Femminicidio di Ilaria Sula, Mark Samson condannato all’ergastolo

Riconosciute tutte le aggravanti a Mark Samson per il femminicidio di Ilaria Sula. Il prossimo passo della difesa e la reazione dei genitori della giovane: "Il vero ergastolo lo viviamo noi"

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Giorgia Sdei

Giornalista esperta di spettacolo

Laureata in Scienze Filosofiche con master in comunicazione per lo spettacolo è giornalista pubblicista dal 2023. Scrive di tutto quello che passa per uno schermo, grande o piccolo che sia.

Per Mark Samson è arrivata la condanna all’ergastolo. La Corte d’Assise di Roma ha pronunciato la sentenza di primo grado per il femminicidio di Ilaria Sula, la studentessa di 22 anni uccisa nella primavera del 2025. Il giovane, ex fidanzato della vittima e reo confesso, non ha assistito alla lettura del verdetto.

I giudici hanno riconosciuto tutte le aggravanti sostenute dall’accusa, compresa quella che aveva animato maggiormente il confronto in aula: la premeditazione. La decisione è arrivata al termine di un processo seguito passo dopo passo dalla famiglia e dagli amici di Ilaria, presenti anche nel giorno della sentenza.

Ergastolo per Mark Samson, le parole dei genitori di Ilaria Sula

Per Flamur e Gezime Sula, papà e mamma di Ilaria Sula, la condanna segna un punto importante sul piano giudiziario, ma non può ovviamente colmare l’assenza della figlia né attenuare il dolore per la sua perdita.

“È stata fatta giustizia ma l’ergastolo vero ce lo abbiamo noi, io e mia moglie”, ha detto il padre subito dopo la decisione dei giudici. Una frase che restituisce il peso di una perdita con cui la famiglia dovrà continuare a convivere.

Anche la madre della giovane donna uccisa ha voluto parlare, scegliendo di trasformare il dolore in un messaggio rivolto soprattutto ai più giovani. “Bisogna rispettare le ragazze, bisogna dare loro amore, non violenza”, ha dichiarato. Poi un pensiero per Ilaria: “Penso che adesso mia figlia merita di stare lassù in pace”.

Accanto alla famiglia c’erano amici e persone vicine alla 22enne, mentre dall’Università La Sapienza, dove la ragazza studiava, è arrivata una lettera di solidarietà indirizzata ai genitori.

Femminicidio di Ilaria Sula, cosa ha convinto i giudici

La premeditazione è stata uno dei punti decisivi del processo. Per l’accusa, l’omicidio di Ilaria Sula non sarebbe nato da un impulso improvviso, ma sarebbe maturato prima di quella mattina. A sostenere questa ricostruzione hanno contribuito diversi elementi portati in aula, compresi alcuni messaggi attribuiti a Samson.

Ilaria si trovava nell’appartamento romano dell’ex fidanzato quando venne uccisa. Quello che accadde dopo ha avuto un peso importante nella ricostruzione della vicenda: il corpo della 22enne venne chiuso in una valigia e portato lontano dall’abitazione, fino a una scarpata fuori Roma.

Anche nelle ore e nei giorni successivi, Samson avrebbe cercato di non attirare l’attenzione su di sé. Mentre la famiglia Sula cercava disperatamente notizie della ragazza, lui si mostrò vicino ai genitori e tentò di apparire estraneo alla sua scomparsa.

Sul fronte giudiziario è già arrivata anche una condanna per la madre dell’imputato, che ha patteggiato due anni per il coinvolgimento nell’occultamento del corpo.

La difesa di Samson annuncia il ricorso

Sul riconoscimento della premeditazione resta però netta la posizione degli avvocati di Samson, che durante il processo avevano chiesto di escludere le aggravanti e di valutare le attenuanti generiche.

Dopo il verdetto, il legale Alessandro Pillitu ha confermato i dubbi della difesa: “Riteniamo che l’omicidio non sia premeditato”. Prima di muovere il prossimo passo sarà necessario leggere le motivazioni della Corte, ma l’orientamento è già chiaro: “Quasi sicuramente faremo appello“. La sentenza di Rebibbia apre così una nuova fase giudiziaria.

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