A 13 anni picchiava le coetanee, oggi sogna Miss Italia: la toccante storia di Elisa Vardoni

Dopo il bullismo e la baby gang, oggi Elisa Vardoni ha cambiato vita: aiuta anziani e bambini, gioca a calcio e sogna di conquistare la corona di Miss Italia

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Antonella Latilla

Giornalista, esperta di tv e lifestyle

Giornalista curiosa e determinata. Scrittura, lettura e cronaca rosa sono il suo pane quotidiano. Collabora principalmente con portali di gossip e tv.

A diciannove anni Elisa Vardoni ha già vissuto almeno due vite. Nella prima cercava disperatamente un posto in un gruppo, anche al prezzo di fare del male ad altre ragazze. Nella seconda indossa la divisa della Misericordia, assiste anziani, malati e bambini, studia, gioca a calcio e sale su una passerella sognando Miss Italia.

In mezzo ci sono stati gli errori, le conseguenze, un percorso con la giustizia e soprattutto una domanda difficile: che cosa si fa della propria vita quando si comprende di aver sbagliato?

La storia che arriva da Siena non è soltanto quella di una ragazza che prova ad arrivare alla finale del concorso di bellezza. È sostanzialmente il racconto di una seconda possibilità. Senza cancellare ciò che è accaduto e soprattutto senza trasformare il passato in qualcosa di diverso da quello che è stato.

Elisa Vardoni, a 13 anni la baby gang e le violenze sulle coetanee

Un’altra bella storia che arriva da Miss Italia dopo quella di Cristina Virga. Elisa Vardoni è nata a Siena da genitori albanesi. Quando ha tredici anni attraversa, come moltissimi adolescenti, il complicato periodo successivo alla pandemia. Cerca un gruppo al quale appartenere, qualcuno che la faccia sentire accettata. Ma per entrare in quella compagnia le viene chiesta una sorta di “prova di coraggio”.

Ufficio Stampa Miss Italia
Elisa Vardoni in passerella

È l’inizio della parte più buia della vicenda. Elisa finisce per prendere di mira alcune coetanee considerate sgradite dal gruppo. Ci sono le offese, gli episodi violenti, la persecuzione. Alcuni momenti vengono filmati e pubblicati sui social. Dopo le denunce interviene la polizia, che identifica i componenti della baby gang e fa scattare i provvedimenti.

Anni dopo, Elisa non cerca giustificazioni. Prova piuttosto a spiegare cosa accadeva nella testa di quella ragazzina che aveva paura di essere lasciata fuori. “Ho commesso un grave errore, ero quasi plagiata e non volevo essere estromessa dal gruppo e restare sola”, racconta.

Una frase che restituisce uno dei punti più delicati dell’adolescenza: il bisogno di appartenere a qualcosa, anche quando quel qualcosa conduce nella direzione sbagliata. Ma comprendere le ragioni non significa cancellare le responsabilità. Ed è proprio da questa consapevolezza che, per Elisa, è cominciato il cambiamento.

Dal percorso di riabilitazione al volontariato con anziani e bambini

Dal settembre 2025 al maggio 2026 Elisa affronta un percorso di riabilitazione che comprende anche lavori socialmente utili. Oggi quel percorso è concluso e la ragazza non ha più pendenze con la giustizia.

Ma qualcosa di quello che inizialmente rappresentava una parte della riabilitazione è rimasto nella sua vita.

Elisa comincia infatti a dedicarsi agli altri. Assiste malati e bambini, trascorre del tempo accanto agli anziani soli, si iscrive alla Misericordia di Siena. E quando il percorso previsto termina, lei continua. Non perde i turni, perché ciò che era nato come un impegno è diventato parte della sua quotidianità.

Oggi la sua giornata è piena. Frequenterà il quarto anno di un istituto tecnico di Siena, vive la sua contrada e continua il volontariato. Poi c’è il calcio, la grande passione: gioca nel Siena femminile in Serie C.

“Ora la mia vita è fatta di studio, vita di contrada, volontariato e calcio che è la mia passione”, spiega.

A diciannove anni, dunque, Elisa prova a costruire la propria identità lontano da quella ragazzina che pensava di dover superare una prova per meritarsi l’amicizia degli altri. E lo fa attraverso una quotidianità che ha poco di straordinario e proprio per questo evidenzia bene il cambiamento: scuola, sport, turni di volontariato, nuovi rapporti.

Ufficio Stampa Miss Italia
Elisa Vardoni a Miss Italia

Ora c’è Miss Italia: “Ho trovato una famiglia”

Poi, quasi inaspettatamente, è arrivata anche una passerella. Dall’inizio dell’estate Elisa partecipa alle selezioni di Miss Toscana e riesce a qualificarsi per la finalissima regionale. Il sogno, adesso, è proseguire il cammino fino a Miss Italia.

Un concorso di bellezza potrebbe sembrare soltanto un dettaglio in una storia molto più complessa. Per lei, però, significa anche entrare in un nuovo gruppo. Questa volta senza prove da superare per essere accettata, senza violenza e senza il terrore di rimanere sola.

Nel mondo di Miss Italia, chiarisce, ha trovato una sorta di famiglia e costruito un buon rapporto con le altre concorrenti. Ed è difficile non vedere il contrasto con ciò che era accaduto sei anni prima: allora l’appartenenza a un gruppo l’aveva trascinata verso gli altri nel modo peggiore; oggi sono proprio le relazioni con gli altri a rappresentare uno dei simboli della sua ripartenza.

Resta il passato, che non può e non deve essere cancellato. Restano soprattutto le persone che hanno subito quelle violenze. Ma esiste anche ciò che viene dopo: assumersi le proprie responsabilità, affrontarne le conseguenze e provare a diventare altro.

Elisa Vardoni è cresciuta. Aiuta anziani e bambini, studia, gioca a calcio e sfila inseguendo un sogno che potrebbe portarla fino a Miss Italia. La corona, se arriverà, sarà soltanto un’altra tappa. La conquista più importante, per lei, sembra essere stata capire che per trovare il proprio posto non è necessario fare del male a qualcun altro.

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