A Calice, frazione di Domodossola, i bambini che salgono sullo scivolo o fanno a turno sull’altalena adesso giocano in un parco che porta il nome di Mattia Parravicini. Mattia è morto nell’agosto del 2021, quando aveva appena tre anni, e la sua città ha deciso di ricordarlo nel posto che più gli somiglia, in mezzo ai giochi e alle risate degli altri bambini.
L’iniziativa è nata dagli alpini della zona e il Comune l’ha abbracciata senza pensarci due volte. Così oggi esiste un parco giochi dedicato a Mattia, proprio nella frazione dove viveva con mamma, papà e la sorella Gaia.
Chi era Mattia Parravicini, il bimbo di Domodossola morto a 3 anni in vacanza
Nell’estate del 2021 Alessandro e Rossana Parravicini avevano portato i loro bambini in montagna, in Trentino, per qualche giorno di ferie. Lì, all’improvviso, Mattia si è sentito male. Dopo le prime cure in un ospedale della zona le sue condizioni sono peggiorate, e i medici hanno deciso di trasferirlo a Milano. Sono seguiti giorni sospesi tra speranza e paura, poi il 13 agosto Mattia si è spento. Secondo i medici, a portarlo via sarebbe stato un virus raro. Il piccolo aveva appena finito il nido e a settembre lo aspettava il primo giorno di scuola materna.
In Ossola la notizia ha fatto il giro delle case in poche ore. Il papà lo conoscono in tanti. È un volontario del Soccorso alpino nella stazione di Bognanco mentre la mamma è originaria di Cannobio, sul Lago Maggiore, ed è lì che si sono svolti i funerali. Per giorni, tra Domodossola e Cannobio, il pensiero di tutti è rimasto accanto a loro.
Parco giochi dedicato a Mattia Parravicini a Calice: la proposta degli alpini e la cerimonia
L’idea di intitolargli l’area giochi della frazione è venuta al gruppo alpini locale, che in Ossola resta un punto di riferimento ogni volta che c’è da fare qualcosa per la comunità. La proposta è arrivata in Comune e ha trovato una risposta rapida e convinta. Per i genitori, invece, è stato un gesto che li ha colti un po’ di sorpresa e che hanno apprezzato molto. Alessandro ha preso la parola per dire grazie, anche da parte di Rossana e di Gaia, a tutte le persone presenti e al Comune.
Il sindaco Lucio Pizzi, presente alla cerimonia, ha riconosciuto che davanti a un dolore così le parole servono a poco ma ha spiegato che un parco giochi è sembrato a tutti il posto giusto, perché è il luogo in cui i bambini si divertono liberi e senza pensieri. D’ora in avanti il nome di Mattia sarà accostato all’allegria e al chiasso dei piccoli che verranno a giocare, e quell’area aperta a tutti diventa il modo con cui Domodossola sceglie di tenerlo con sé.
La benedizione è toccata al parroco, don Vincenzo Barone, che ha affidato al Signore quell’angolo verde e i bambini che ci giocheranno negli anni a venire.
Oggi Mattia avrebbe più o meno l’età dei bambini più grandi che si arrampicano sulla scaletta dello scivolo. È questo il pensiero che stringe il cuore a chi passa da Calice e si ferma a leggere il suo nome. Col tempo i piccoli del paese prenderanno l’abitudine di dire “andiamo al parco di Mattia”, e quel nome farà parte dei loro pomeriggi, tra le merende sulle panchine e le prime corse senza la mano sicura di mamma e papà. Ogni risata che salirà da quel prato porterà con sé un po’ di lui. Una promessa mantenuta, quella di un sorriso che Calice ha scelto di custodire per sempre.