cambio dell’ora
Un’ora può sembrare poca cosa, ma il nostro organismo potrebbe accorgersene. Il cambio d’ora modifica infatti temporaneamente il rapporto tra sonno, luce e abitudini quotidiane e alcune persone hanno bisogno di qualche giorno per adattarsi al nuovo ritmo. Tra i disturbi più comuni possono comparire sonnolenza, irritabilità, difficoltà di concentrazione e leggere variazioni dell’umore, una sorta di piccolo “jet lag” stagionale.
Il passaggio autunnale è generalmente più facile da gestire rispetto a quello primaverile, anche perché questa volta guadagniamo un’ora di sonno anziché perderla. Ma il tramonto anticipato può incidere sulla percezione delle giornate e sulle nostre abitudini, soprattutto nelle prime settimane.
Per rendere il passaggio più morbido, può essere utile mantenere il più possibile regolari gli orari di sonno e dei pasti, evitare di stravolgere la routine nel weekend del cambio e approfittare della luce naturale durante il giorno. Anche una passeggiata all’aperto nelle ore più luminose può aiutare l’organismo a sincronizzarsi con il nuovo ritmo. Per questo ottobre nessun addio alle vecchie abitudini: le lancette torneranno indietro come sempre. Ma potrebbe essere uno degli ultimi autunni in cui ci ritroviamo a fare i conti con il cambio d’ora.