Che si visiti il Giardino Esotico di Monaco in estate, pieno inverno o nelle mezze stagioni, questo luogo non delude mai. E da quando ha riaperto i battenti, lo scorzo 30 marzo, dopo una solenne ristrutturazione durata anni, ai turisti in visita aspettano solo meraviglie.
Già, il Jardin Exotique monegasco è infatti un punto di riferimento per quattro tipologie di visitatori. Per chi è alla ricerca di un posto immerso nel verde, tra specie botaniche rare, chi apprezza gli appuntamenti con la storia preistorica, chi gradisce i tour speleologici e chi non perde occasione di scattare foto da copertina.
Ma spiegheremo meglio ogni sfumatura tra un attimo, portandovi in viaggio con noi tra le bellezze di questo pittoresco angolo di Costa Azzurra. Ciò che però vogliamo svelare prima è che il Giardino Esotico di Monaco ha una storia che affonda le sue radici verso fine ‘800.
Per la fondazione vera e propria dobbiamo invece aspettare la prima metà del secolo scorso, in pieno regno di Luigi II. E risale invece al 1950 l’apertura al pubblico della Grotta dell’Osservatorio, un altro tassello che ha reso il Giardino famoso in tutto il mondo.
Indice
Jardin Exotique: storia della perla verde di Monaco
Il Giardino Esotico di Monaco, come accennato, non è solo un parco botanico, ma una vera opera di ingegneria verticale. Si tratta infatti di un santuario verde dove trovano rifugio specie arboree rare, ma è anche una struttura che ha sfidato le ardue leggi della roccia.
L’architettura del Jardin Exotique, definito spesso come un giardino sospeso, ha avuto il pregio di trasformare una parete di pietra calcarea in un percorso calpestabile. Per renderlo accessibile, si è infatti provveduto a creare una struttura di scavi, ponti e terrazze, con un imponente sviluppo verticale per 50 metri di dislivello.
Chi lo visita si trova rapito da un fitto sistema labirintico, composto da balconate panoramiche incastonate nella roccia. E il bello è che il distacco tra la pietra naturale e il cemento armato non si coglie, in quanto il secondo è stato modellato a mano per mimare la prima.
Il trucco ha funzionato e ha permesso, sin dagli anni ’30, epoca della fondazione dei Giardini, di nascondere pilastri di sostegno, tubature e mimetizzare scale e corrimano. Non solo, perché questo stratagemma ha anche consentito di creare tasche artificiali di terra dove le radici delle piante potessero attecchire.
Le origini dei Giardini
In origine, le Jardin Exotique de Monaco, non era altro che un progetto floreale dell’allora giardiniere del Principato, Augustin Gastaud. A fine ‘800, questo professionista del verde, ebbe l’originale idea di tappezzare le scogliere di Les Révoires di piante succulente.
In quell’epoca le specie botaniche grasse erano considerate una rarità esotica, quindi la scelta di coltivarle in loco contribuiva a dare a Monaco un’aura di esclusività e ricercatezza. Ma è nel 1912 che le cose iniziano a cambiare, quando il Principe Alberto I decide di conferire a questa collezione un decoro più istituzionale.
I lavori, seguiti dall’architetto Louis Notari, furono epocali e compresero la costruzione di ponti, scavi nella roccia per creare bacini di terra sospesi, passerelle. E nel 1933, anno dell’inaugurazione, sotto la corona di Re Luigi II, i giardini apparivano come una meraviglia senza eguali nel mondo.
Nel 1950, fu aperta al pubblico anche la Grotta dell’Osservatorio, consentendo l’accesso a questa area di alto valore geologico, dove ammirare stalattiti e stalagmiti. Solo dieci anni più tardi è nato anche il Centro Botanico, con serre specializzate nella protezione di specie floreali quasi estinte in natura.
La ristrutturazione del 2020
Dal 2020 al 2026, il Giardino Esotico si è preso un periodo di pausa, a causa di alcuni danni strutturali. In questi anni il sito è rimasto chiuso per ristrutturazioni che hanno riguardato la messa in sicurezza delle pareti rocciose, ma anche il rifacimento dei camminamenti.
Non solo, si è anche provveduto al restauro delle rocce artificiali, per mano di artigiani specializzati, come anche alla modernizzazione degli impianti. In questo modo si è passati ad un sistema di irrigazione a basso consumo e a un’illuminazione a LED notturna.
Il Giardino Esotico di Monaco, un santuario di biodiversità
Fino alla metà del secolo scorso, il giardino monegasco era visto come una curiosità pittoresca per i turisti. Ma negli anni ’60, grazie alla spinta di botanici di fama mondiale, il focus è virato sulla salvaguardia delle specie botaniche a rischio.
Gli esemplari più rari che avevano trovato dimora a Monaco, stavano infatti scomparendo dai loro siti di origine. Così, tra gli anni ’70 e ’90, il Giardino Esotico è diventato un santuario di biodiversità, operando sotto i rigidi protocolli della CITES, la Convenzione sul Commercio Internazionale delle Specie Minacciate di Estinzione.
Da quel momento in poi, ogni specie è stata catalogata, protetta e riprodotta per scopi scientifici. A marzo 2026, il vecchio Centro Botanico ha lasciato spazio a una nuova struttura rinnovata dal punto di vista tecnologico e di ricerca, collaborando con orti botanici mondiali.
L’obiettivo? La reintroduzione di specie considerate estinte in natura nei loro habitat, partendo dagli esemplari coltivati a Monaco. Il santuario ospita infatti l’85% di varietà protette, con esemplari di oltre 100 anni, impossibili da trovare altrove, in un contesto botanico generale che dona rifugio a quasi 11mila piante.
Le star botaniche del giardino
Chi visita il Giardino Esotico di Monaco sa che le grandi protagoniste sono le piante succulente. Gli arbusti di aloe e agave sono ovunque, insieme alle Euforbie africane, che qui hanno raggiunto altezze da alberi, così che spesso le si scambia per cactus altissimi.
A proposito di cactacee, il giardino è anche patria di Cereus e Echinocactus, due specie che qui hanno trovato un habitat dove prosperare. Per quanto riguarda invece le specie protette, un occhio di riguardo ce l’hanno due tipologie di piante grasse:
- Cactus epifiti – sono arbusti rari che in natura crescono sugli alberi delle foreste tropicali e nel giardino sono invece conservate in aree specifiche meno a contatto con il sole diretto;
- Pachypodium – quattro le varietà di Pachypodium che si possono ammirare nel giardino, ma quella più rara è la brevicaule, che appare come una pietra viva sui toni del grigio, da cui spuntano foglie e fiori gialli brillanti.
La Grotta dell’Osservatorio del Giardino Esotico
Il Giardino Esotico ospita anche la Grotte de l’Observatoire, il cuore geologico e preistorico del luogo. Il suo nome lo deve a un piccolo osservatorio astronomico che nel XIX secolo si trovava proprio dove adesso c’è il suo ingresso.
La grotta è una cavità naturale scavata dall’acqua nella roccia calcarea milioni di anni fa e, durante il Paleolitico superiore, è stata abitata da popolazioni preistoriche. Nel 1916, durante i lavori del giardino, il Principe Alberto I comprese il valore scientifico del sito.
L’intuizione del reale monegasco, appassionato di paletnologia da sempre, fu di approfondire: da qui, l’ordine dei primi scavi archeologici, affidati a un team di professionisti. Gli esperti, nel corso dei quattro anni successivi, trovarono strumenti in selce e resti umani.
I reperti trovati nella spelonca sono visibili presso il Museo di Antropologia Preistorica, locato a due passi dall’ingresso del giardino. L’accesso alla grotta è invece una scenografica discesa fino a 60 metri di profondità, dove ammirare formazioni calcaree spettacolari.
Ad oggi è possibile acquistare il biglietto per il tour completo di parco, grotta e museo, seguiti nel percorso da guide specializzate. Così non si perde alcun dettaglio.