Bouganville, gelsomino e glicine trasformano il pergolato in una stanza a cielo aperto

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Chiara Guarino

Service e product designer

Designer del prodotto con un occhio allenato a cogliere dettagli, finiture e armonie tra estetica e funzionalità. Crede che la bellezza stia nelle relazioni ben calibrate tra le cose.

Nell’architettura d’interni contemporanea il confine tra dentro e fuori è ormai un’illusione ottica. Le vetrate si aprono, i pavimenti fluiscono senza interruzioni verso l’esterno e il giardino diventa a tutti gli effetti una stanza in più. In questa fluidità, il pergolato non è un semplice riparo dal sole, ma un vero elemento architettonico, un soffitto a cielo aperto che definisce il volume del dehors. Rivestirlo con le piante rampicanti significa fare interior design con la natura, usando foglie e fiori come tessuti, tendaggi e sculture. Tre protagonisti dominano la scena del design botanico per esterni: la bouganville, il gelsomino e il glicine, ciascuno con un’identità visiva e sensoriale capace di cambiare lo stile della casa.

La bouganville

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Muri bianco calce e legno blu: la bouganville dà il meglio di sé su fondi neutri

Se l’obiettivo è uno spazio dal forte impatto scenografico, dal sapore boho-chic o profondamente mediterraneo, la bouganville è la scelta d’elezione. Originaria del Sud America, non produce veri fiori vistosi ma brattee dai colori accesi e saturi: magenta, viola, rosso fuoco, ma anche bianco puro o arancio albicocca. Richiede sole diretto ed esige contrasto.

Il suo potenziale estetico tocca l’apice accostata a superfici otticamente silenziose: immaginala arrampicata su un pergolato verniciato di bianco calce, tipico dell’architettura cicladica o pugliese, o appoggiata a pilastri in muratura grezza.

Sotto un soffitto di bouganville prediligi mobili in legno sbiancato, rattan naturale, cuscini in lino grezzo e ceramiche smaltate a tinte unite: l’intensità della pianta fa da sola tutto il lavoro decorativo, il resto dell’ambiente resta un palcoscenico neutro.

Il gelsomino

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Fiori bianchi a stella e foglie lucide sempreverdi: il falso gelsomino veste il muro tutto l’anno

Mentre la bouganville aggredisce lo spazio con il colore, il gelsomino, in particolare il diffusissimo e resistente Trachelospermum jasminoides o falso gelsomino, lavora per sottrazione e agisce sul piano sensoriale. Il fogliame è scuro, lucido, fitto e sempreverde, con una copertura totale per tutto l’anno. È il rampicante perfetto per ambienti moderni e minimalisti: le foglie scure creano una texture geometrica e compatta che si sposa con pergolati dalle linee squadrate in alluminio antracite, ferro nero o acciaio. Ma il suo vero segreto è l’impatto olfattivo.

Tra maggio e luglio la fioritura bianca a stella riflette la luce lunare e sprigiona un profumo inebriante. Sotto un pergolato di gelsomino inserisci arredi dalle linee pulite, lounge-bed bassi e un’illuminazione soffusa dal basso o lanterne a pavimento: l’esperienza sarà immersiva e rilassante, simile a quella di una spa di lusso.

Il glicine

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Ferro battuto e glicine: un abbinamento classico dal sapore romantico

Il glicine (Wisteria) non è un semplice rampicante: ha un fascino decadente, romantico e maestoso. I grappoli lilla, viola o bianchi cadono a cascata creando l’effetto di un lampadario naturale. È però una pianta forte, il cui fusto si attorciglia e ingrossa fino a diventare un tronco scultoreo capace di piegare strutture esili. Per la sua forza e il suo peso richiede pergolati massicci, che diventano parte integrante del design: dimentica le strutture leggere in alluminio e opta per pesanti travi in legno massello, possibilmente invecchiato, o pilastri in acciaio Corten, la cui ruggine naturale contrasta meravigliosamente con il verde chiaro e il lilla.

Sul piano della vivibilità è una pianta spogliante: d’inverno lascia passare il sole e scalda l’ambiente, d’estate il fogliame leggero crea una dappled shade, la luce più bella per pranzare all’aperto. Sotto un pergolato di glicine l’arredo ideale richiama la tradizione: un grande tavolo fratino in legno di recupero, sedie in ferro battuto stile bistrot francese o sedute in midollino dal sapore cottagecore sofisticato.

Creare una stanza all’aperto con un pergolato fiorito è un atto di pazienza e visione progettuale. Le piante richiedono tempo per avvolgere la struttura, ma il risultato trasforma radicalmente l’esperienza abitativa.

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