Il nome di Chiara Mazzel ha comprensibilmente conquistato le prime pagine. È tra le protagoniste delle Paralimpiadi di Milano-Cortina e la sua storia è, al tempo stesso, esaltante, emozionante e d’esempio per chiunque. Campionessa dello sci alpino, ha conquistato quattro medaglie in altrettanti giorni e di seguito ci cimentiamo in un breve viaggio nel suo mondo.
Le medaglie di Chiara Mazzel
Come detto, l’azzurra dello sci alpino ha conquistato quattro medaglie alle Paralimpiadi di Milano-Cortina. Ecco quali sono:
- oro nel SuperG femminile vision impaired;
- argento nella discesa libera vision impaired;
- argento nella combinata vision impaired;
- argento nel gigante vision impaired.
Una vera e propria impresa, la sua, riuscendo inoltre a riportare l’Italia in vetta nello sci alpino femminile paralimpico dopo un’attesa durata ben 20 anni. L’ultima volta, infatti, era accaduto nel 2006 con Silvia Parente.
La diagnosi
La vita di Chiara Mazzel è mutata nel 2014, quando aveva appena 17 anni. Un giorno come tanti, mentre era in motorino, si rende conto di non riuscire più a vedere come prima. Per poco questa condizione non la spingeva a causare un incidente.
Nulla di tutto ciò è accaduto ma, nell’arco di pochi mesi, si è ritrovata ad accettare un rapido peggioramento della propria condizione. I medici le hanno diagnosticato un glaucoma fulminante, che l’ha privata del tutto della vista dall’occhio sinistro, rendendola quasi cieca dal destro.
Una malattia presente da tempo ma non riconosciuta, considerando anche la giovane età. Il suo quotidiano è stato stravolto e lei ha faticato terribilmente ad accettarlo. Si è rinchiusa in sé e in casa, letteralmente, per ben due anni. Raggelata dalla paura del cambiamento, ha ritrovato la forza grazie allo sport.
La grande svolta con le Paralimpiadi di Pyeongchang 2018. La storia di Giacomo Bertagnolli l’ha ispirata, facendole capire come tornare a sciare fosse nel suo destino. Da quel momento in poi ha ritrovato la propria libertà, per quanto in maniera diversa, affiancata da una guida. La consapevolezza di poter gareggiare su scala internazionale ha contribuito ad accettare la sua nuova condizione, segnando la fase cruciale della sua crescita agonistica.
Come tutti gli sportivi, però, ha dovuto fronteggiare altri ostacoli. Ha esultato per i tre ori ai Mondiali di Espot nel 2023 ma, al tempo stesso, ha dovuto sopportare l’attesa e la riabilitazione post rottura del crociato e dei menischi del ginocchio sinistro.
Ancora una volta i pensieri negativi sembravano aver avuto la meglio su di lei. Ha pensato di smettere del tutto con l’agonismo ma, dopo un lungo percorso, è tornata in pista. E per fortuna lo ha fatto, dal momento che Milano-Cortina le ha regalato le Olimpiadi della vita.