Gloriosa Superba, come si coltiva e quando fiorisce

I suoi petali sembrano fiamme sospese a mezz'aria e si arrampica con eleganza: ecco come coltivare la Gloriosa Superba e farla fiorire tutta l'estate

Pubblicato:

Serena De Filippi

Lifestyle Editor

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La Gloriosa Superba ha dei petali davvero particolari, perché si arricciano all’indietro come fiamme sospese a mezz’aria, accendendosi di rosso e giallo; il portamento è quello di una rampicante ed è un piccolo spettacolo tropicale che possiamo permetterci anche dalle nostre parti. Ma come si coltiva? È davvero adatta al nostro clima? Quando fiorisce e quanto dura lo spettacolo? Andiamo per ordine, perché questa pianta necessita di qualche attenzione un po’ speciale.

Cos’è la Gloriosa Superba e le caratteristiche

Arriva da molto lontano: è originaria delle regioni tropicali dell’Africa e dell’Asia, e in particolare cresce in modo spontaneo nelle zone calde del subcontinente indiano. Da quei territori porta con sé un fascino esotico che si sente subito, già dal nome popolare con cui la chiamano in tante parti del mondo: giglio rampicante, oppure giglio del Malabar.

Una precisazione, perché è bene saperlo: non è un giglio. È una bulbosa, sì, ma appartiene alla famiglia delle Colchicaceae. Il soprannome le è stato dato per via dell’eleganza dei fiori, che ricordano vagamente quelli dei gigli ma con un movimento unico. I tepali, che sono sei, si rovesciano indietro in modo teatrale e i lunghissimi stami sporgono in avanti come piccole antenne.

Essendo una rampicante, arriva a un metro e mezzo, in certi casi anche due metri. Si arrampica con piccoli viticci posti all’estremità delle foglie, che si attorcigliano a qualunque cosa trovino: un traliccio, una pergola, una rete, un tutore, ed è ottima dunque per ricreare un effetto scenografico anche su uno spazio piccolo, perché occupa poca terra ma tantissima aria.

Nei vivai si trova spesso la Rothschildiana, molto amata per il contrasto acceso dei fiori e adatta anche a chi vuole iniziare con la varietà più scenografica. Una nota botanica da tenere sempre a mente: tutte le parti della pianta, bulbo compreso, sono tossiche se ingerite. Quindi attenzione con bambini piccoli e animali domestici curiosi, e i guanti sono indispensabili quando manipoliamo i bulbi.

Come coltivare la Gloriosa Superba

Sebbene non sia una pianta notoriamente difficile, chiede attenzione su pochi punti precisi. La messa a dimora si fa in primavera, quando il freddo è ormai passato e il suolo non è più gelido; in genere il periodo utile va dalla fine dell’inverno ad aprile. I bulbi della Gloriosa sono allungati, un po’ a forma di “V”, e vanno sistemati poco sotto la superficie, senza interrarli troppo; se si riconosce il punto da cui partirà il germoglio, conviene orientarlo verso l’alto. Tra una pianta e l’altra lasciamo spazio sufficiente perché possa svilupparsi senza competere.

La posizione

Sì al caldo e alla luce abbondante, perché la posizione ideale è in pieno sole, soprattutto nelle regioni del nord dove l’estate non è mai eccessiva. In Centro e Sud Italia, dove invece luglio e agosto possono mettere maggiormente alla prova il nostro amato verde, una mezz’ombra leggera nelle ore centrali della giornata non guasta affatto. L’importante è che riceva sole diretto per buona parte del mattino o del tardo pomeriggio.

C’è poi un’altra cosa di cui ha bisogno e che è facile dimenticare: il riparo dai venti freddi. La Gloriosa viene dai tropici e non sopporta le correnti gelide, quindi se viviamo in zone esposte ai venti del nord è meglio metterla in un angolo riparato, magari accanto a un muro che accumula calore o sotto una pergola che la protegga senza ombreggiarla troppo. Ottima sul terrazzo e anche in giardino purché ci sia un supporto a cui aggrapparsi.

Il terreno e la concimazione

Odia l’acqua stagnante intorno al bulbo, ed è il suo nemico numero uno, perché marcisce in pochissimo tempo se resta a contatto con un terreno fradicio. Per evitare problemi, prepariamo il substrato con cura. Un buon terriccio universale di qualità va benissimo come base, ma va alleggerito mescolandolo con materiali drenanti: la pietra pomice è perfetta, vanno bene anche l’argilla espansa, la sabbia grossolana o un po’ di ghiaia mescolata in profondità. Se il nostro terreno è particolarmente argilloso o pesante, conviene esagerare con questi inserti. Per chi la coltiva in vaso, qualche pezzo di coccio sul fondo del contenitore tiene liberi i fori di scolo.

Sulla concimazione il discorso è semplice. Al momento dell’impianto mescoliamo al terreno un concime granulare a lenta cessione, di quelli specifici per bulbose: rilascia i nutrienti gradualmente e accompagna la pianta per tutta la stagione. Durante la fioritura possiamo dare anche un concime liquido per piante fiorite ogni due settimane, diluito nell’acqua di irrigazione.

L’irrigazione

Il suo terreno deve essere fresco e leggermente umido durante la stagione di crescita e di fioritura, ma mai zuppo. In primavera ed estate possiamo innaffiarla con regolarità, una volta a settimana se non piove, di più nelle giornate molto calde se è in vaso. Il terreno deve poter asciugare leggermente tra un’innaffiatura e l’altra.

Una piccola attenzione: bagniamo alla base, non sulle foglie. L’acqua sui fiori, soprattutto sotto il sole, può provocare piccole bruciature sui petali, e ai suoi fiori vogliamo riservare ogni cura. Verso fine estate, quando la pianta inizia a entrare in riposo, riduciamo gradualmente le innaffiature fino a sospenderle del tutto.

Il periodo di fioritura

Eccoci al momento più atteso: la Gloriosa Superba fiorisce in estate piena, generalmente da fine giugno fino a settembre, con il picco tra luglio e agosto. Ogni singolo fiore può durare diverse settimane sulla pianta, e i fiori si aprono in successione, non tutti insieme: uno spettacolo che ci accompagna per buona parte della stagione calda.

Per favorire una fioritura più lunga e abbondante c’è un piccolo gesto da non dimenticare: rimuovere i fiori appassiti mano a mano che si esauriscono. La pianta, anziché investire energie nella produzione dei semi, le indirizza verso nuovi boccioli.

A fine stagione non tagliamo subito tutto: la parte verde deve completare il suo ciclo. Dove l’inverno è freddo, i bulbi si possono togliere dal terreno e tenere al riparo fino alla primavera successiva, quando torneranno in terra per ricominciare il loro piccolo spettacolo di fiamme danzanti.

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