Il Natale è alle porte: anche se ancora non ci sembra vero, non manca poi molto al 25 dicembre e questo significa che bisogna iniziare a pensare ai regali da fare ad amici e parenti, per non ridurci sempre all’ultimo minuto. Per evitare che anche quest’anno alcuni di essi finiscano nel dimenticatoio prima ancora che arrivi l’Epifania c’è solo un modo: puntare su qualcosa di davvero originale!
Magari qualcosa da fare a casa con pochi oggetti di recupero e che poi si possa sfoggiare tutto l’anno, meglio ancora con una vita propria. Il regalo perfetto fai-da-te, economico, facile e amico dell’ambiente esiste e si chiama bee hotel, un piccolo rifugio pensato per alcune specie di api selvatiche, per aiutarle a sopravvivere.
Per realizzarlo basta guardare quello che abbiamo già in casa, in garage o in giardino: pezzi di legno non trattato, vecchie canne di bambù, rami cavi e piccoli ceppi possono trasformarsi nel regalo perfetto per chi ama la natura. Costruirlo durante l’inverno ha anche un vantaggio: permette di sistemarlo con calma e averlo pronto quando, con l’arrivo della bella stagione, gli insetti impollinatori tornano più attivi. E oltre all’aspetto decorativo c’è una ragione concreta per cui vale la pena provarci.
Indice
Cos’è un bee hotel e perché può diventare il regalo di Natale perfetto
Il nome può trarre in inganno ma attenzione, un bee hotel non è una piccola arnia e non serve ad attirare sciami di api da miele. Molte api selvatiche conducono infatti una vita solitaria e, invece di abitare in una colonia, cercano piccoli spazi nei quali deporre le uova.
In natura possono utilizzare cavità già presenti nel legno, fusti vuoti, canne, piccoli fori nelle rocce o nel terreno. Nei nostri giardini e nelle città, però, questi rifugi non sono sempre facili da trovare. Il bee hotel prova semplicemente a ricrearne alcuni in uno spazio piccolo e protetto.
Ecco perché può essere una bella idea soprattutto per chi possiede un giardino, un terrazzo o un balcone pieno di fiori. Non occorrono grandi superfici perché quello che conta è trovare un punto tranquillo, assolato e riparato dalla pioggia.
Come regalo di Natale, poi, ha dalla sua diversi punti a favore. È personalizzabile, può essere realizzato quasi interamente con materiali di recupero e lascia parecchio spazio alla creatività. Una cassetta di legno può diventare la struttura principale, mentre canne e piccoli tronchetti possono comporre l’interno. Chi ama il fai-da-te può costruire una vera casetta con tanto di tetto, mentre per una versione più semplice è sufficiente creare una struttura solida in grado di proteggere bene il contenuto.
La regola più importante è evitare di privilegiare l’estetica a scapito della funzionalità. Vernici vistose e decorazioni possono essere divertenti all’esterno, ma la parte destinata alla nidificazione dovrebbe essere composta da materiali naturali e legno non trattato.
Come costruire un bee hotel con quello che hai già in casa
Per cominciare serve un contenitore che faccia da struttura. Può essere una piccola scatola di legno, una vecchia cassetta recuperata o una cornice abbastanza profonda. Chi se la cava con martello e chiodi può anche assemblarla da zero utilizzando assi avanzate da altri lavori.
Non ci sono misure da seguire, basta che la struttura abbia abbastanza profondità da ospitare bene canne e piccoli tronchetti e che non sia troppo esposta all’acqua. Un tetto leggermente sporgente, anche molto semplice, aiuta già a proteggere l’interno nei giorni di pioggia. A questo punto arriva la parte più divertente: riempire l’hotel.
Uno dei materiali più facili da utilizzare è il bambù secco. Le canne possono essere tagliate in segmenti, facendo attenzione che ogni tubicino non rimanga aperto da entrambe le parti. Vanno bene anche canne palustri e rami cavi, purché siano asciutti, integri e privi di spaccature.
Vale la pena alternare tubicini più stretti e altri più larghi. Le api selvatiche non sono tutte uguali e, proprio come noi quando scegliamo una casa, possono avere preferenze diverse. Meglio quindi evitare una parete di fori tutti identici e creare invece un piccolo mosaico di misure.
Un’altra possibilità consiste nell’utilizzare blocchetti o piccoli ceppi di legno nei quali praticare alcuni fori con il trapano. L’idea è creare cavità abbastanza profonde da risultare riparate, ma senza trasformarle in veri e propri tunnel passanti: dietro deve rimanere una parete di legno.
Una volta preparati tutti gli elementi, basta inserirli nella struttura uno accanto all’altro, abbastanza stretti da non muoversi. Dividere la casetta in piccoli scomparti può rendere l’operazione più semplice e permette anche di alternare materiali differenti.
Dove metterlo in casa o nel giardino
Una volta terminato il lavoro, resta da decidere dove sistemarlo per far sì che venga effettivamente utilizzato. Meglio evitare il pavimento o gli angoli molto bassi e umidi. Una parete, una staccionata o un supporto stabile rialzato da terra sono soluzioni decisamente più adatte, l’importante è che la struttura non oscilli con il vento e resti ben ferma.
Anche il sole conta. Un punto che riceve luce nelle prime ore della giornata è generalmente una buona scelta, soprattutto se l’ingresso del rifugio non è nascosto da foglie, vasi o rami. In pratica, il bee hotel dovrebbe avere davanti a sé uno spazio abbastanza libero e luminoso.
E se nelle vicinanze ci sono fiori e piante amate dagli impollinatori, ancora meglio. Lavanda, erbe aromatiche e altre fioriture possono rendere il balcone o il giardino più invitante e, allo stesso tempo, più bello da vivere.
Come capire se è stato scelto dalle api
Dopo aver sistemato l’hotel, arriva la parte che richiede più pazienza: aspettare. In primavera e in estate può capitare di osservare piccole api entrare nelle cavità trasportando polline, frammenti di foglie o materiale simile al fango. Sono proprio alcuni di questi elementi a essere utilizzati per organizzare e chiudere le celle nelle quali vengono deposte le uova.
Un indizio ancora più evidente è vedere l’imboccatura di qualche foro sigillata. In quel caso il consiglio è semplice: non toccare nulla e lasciare che il ciclo naturale faccia il suo corso.
Di tanto in tanto, però, la casetta va controllata. Il legno deve restare stabile, il tetto deve continuare a riparare bene l’interno e le canne più rovinate possono essere cambiate quando iniziano a deteriorarsi. Non serve farlo ogni stagione, basta intervenire quando i materiali mostrano chiaramente i segni del tempo.
Ed è proprio questa piccola evoluzione a rendere il regalo ancora più carino. A Natale si consegna una casetta costruita a mano e qualche mese dopo, con un po’ di fortuna, si può scoprire insieme se qualcuno ha deciso di trasferirsi. Per chi ama piante, giardini e piccoli progetti fai-da-te, è difficile chiedere a un pacchetto sotto l’albero qualcosa di più.