Auricolari wireless: come scegliere quelli giusti

Non si tratta più solo di sentire musica: gli auricolari sono diventati compagni di vita quotidiana e sceglierli bene fa una differenza enorme.

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Laura Fasano

Divulgatrice e Content Creator di tecnologia

Conosciuta come TecnoLaura, sono una tech blogger, content creator e divulgatrice esperta di cultura digitale che racconta in modo pratico e semplice come tecnologia e innovazione possono migliorare la vita di tutti, sviluppando risorse, opportunità e benessere.

C’è un momento preciso in cui ti rendi conto che i tuoi auricolari non vanno più bene. Magari sono quelli che usi da due anni, li hai comprati un po’ a caso e hanno sempre fatto il loro lavoro.

Poi un giorno li metti per una call e la collega ti dice “ti sento malissimo”, oppure li indossi in treno e il rumore del motore copre tutto, o ancora li tieni per tre ore di fila e l’orecchio comincia a fare male.

Non è sfortuna: è che ogni auricolare è progettato per un contesto specifico, e quello che funziona per la corsa mattutina non è lo stesso che funziona per le riunioni in videoconferenza o per addormentarsi la sera.

Il mercato nel 2026 si è frammentato in categorie molto precise, ognuna delle quali risponde a un’esigenza diversa. Capire quale fa al caso tuo prima di acquistare non è questione da tecnici: ecco le nuove tendenze e una guida per sceglierli.

Open-ear: rimanere in contatto con l’ambiente

La categoria che cresce più velocemente nel 2026 è quella degli auricolari open-ear… e non è un caso. La loro idea di fondo è semplice quanto potente: perché isolarsi dal mondo quando puoi ascoltare musica e sentire comunque quello che succede intorno a te?

Sotto questa etichetta convivono forme molto diverse tra loro. Ad esempio, ci sono i modelli a conduzione ossea, come gli Shokz OpenRun Pro 2, che trasmettono il suono attraverso lo zigomo senza toccare il condotto uditivo: sono i preferiti da chi fa sport all’aperto perché permettono di sentire il traffico e l’ambiente circostante.

I modelli con archetto ergonomico, come gli Xiaomi OpenWear Stereo Pro, si appoggiano sul padiglione con un filo ultrasottile in titanio regolabile, tre punti di contatto e un sistema anti-dispersione sonora che riduce la fuoriuscita dell’audio verso chi sta accanto.

Nothing Ear (open)
Auricolari senza fili con Tecnologia Open Sound, Due microfoni + AI Clear Voice, 30 ore di riproduzione musicale ed EQ avanzato

Ma la forma più originale è quella a clip stile orecchino, come i Huawei FreeClip: 5,6 grammi per lato, intercambiabili (non dovrai più cercare L o R perché uno vale l’altro) e un design che sembra un gioiello più che un gadget.

I Nothing Ear Open, infine, aggiungono la tecnologia Sound Seal System, che annulla le onde sonore verso l’esterno garantendo privacy audio nonostante l’orecchio sia completamente libero.

Il limite comune resta uno: in ambienti molto rumorosi bisogna alzare il volume e sperare che sia sufficiente per coprire i suoni esterni.

Anker, nothing
Gli auricolari open ear sono il trend degli ultimi anni

Le tre tecnologie che fanno davvero la differenza

Prima di guardare il prezzo o la marca, ci sono tre funzioni che vale la pena capire perché incidono concretamente sull’esperienza quotidiana.

La prima è l’ANC (cancellazione attiva del rumore): crea un “silenzio artificiale” analizzando i suoni circostanti e generando onde contrarie che li neutralizzano. È fondamentale se viaggi spesso in treno o aereo, lavori in open space o semplicemente vuoi concentrarti senza isolarti fisicamente.

I modelli di ultima generazione come i Sony WF-1000XM6 o i Bose QuietComfort Ultra, ad esempio, usano algoritmi predittivi che analizzano i rumori migliaia di volte al secondo, distinguendo quali abbattere (il motore di un aereo) e quali lasciar passare (una voce che ti chiama).

Bose, JBL
I modelli più pregiati sono dotati di tecnologie avanzate

La seconda è la modalità trasparenza, cioè l’esatto opposto dell’ANC. I microfoni trasmettono i suoni esterni nelle cuffie, così puoi ascoltare musica e sentire comunque una conversazione o un annuncio in stazione senza toglierti nulla.

La terza è il multipoint Bluetooth: permette di collegare gli auricolari a due dispositivi contemporaneamente, per esempio PC e smartphone, con cambio automatico dell’audio quando arriva una chiamata.

Ormai si trova anche su auricolari più accessibili, come i JBL Wave Beam 2 e se lavori con laptop e telefono sempre aperti, è una comodità a cui difficilmente rinuncerai dopo averla provata.

Hearables: l’auricolare diventa un dispositivo per la salute

Il confine tra auricolare e strumento di monitoraggio della salute si sta man mano assottigliando e questa è forse la tendenza più interessante del 2026.

I cosiddetti hearables integrano sensori biometrici direttamente nell’orecchio, dove le misurazioni sono spesso più precise che al polso, in quanto il condotto uditivo è vicino ai vasi sanguigni e meno esposto a movimenti che falsano i dati.

Gli Apple AirPods Pro 3, presentati a fine 2025, ad esempio integrano un sensore cardiaco e funzionalità per il monitoraggio della salute uditiva, portando il concetto di “auricolare medico” nel mainstream.

Bose QuietComfort Ultra
Bluetooth auricolari (2ª Gen), auricolari wireless con cancellazione del rumore, fino a 6 ore di autonomia, IPX4, audio immersivo, bassi profondi, oro del deserto

I Bose QuietComfort Earbuds II e i nuovi Galaxy Buds4 Pro vanno in una direzione diversa ma ugualmente interessante: integrano un sistema capace di calibrare il suono e la cancellazione del rumore sulla forma specifica del tuo condotto uditivo, rendendo ogni coppia unica per chi la usa.

Sul fronte dell’intelligenza artificiale, alcuni modelli consentono già traduzioni simultanee in oltre 100 lingue direttamente nell’orecchio, senza aprire app o guardare lo schermo. Non sono ancora di uso quotidiano per la maggior parte delle persone, ma la direzione è tracciata.

Samsung, Apple, Sony
Alcuni modelli di auricolari, tra cui Samsung Galaxy Buds 4

Per chi ama la musica: audio lossless e driver ibridi

Fino a qualche anno fa, scegliere gli auricolari wireless significava accettare una perdita di qualità audio rispetto al cavo. Oggi non è più così, e chi ama ascoltare musica in modo consapevole ha finalmente alternative valide.

I codec di nuova generazione come aptX Lossless e Snapdragon Sound permettono di trasmettere audio con qualità CD senza compressione udibile, una soglia che fino a poco tempo fa era irraggiungibile in wireless.

I Technics EAH-AZ100, per esempio, utilizzano driver a fluido magnetico che garantiscono una fedeltà sonora eccezionale, con connessione multipoint a tre dispositivi simultanei e supporto Hi-Res.

I Sennheiser MOMENTUM True Wireless 4 portano Bluetooth 5.4 con aptX Lossless e ANC adattivo, con un’autonomia totale di 30 ore. Sono auricolari pensati per chi vuole sentire ogni dettaglio di una traccia, dalla texture delle percussioni alla spazialità degli archi, senza dover stare seduti davanti a un impianto Hi-Fi.

Il limite è il prezzo, generalmente sopra i 200 euro, ma per chi ascolta musica ogni giorno è un investimento che si percepisce a ogni utilizzo.

Sleepbuds: il gadget che aiuta a dormire meglio

Esiste una categoria di auricolari che non si usa durante il giorno: sono gli sleepbuds, progettati esclusivamente per il riposo notturno e meritano un discorso a parte.

Sono così piccoli e piatti da non dare fastidio anche se si dorme con l’orecchio sul cuscino e non riproducono musica normale: possono “mascherare” i rumori disturbanti, come il traffico, il vicino rumoroso o il partner che russa, con rumore bianco, suoni naturali o frequenze studiate per favorire il rilassamento.

I Bose Sleepbuds e i Soundcore Sleep A30 II sono esempi di questa categoria: progettati specificamente per questo scopo, con suoni precaricati e un’app dedicata per personalizzare l’esperienza.

Soundcore Auricolari Sleep A30
Cuffie per il Sonno con Cancellazione Attiva del Rumore, Sistema Adattivo di Mascheramento del Russare, Massimo Comfort per Sonno Laterale

Non sono adatti per ascoltare podcast o musica normale durante il giorno, ed è giusto saperlo prima di acquistarli. Sono uno strumento monofunzione, ma per chi ha problemi di sonno legati al rumore esterno, o per chi condivide lo spazio con qualcuno che ha ritmi diversi, la differenza che fanno è reale e misurabile sulla qualità del riposo.

Il design ultra-sottile li rende anche più igienici rispetto agli auricolari tradizionali, che non andrebbero mai portati per molte ore consecutive.

Anker, bose
Auricolari per dormire: sono incredibilmente efficaci

Come scegliere: la guida rapida per contesto d’uso

Non esiste l’auricolare perfetto in assoluto, ma esiste quello perfetto per come vivi e per le tue attività quotidiane. Ecco un orientamento pratico:

Un’ultima cosa prima di acquistare i tuoi prossimi auricolari: se li porti per molte ore consecutive ogni giorno, privilegia sempre il comfort rispetto alle specifiche tecniche.

Un auricolare con ANC eccellente che fa male dopo due ore è semplicemente inutilizzabile. Se puoi, prova sempre prima di comprare: la forma dell’orecchio è diversa per ognuno e nessuna recensione può dirti davvero se un modello è giusto per te.

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