Camera anecoica, la stanza più silenziosa al mondo: gli effetti su corpo e mente

La camera anecoica è la stanza più silenziosa al mondo: come funziona e cosa si prova davvero al suo interno

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Serena De Filippi

Lifestyle Editor

Lifestyle e Content Editor che scrive da tutta la vita: storie, racconti, libri, articoli, con una passione per i trend del momento.

Proviamo a immaginarlo per un attimo: una stanza dove il silenzio è così profondo da farsi sentire davvero, dove il ronzio di fondo che accompagna ogni nostro istante di vita semplicemente svanisce. Non udiamo più il traffico lontano, il frigorifero che vibra in cucina. Al loro posto, altri suoni: il battito del cuore, il sangue che scorre, perfino il fruscio delle palpebre quando sbattiamo gli occhi. Benvenute nella camera anecoica, un luogo tanto affascinante quanto spiazzante.

Cos’è una camera anecoica e come funziona

Il nome suona misterioso, ma racconta con precisione la sua funzione. “Anecoica” vuol dire senza eco, e questo è esattamente lo scopo per cui una stanza del genere viene costruita: impedire ai suoni di rimbalzare sulle pareti e tornare indietro sotto forma di riverbero.

La struttura ricorda una scatola dentro un’altra scatola. La camera vera e propria è sospesa all’interno di un ambiente più grande, separata da un’intercapedine d’aria larga in media mezzo metro. Chi vi entra cammina su una rete tesa, un pavimento fluttuante che sostituisce quello classico, perché anche il suolo deve assorbire il suono invece di rifletterlo.

Tutto intorno, dalle pareti al soffitto fino a sotto i piedi, si aprono migliaia di cunei in fibra di vetro, rigidi e appuntiti, disposti come denti di un ingranaggio. Sono loro a catturare le onde sonore e a dissiparle poco per volta, prima che possano generare qualsiasi rimbalzo.

Il riverbero viene quasi azzerato: si parla di un assorbimento vicino al 99,99%. Per questo le misurazioni possono finire sotto lo zero della scala di riferimento: non vuol dire che non esista più alcun suono, ma che il livello registrato è inferiore alla soglia convenzionale usata per rappresentare ciò che l’orecchio umano percepisce. C’è semplicemente meno rumore di quanto possiamo sentirne.

Il luogo più silenzioso del mondo: gli Orfield Laboratories

La camera anecoica più famosa si trova in Minnesota, negli Orfield Laboratories, dove il silenzio – è il caso di dirlo – ha raggiunto livelli da primato assoluto, tanto da entrare più volte nel Guinness dei primati come luogo più silenzioso della Terra.

Il primato degli Orfield Laboratories è passato attraverso più misurazioni ufficiali: dai primi record dei primi anni Duemila fino al valore oggi più impressionante, -24,9 dBA, registrato nel 2021. Nel mezzo, per qualche anno, il titolo era stato superato da un’altra camera anecoica nello Stato di Washington.

Curioso anche il passato dell’edificio: un tempo il laboratorio, costruito nel 1970, era uno studio di registrazione, e tra quelle mura hanno inciso musicisti leggendari come Bob Dylan e Prince. Un luogo nato per il suono, diventato poi il regno della sua assenza. Oggi il laboratorio prevede due attività: da una parte struttura di test per le aziende, dall’altra attrazione per curiosi e appassionati del tema.

Cosa si prova davvero là dentro

Che effetto fa starci? L’esperienza ha comunque un suo perché: quando sparisce il rumore ambientale, che di solito copre tutto, affiorano suoni che normalmente ci sfuggono. Abbiamo le testimonianze di chi è stato nella camera dei laboratori: c’è chi ha percepito il sangue pulsare nella testa o scorrere nelle vene. Qualcuno ha perfino descritto il rumore delle proprie palpebre che si chiudono. Steven Orfield, fondatore del laboratorio, lo ha spiegato bene: più la stanza è silenziosa, più suoni si iniziano a sentire, dal battito del cuore ai polmoni fino ai gorgoglii dello stomaco. A un certo punto, ha detto, si diventa il suono stesso.

Ma non è solo questo l’unico effetto, perché non dobbiamo dimenticare che buona parte del nostro orientamento nello spazio passa attraverso l’udito: i suoni che ci circondano ci dicono, senza che ce ne rendiamo conto, dove siamo e come muoverci. Togliendo quei riferimenti, camminare e restare in piedi diventa più faticoso. Sempre Orfield ha raccontato che dopo mezz’ora là dentro conviene stare seduti, perché vengono a mancare gli indizi percettivi: si avverte un leggero disorientamento e ci si sente di conseguenza meno sicuri nei movimenti.

Dal silenzio come attrazione al silenzio come cura

Se fino a poco fa la camera anecoica era soprattutto una curiosità da record, oggi è sempre più diffuso il silenzio come strumento terapeutico, una possibile risorsa per stare meglio.

La svolta più importante arriva proprio dagli Orfield Laboratories, che hanno ottenuto l’approvazione federale per uno studio per i veterani affetti da disturbo da stress post-traumatico. L’idea, sviluppata con una casa per veterani di Minneapolis e una scuola di medicina universitaria, prevede di approfondire il potenziale del silenzio e dell’oscurità nell’alleviare un peso che spesso resta invisibile.

Nel frattempo la camera resta accessibile anche a chi è semplicemente curioso. La si può visitare in gruppo per un’ora, oppure prenotare una sessione privata più lunga per immergersi davvero nel proprio mondo interiore, lontano da qualsiasi distrazione. Un’esperienza che, al di là dei record e delle leggende, racconta e fotografa ormai quanto poco siamo abituati al silenzio vero.

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