Fertilizzante naturale con l’acqua di ammollo delle lenticchie, come prepararlo e usarlo

Con l'acqua di ammollo delle lenticchie si può preparare un boost per le piante, un fertilizzante naturale: ecco come fare

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Serena De Filippi

Lifestyle Editor

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Quante volte abbiamo buttato l’acqua in cui avevamo messo a mollo le lenticchie, senza pensarci due volte? Praticamente sempre. È in realtà un concentrato di sostanze che fanno bene alle nostre piante in modo del tutto naturale, e c’è una spiegazione concreta dietro tutto questo.

Come preparare il fertilizzante naturale usando l’acqua di ammollo delle lenticchie

Partiamo da un punto fermo: tecnicamente non si tratta di un fertilizzante in senso stretto, ma di un biostimolante, quindi stimola i processi naturali della pianta, la incoraggia a crescere meglio, a sviluppare radici più robuste, a fiorire con più slancio. Il principio attivo in questo caso sono le auxine: ormoni vegetali presenti in natura, e in quantità importanti nei germogli delle lenticchie. La più potente tra queste si chiama acido 3-indolacetico, e per quanto il nome suoni complicato, è un sostegno extra alla pianta per crescere. Il procedimento richiede qualche giorno, ma non è per nulla difficile ed è alla portata di tutti, basta seguirlo con attenzione.

Si parte con le lenticchie secche (meglio scegliere quelle di dimensioni più grandi) e si mettono in ammollo rispettando questa proporzione precisa: una parte di lenticchie e quattro parti di acqua. L’acqua, possibilmente, povera di calcare. Si lascia riposare per 8-12 ore in un posto arieggiato, lontano dalla luce diretta del sole.

Quando scoliamo le lenticchie, quell’acqua non va buttata. Va conservata in frigorifero, subito, per bloccare la formazione di muffe. Le lenticchie scolate invece le copriamo e le mettiamo in un posto caldo e poco illuminato. Qui cominciano a fare la cosa più interessante: germinare. Dopo circa tre giorni spunterà da ognuna una piccola radice bianca o giallastra. Aspettiamo che quasi tutte le lenticchie abbiano germogliato: è in quel momento che le auxine sono al massimo della concentrazione.

Riuniamo le lenticchie con l’acqua tenuta in frigo, aspettiamo altre 24 ore e poi frulliamo tutto fino a ottenere un composto lattiginoso dal profumo erbaceo e pungente. Per filtrarlo, le garze di cotone da farmacia sono perfette: il colino tradizionale non funziona bene, perché disperde troppo liquido. Si strizza forte, si raccoglie il liquido e si conserva in frigorifero. Va usato in pochi giorni perché si degrada rapidamente.

Come usare il biostimolante

Le modalità di utilizzo cambiano in base a quello che vogliamo ottenere, e le diluizioni vanno rispettate. Usarlo puro sarebbe un errore: troppo concentrato risulterebbe inutile, se non controproducente.

Per stimolare la crescita delle radici – utilissimo quando trapiantiamo o rinvasiamo – si diluisce con un rapporto da 1 a 3 fino a 1 a 5 in acqua. Per uno stimolo generale alla crescita della pianta, si va da 1 a 5 fino a 1 a 10. Chi vuole provare la fertilizzazione fogliare può diluire a 1 a 10; successivamente dobbiamo vaporizzare direttamente sulle foglie. La parte che assorbe meglio è la pagina inferiore: mettiamo in pratica il procedimento quando la pianta non è in piena esposizione al sole. Per l’irrigazione diretta al terreno, invece, la diluizione giusta è 1 a 5: anche in questo caso la costanza torna utile, poiché dobbiamo programmare l’intervento ogni 15-20 giorni. In ogni caso, la filosofia zero sprechi, anche in balcone, funziona sempre.

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