Latte per neonati, richiamati 12 tipi: quali sono coinvolti e i rischi

Con un comunicato, Nestlé ha annunciato di aver richiamato in via precauzionale alcuni lotti di latte per neonati, sia in polvere che liquido

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Nicoletta Fersini

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Il 2026 si apre con richiamo precauzionale da parte di Nestlé Italia, rivolto a migliaia di genitori. Il prodotto in questione è il latte per neonati, nello specifico 12 varianti sia in polvere che liquido. L’operazione, scattata in tutta Europa, riguarda potenziali contaminazioni microbiologiche che potrebbero mettere a rischio la salute dei più piccoli.

Il comunicato di Nestlé Italia

“Nestlé Italiana, in collaborazione con le autorità competenti, sta richiamando volontariamente alcuni lotti di prodotti formulati per l’infanzia. I lotti commercializzati dall’azienda in Italia e interessati da questo richiamo sono elencati più in basso”, si legge nel comunicato diffuso dall’azienda.

“La decisione volontaria e cautelativa di provvedere al richiamo, dopo il richiamo volontario di due lotti operato nel dicembre 2025 in Italia, avviene in applicazione del principio di precauzione, ed è stata presa per una potenziale deviazione microbiologica riscontrata in un ingrediente utilizzato nella composizione di questi prodotti. Nonostante ad oggi non vi siano conferme di disturbi associati al consumo dei prodotti interessati dal richiamo, l’azienda informa di non consumare il prodotto“, prosegue.

Nestlé ha messo a disposizione la linea di assistenza ai consumatori: basta digitare il numero 800.434.434, attivo tutti i giorni dalle 8:00 alle 22:00.

E conclude: “Nestlé si scusa per la preoccupazione che questa situazione può rappresentare e conferma di aver intrapreso le misure cautelative necessarie, rimanendo a completa disposizione in caso di necessità. L’azienda ribadisce che la sicurezza, la qualità dei prodotti e la salute dei consumatori, ancora di più dei neonati, sono da sempre la massima priorità”.

Quali sono i prodotti coinvolti nel richiamo?

Il richiamo non è un evento isolato, ma l’estensione di un’allerta già iniziata a dicembre 2025. In Italia, i prodotti interessati appartengono alle linee più diffuse e sono venduti in catene come Carrefour, Basko, Tigros e dm-Drogerie Markt.

Ecco i lotti richiamati in via precauzionale:

I rischi per la salute

Non è stata resa nota la causa effettiva del richiamo in Italia, ma intanto in altri Paesi europei si sta procedendo come già iniziato lo scorso dicembre, seppur in sordina.

Come riporta il Corriere del Ticino, al centro dell’allerta ci sarebbe la possibile presenza del Bacillus cereus e della sua tossina, la cereulide. Individuato in soli due lotti (non in Italia), si tratta di un batterio che può causare tossinfezioni alimentari, manifestandosi principalmente attraverso la sindrome emetica e la sindrome diarroica.

Queste informazioni sono tratte dalle indagini e dai controlli effettuati dalle autorità dell’Austria, uno dei Paesi europei coinvolti nel richiamo insieme a Germania, Danimarca e Svezia. L’origine del problema non sarebbe negli stabilimenti Nestlé, ma in un “difetto tecnico di pulizia” presso un fornitore esterno di ingredienti.

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